La società nucleare statale russa Rosatom ha avviato dei colloqui con aziende turche sulla comproprietà della prima centrale nucleare turca, dopo che la guerra con l’Iran ha stimolato l’interesse per questo tipo di infrastrutture. Il progetto della centrale nucleare di Akkuyu, da 4,8 GW e dal costo superiore a 20 miliardi di dollari, è finanziato dalla Russia. Rosatom, in qualità di unico proprietario, può coinvolgere un partner fino al 49% per condividere l’investimento. “Abbiamo avviato discussioni sostanziali con diverse aziende turche sui parametri di partecipazione al capitale sociale”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Rosatom, Alexey Likhachev, aggiungendo che “attualmente c’è un forte interesse da parte delle aziende turche ad entrare nel capitale sociale del progetto”. La ricerca da parte di Rosatom di un co-investitore per Akkuyu finora non ha avuto successo. Un consorzio turco che aveva accettato di partecipare al progetto si è sciolto nel 2018 e non sono emersi nuovi candidati. Likhachev ha detto che i colloqui con investitori turchi per l’acquisizione di una quota in Akkuyu si sono intensificati sullo sfondo della guerra con l’Iran, che ha messo in luce la fragilità dell’equilibrio energetico globale.
“Gli eventi nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, costringono ancora una volta i Paesi a tornare alla necessità di disporre di fonti di Energia elettrica potenti e affidabili, sotto il loro controllo e sul proprio territorio”, ha dichiarato Likhachev.
La situazione
Mosca e Ankara nel 2010 hanno firmato un accordo per la costruzione di una centrale nucleare con 4 reattori russi VVER-1200, ma il progetto ha subito ripetuti ritardi e ostacoli burocratici. Rosatom ha iniziato la costruzione dell’impianto nel 2018. La data di messa in funzione è stata ripetutamente posticipata rispetto alla data originariamente prevista del 2023, e ora è stimata per la fine del 2026. Dopo che Mosca ha invaso l’Ucraina, nel 2022, la pressione sul progetto è aumentata. Sebbene Rosatom non sia stata colpita da sanzioni occidentali, permangono dei rischi relativi ai pagamenti e ad altre questioni. Circa 2 miliardi di dollari di pagamenti sono bloccati in un conto bancario di JPMorgan, sebbene Ankara abbia detto di svolgere un ruolo di mediazione negli sforzi per sbloccarli. Likhachev ha affermato che tutti i problemi relativi ad Akkuyu ora sono stati risolti.


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