Un terremoto magnitudo 5.8 ha colpito lo Stato USA del Nevada. Secondo le rilevazioni fornite dall’INGV, l’evento sismico si è verificato precisamente alle 03:29 ora italiana, corrispondenti alle 18:29 locali di lunedì 13 aprile, con un epicentro localizzato a circa 20 km a Est della cittadina di Silver Springs. La profondità ipocentrale, stimata intorno ai 10 km, ha favorito una propagazione superficiale delle onde sismiche particolarmente avvertita dalla popolazione residente nelle aree rurali a Est della capitale Carson City. Numerosi cittadini hanno segnalato scuotimenti, descrivendo la caduta di oggetti dagli scaffali e danni da lievi a moderati.
Le cause geologiche: un territorio in continua estensione
La regione interessata dal terremoto avvenuto oggi negli USA appartiene alla Basin and Range Province, un’area geologica vasta e complessa che comprende quasi tutto il Nevada e parti degli Stati limitrofi. In questa zona, la crosta terrestre è soggetta a un continuo processo di estensione e stiramento in direzione Est-Ovest. Questo movimento allontana progressivamente le catene montuose dai bacini vallivi sottostanti, creando un sistema fittissimo di faglie normali che periodicamente rilasciano l’energia accumulata sotto forma di terremoti. Inoltre, l’area di Silver Springs si trova lungo la cosiddetta Walker Lane, una fascia di deformazione lunga circa 800 km che corre parallelamente al confine tra California e Nevada. In questa regione, i movimenti tettonici non sono solo di tipo estensionale, ma presentano anche una componente di scivolamento orizzontale (trascorrente). Tale dinamica complessa assorbe circa il 25% del movimento relativo tra la placca pacifica e quella nordamericana, rendendo il Nevada uno degli stati con il rischio sismico più elevato degli Stati Uniti.
La sismicità storica del “Silver State”
Il Nevada occupa stabilmente il terzo posto tra gli stati americani più attivi dal punto di vista sismico, preceduto soltanto dall’Alaska e dalla California. La storia del territorio è costellata di eventi di magnitudo superiore a 6.0 che hanno lasciato segni indelebili nel paesaggio. Uno dei casi più celebri risale al 1915, quando il terremoto di Pleasant Valley (magnitudo 6.8 ± 0.3) produsse una scarpata di faglia visibile ancora oggi per oltre 60 km. Nel secolo scorso, una serie di eventi ravvicinati nel 1954, localizzati nell’area di Dixie Valley e Stillwater, ha dimostrato la capacità del sistema di faglie locale di generare sequenze sismiche molto energetiche in brevi archi temporali. Più recentemente, nel maggio 2020, la regione del Monte Cristo Range è stata colpita da una scossa di magnitudo 6.5, la più forte degli ultimi 60 anni per lo Stato.






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