La terra torna a tremare con intensità nel Mediterraneo meridionale, dove una nuova scossa di terremoto magnitudo mb 4.6 è stata registrata alle ore 03:47 italiane di oggi, sabato 25 aprile 2026. L’evento, localizzato dai sismografi dell’INGV lungo la costa sudorientale dell’isola di Creta a una profondità di circa 15 km, rappresenta l’ultimo tassello di una sequenza sismica attiva che sta interessando l’area da oltre ventiquattro ore. Questo nuovo episodio segue il sisma magnitudo Mwp 5.8 avvenuto ieri, che ha dato il via a uno sciame di repliche, mettendo in allerta la popolazione locale e le autorità elleniche. Fino a questo momento sono state rilevate decine di scosse, diverse delle quali hanno superato magnitudo 4 e 5. La profondità ipocentrale, individuata intorno ai 15 km, rende i fenomeni chiaramente avvertibili dalla popolazione residente lungo la fascia costiera e nell’immediato entroterra.
La cronologia della sequenza
L’attuale fase ha avuto inizio ieri, 24 aprile 2026, alle ore 05:18 italiane, quando un potente terremoto magnitudo Mwp 5.8 ha colpito con epicentro nei pressi della costa sudorientale di Creta. Da quel momento, l’attività sismica è stata frenetica: entro le 11:40 della stessa giornata, i sistemi di rilevamento avevano già localizzato oltre 42 eventi di magnitudo superiore a 2.0. Tra le repliche più significative si annoverano quella di magnitudo 5.0 delle ore 10:58 italiane e quella di magnitudo 4.7 registrata poco dopo, alle 11:26. La sequenza era stata anticipata e accompagnata da altri eventi rilevanti di magnitudo 4.1 e 4.0 nelle prime ore del mattino. La scossa odierna di magnitudo 4.6 conferma che l’energia accumulata nel sottosuolo non è stata ancora completamente dissipata, mantenendo il sistema di faglie in uno stato di forte instabilità.
Le cause geologiche: l’Arco Ellenico
La ragione per cui Creta è frequentemente teatro di eventi così energetici risiede nella sua posizione geografica. L’isola si trova infatti lungo il cosiddetto Arco Ellenico, una delle strutture tettoniche più attive e complesse dell’intero bacino del Mediterraneo. In questa regione, la placca africana si scontra e scivola al di sotto della placca del Mar Egeo (una microplacca della placca euroasiatica) attraverso un processo noto come subduzione.
Questo movimento di compressione accumula enormi quantità di energia elastica nelle rocce della crosta terrestre. Quando la resistenza delle rocce viene superata, l’energia si libera improvvisamente sotto forma di onde sismiche. La costa sudorientale di Creta, in particolare, è segnata da sistemi di faglie crostali che possono generare sia terremoti profondi, legati direttamente alla subduzione, sia eventi più superficiali, come quelli registrati in queste ore a 15 km di profondità.
Una sismicità storica millenaria
Creta vanta una storia sismica tra le più documentate e distruttive del mondo antico e moderno. La posizione dell’isola la espone non solo a forti scuotimenti, ma anche al rischio di maremoti. L’evento più celebre rimane il catastrofico terremoto del 365 d.C., con una magnitudo stimata superiore a 8.0, che sollevò parti dell’isola di diversi metri e generò uno tsunami che devastò le coste di tutto il Mediterraneo orientale, raggiungendo perfino Alessandria d’Egitto. In tempi più recenti, la zona è stata colpita da eventi significativi nel 1303 e, arrivando al secolo scorso, nel 1926 e nel 1956. La memoria storica locale è profondamente segnata da questi fenomeni, e le attuali sequenze sismiche ricordano costantemente quanto la regione sia geologicamente giovane e in continua evoluzione.





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