Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, ha raccontato le sensazioni e le emozioni vissute “passeggiando” nello spazio e nel guardare la Terra da lontano agli studenti dell’Università Federico II di Napoli, ateneo nel quale lo stesso Parmitano si è laureato in Scienze Politiche. Con gli studenti federiciani ha condiviso il suo percorso di studio, le sue passioni ma anche i suoi momenti difficili, descrivendo tecnologie e tecniche utilizzate quando si è in orbita. L’occasione è stato l’incontro “Spazio: opportunità e sfide per il Quarto Ambiente” organizzato dalla Scuola Politecnica e delle Scienze di base dell’Ateneo. “Lo spazio affascina tutti – ha detto Parmitano – dall’aspetto più romantico legato all’esplorazione di questo infinito orizzonte che attrae da sempre l’umanità a quello più tecnico, tecnologico e scientifico dell’evoluzione della tecnologia e per quello che può portare all’umanità come ritorno”.
Parmitano, primo astronauta italiano a vivere queste esperienze, ha raccontato che la sua passione per lo spazio è nata quando negli anni ’80 vedeva e leggeva le notizie sulle missioni dello Space Shuttle che “negli occhi di un bambino significava poter vivere in maniera remota quelle esperienze“, ma anche dalla passione per la fantascienza, per i fumetti e i cartoni animati giapponesi che parlavano di spazio.
La collaborazione sulla ISS
Nel corso dell’incontro, Parmitano ha risposto alle tante domande degli studenti che hanno affollato l’aula Ciliberto di Monte Sant’Angelo (tanti altri che non hanno trovato posto erano collegati su Teams) e ha spiegato i diversi aspetti della vita all’interno di una stazione spaziale e della grande collaborazione che c’è tra tutti coloro che vivono insieme quell’esperienza. “Uno dei retaggi forse più importanti del programma della Stazione Spaziale Internazionale – ha sottolineato l’astronauta – è che di fatto, anche in momenti di grandi tensioni politiche sulla Terra, la collaborazione scientifica e operativa non è mai passata in secondo piano: gli astronauti lavorano insieme per un obiettivo comune indipendentemente dalla nazionalità e dalla bandiera che portano sulla spalla”.
Salvaguardare la Terra
Nel corso dell’incontro, Parmitano ha anche voluto lanciare un messaggio di salvaguardia della Terra: “questo è il nostro unico pianeta, al momento è l’unico pianeta che possa dare supporto alla vita umana. Spero che ognuno di noi acquisisca consapevolezza. È chiaro che ognuno ha un suo ruolo individuale, ma è evidente che ci deve essere una spinta di politiche che ci consentano di proteggere il nostro pianeta, che ci permettano di farlo e ci spingano a farlo“.
Un incontro dal “simbolismo particolare”
All’incontro con Parmitano hanno partecipato molti studenti che frequentano corsi afferenti alle lauree Stem, ma anche ragazzi di altre aree disciplinari. L’incontro “era un impegno che avevo preso con gli studenti ed ha un simbolismo particolare: Parmitano è federiciano e il messaggio che ci ha portato è che studiando e scegliendo bene un percorso di formazione poi si creano radici che possono addirittura portarti a diventare quello che non si immagina, il primo astronauta italiano a fare esperienze uniche“, ha commentato Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di base.





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