Sri Lanka, maxi piano da 320 milioni per affrontare la crisi energetica

Il governo interviene con aiuti a famiglie, agricoltori e pescatori mentre il conflitto in Medio Oriente pesa su prezzi e forniture

Il governo dello Sri Lanka ha annunciato un piano straordinario di sostegno economico da circa 320 milioni di dollari, destinato a mitigare gli effetti della crisi energetica che sta colpendo duramente il Paese. Il presidente Anura Kumara Dissanayake ha spiegato davanti al Parlamento che il pacchetto, pari a 100 miliardi di rupie locali, sarà distribuito nell’arco di tre mesi e finanziato attraverso il bilancio esistente, senza ricorrere a nuove risorse straordinarie. L’intervento si inserisce in un contesto economico già fragile, segnato dalle conseguenze della crisi finanziaria del 2022, dalla quale il Paese sta ancora cercando di riprendersi. L’obiettivo principale è sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione, proteggendo al tempo stesso settori produttivi chiave come agricoltura e pesca, fortemente dipendenti dai costi energetici.

L’impatto della crisi energetica globale

Lo Sri Lanka dipende quasi totalmente dalle importazioni di petrolio, gas e carbone per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, rendendolo particolarmente esposto alle tensioni internazionali. Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele ha avuto ripercussioni dirette sui mercati globali, con un aumento significativo dei prezzi degli idrocarburi e un rischio concreto per le rotte di approvvigionamento, in particolare nello Stretto di Hormuz. Questa situazione ha costretto il governo ad aumentare sensibilmente i prezzi di carburante, gas ed elettricità, aggravando il costo della vita per cittadini e imprese. Nel tentativo di contenere i consumi, era stata introdotta anche una settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici, misura poi revocata per la sua inefficacia nel produrre risultati concreti.

Aiuti mirati a pescatori, agricoltori e famiglie

Il piano di sostegno prevede interventi mirati per i settori più colpiti. I pescatori riceveranno sussidi mensili per l’acquisto di carburante compresi tra 300 e 480 dollari, un aiuto fondamentale per mantenere operative le attività in un contesto di prezzi elevati. Gli agricoltori beneficeranno invece di una sovvenzione del 30% sull’acquisto di fertilizzanti, misura pensata per sostenere la produzione interna e contenere i costi alimentari. Parallelamente, il governo ha previsto il sostegno diretto alle famiglie più vulnerabili, coprendo parte delle bollette elettriche per chi vive al di sotto della soglia di povertà, che rappresenta circa un quarto della popolazione nazionale. Questi interventi mirano a evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni sociali e a preservare la stabilità interna.

Una ripresa economica ancora a rischio

Nonostante gli sforzi del governo, le prospettive economiche dello Sri Lanka restano incerte. Le autorità hanno avvertito che il protrarsi del conflitto in Medio Oriente potrebbe compromettere seriamente i progressi compiuti dopo la crisi del 2022, rallentando la ripresa e aumentando la pressione sui conti pubblici. La dipendenza energetica dall’estero rappresenta infatti un punto debole strutturale per il Paese, che continua a essere vulnerabile alle dinamiche geopolitiche globali. In questo scenario, il piano da 320 milioni di dollari rappresenta una risposta necessaria ma temporanea, mentre resta aperta la sfida di costruire un sistema economico più resiliente e meno esposto agli shock esterni.