Pasqua con terremoto in Sicilia: scossa alle pendici dell’Etna, tra Randazzo e Bronte | DATI e MAPPE

Terremoto nell'area nord-occidentale del vulcano, con epicentro a pochi km dai Comuni di Maletto, Randazzo e Bronte: mappe e dati ufficiali INGV

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Una mattina di Pasqua movimentata quella vissuta oggi dai residenti dei centri abitati situati alle pendici settentrionali dell’Etna, dove la terra ha tremato distintamente alle ore 10:35. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha localizzato l’epicentro del terremoto a soli 4 km a Nord di Maletto, e nelle vicinanze di Randazzo e Bronte. Il sisma, con una magnitudo ML 3.6, si è originato a una profondità di circa 27 km, un dato che ha permesso alle onde sismiche di propagarsi in un’area vasta della provincia catanese. Nonostante la profondità ipocentrale abbia attutito l’impatto in superficie, la vibrazione è stata chiaramente avvertita dalla popolazione intenta ai festeggiamenti domenicali.

Come riportato dal servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto”, il sisma è stato avvertito dalla popolazione di Catania, Mascalucia, Aci Castello, Fiumefreddo di Sicilia, Santa Domenica Vittoria, Motta Sant’Anastasia, Belpasso, Giarre, Santo Stefano di Camastra e Valverde. Il terremoto è stato inoltre seguito da una replica magnitudo 2.9 alle 10:37. I primi rilievi non segnalano danni a persone o strutture, ma l’attenzione resta alta per il monitoraggio costante di un territorio da sempre caratterizzato da un’intensa attività geodinamica.

La sismicità dell’area etnea

Il terremoto odierno si inserisce in un contesto geologico estremamente complesso, dove l’attività del vulcano Etna si intreccia con i grandi movimenti tettonici regionali. La zona tra Maletto, Randazzo e Bronte è caratterizzata dalla presenza di importanti sistemi di faglie che frammentano la crosta terrestre. A differenza dei sismi superficiali, spesso legati direttamente alla risalita del magma nei condotti vulcanici, un evento localizzato a 27 km di profondità è generalmente riconducibile a movimenti di natura tettonica. L’area siciliana rappresenta il fronte di collisione tra la placca africana e quella euroasiatica. Questo scontro genera una serie di sforzi che vengono rilasciati sotto forma di energia sismica lungo le fratture del sottosuolo. Nel caso specifico del versante nord-occidentale dell’Etna, la sismicità può essere influenzata anche dal carico del massiccio vulcanico stesso e dai processi di distensione legati all’apertura del Graben di Messina e alle dinamiche del Mar Ionio.

Inquadramento della sismicità storica

La storia sismica della Sicilia orientale è costellata di eventi di rilievo, rendendola una delle regioni a più alto rischio in Italia. Sebbene l’area di Randazzo e Bronte sia più spesso associata all’attività eruttiva dell’Etna (si ricorda la colata del 1981 che minacciò Randazzo), il versante nord-occidentale ha una propria memoria sismica legata a faglie profonde. Consultando i cataloghi storici, emerge come questa porzione del vulcano sia stata interessata periodicamente da scosse di magnitudo simile o superiore a quella odierna. La sismicità in questa zona è meno frequente rispetto al versante orientale (faglia di Fiandaca o della Pernicana), ma non per questo meno significativa.