Questa mattina, una valanga si è staccata dal Corno Piccolo, raggiungendo i Prati di Tivo e interessando l’omonimo Residence e l’area fino all’Hotel Miramonti. La massa nevosa ha invaso la carreggiata con un fronte largo circa due metri. Grazie alle evacuazioni preventive delle scorse ore alla luce del rischio valanghe, non risultano persone coinvolte. La valanga si è staccata dal versante della seggiovia quadriposto ai Prati di Tivo, travolgendo il tracciato della strada provinciale 43bis e terminando la sua corsa sui campi a valle. L’evento, di dimensioni analoghe a quello che colpì la località il 18 gennaio 2017 – lo stesso giorno della tragedia di Rigopiano – ha causato danni agli infissi e all’ingresso dei garage del Residence Prati di Tivo.
“Le misure di prevenzione si sono rivelate provvidenziali”, commentano le autorità locali, sottolineando come il monitoraggio costante del rischio valanghe abbia permesso di mettere in sicurezza residenti e operatori prima del distacco.
Rischio di nuovi distacchi
A preoccupare ora è il rischio di nuovi distacchi. “La cosa più grave è che, con l’aumento delle temperature, la montagna è carica di neve e potrebbero verificarsi altre valanghe”, ha spiegato Pasquale Iannetti, nota Guida Alpina, maestro di alpinismo e scialpinismo, secondo quanto riporta “Certa Stampa”. “Gli scenari sono imprevedibili e quello che potrà accadere non è facile da prevedere”. In particolare è ritenuta in pericolo da eventuali nuovi distacchi la stazione intermedia della seggiocabinovia. “È una situazione impressionante – aggiunge Iannetti – con il rischio concreto di danni gravi alle strutture”.
Il precedente del 1977
Nel 1977, una valanga di dimensioni simili raggiunse la zona della seggiovia, travolgendo alcuni piloni e arrivando fino all’interno di un bar. Secondo gli esperti, uno scenario simile potrebbe ripetersi in presenza delle attuali condizioni del manto nevoso. L’area resta sotto stretta osservazione mentre si invita alla massima prudenza e a evitare qualsiasi spostamento non necessario nella zona montana. La zona rimane attualmente interdetta al transito, anche pedonale, in attesa di nuove verifiche tecniche sulla stabilità del manto nevoso.



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