Tosse persistente, fiato corto, respiro sibilante, catarro frequente e stanchezza insolita sono sintomi spesso sottovalutati nella vita quotidiana, ma possono rappresentare i primi segnali di una malattia respiratoria cronica. Intercettarli precocemente, orientare correttamente il paziente e rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione e nella presa in carico territoriale sono gli obiettivi di “Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie”, il nuovo progetto nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie, presentato alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera.
La notizia centrale è il rafforzamento del ruolo della medicina generale come primo presidio per individuare in fase precoce condizioni molto diffuse come asma e BPCO, spesso sottodiagnosticate e sottotrattate. Il progetto punta a costruire un percorso integrato che unisce formazione dei medici, informazione ai cittadini e strumenti pratici per la gestione quotidiana del paziente respiratorio, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre il peso delle riacutizzazioni e delle complicanze sul Servizio Sanitario Nazionale.
Asma e BPCO, patologie diffuse ma ancora troppo spesso sottovalutate
Le patologie respiratorie croniche, come asma e BPCO, hanno un impatto rilevante sulla salute pubblica, sulla qualità della vita dei pazienti e sull’organizzazione del SSN. Si tratta di malattie che possono evolvere in modo progressivo e che, soprattutto nelle fasi iniziali, non sempre vengono riconosciute tempestivamente.
Il progetto Ampio Respiro nasce proprio dalla necessità di portare l’attenzione sui sintomi iniziali, spesso sfumati, che possono precedere una diagnosi. La tosse persistente, la difficoltà a fare sforzi, il fiato corto e il respiro sibilante vengono talvolta considerati disturbi passeggeri o legati all’età, al fumo o alla stanchezza. In realtà, possono indicare la presenza di una condizione respiratoria che richiede approfondimento, valutazione clinica e, quando necessario, l’avvio di un percorso terapeutico appropriato.
In questo scenario, il medico di medicina generale rappresenta il primo riferimento per riconoscere il rischio, valutare la storia clinica, intercettare i sintomi nel tempo e indirizzare il paziente verso accertamenti e cure adeguate.
Dal sintomo alla diagnosi: il medico di famiglia come primo presidio
Le malattie respiratorie croniche spesso iniziano in modo silenzioso. La comparsa di sintomi come tosse persistente, fiato corto, respiro sibilante o difficoltà nello svolgere attività quotidiane può essere sottovalutata, ritardando così la diagnosi. Per questo, il progetto insiste sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza e di sostenere un modello di presa in carico più precoce e territoriale.
“Respirare bene non è un dettaglio: è una condizione essenziale di salute – sottolinea Tecla Mastronuzzi, Responsabile Macroarea SIMG Prevenzione – Molte patologie respiratorie cominciano con sintomi sfumati, che nella vita quotidiana possono essere sottovalutati. Il progetto Ampio Respiro vuole aiutare cittadini e medici a non aspettare che il respiro peggiori: agire prima significa vivere meglio, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita. Ampio Respiro promuove un modello in cui la salute respiratoria non viene affrontata solo in ospedale o nelle fasi avanzate della malattia, ma nella quotidianità delle persone: negli ambulatori dei medici di famiglia, nella prevenzione dei fattori di rischio, nella diagnosi precoce e nella continuità assistenziale”.
Il messaggio evidenzia uno dei punti chiave dell’iniziativa: portare la salute respiratoria fuori da una logica esclusivamente ospedaliera, intervenendo prima che la malattia arrivi a stadi avanzati. La prevenzione, la diagnosi precoce e la continuità assistenziale diventano così elementi centrali di un percorso che vede il medico di famiglia come figura di riferimento.
BPCO, circa 3,5 milioni di persone coinvolte in Italia
Tra le patologie al centro del progetto rientra la BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia che può incidere profondamente sulla vita quotidiana. Secondo quanto evidenziato da SIMG, riguarda circa il 5-6% della popolazione italiana, pari a circa 3,5 milioni di persone.
“La BPCO riguarda circa il 5-6% della popolazione italiana, pari a circa 3,5 milioni di persone, ed è una patologia che può cambiare profondamente la vita del paziente – evidenzia Andrea Zanché, Responsabile Macroarea SIMG Cronicità – Il problema è che molti cittadini non percepiscono il rischio respiratorio con la stessa attenzione che riservano, ad esempio, alle patologie cardiovascolari. Per questo serve una medicina di iniziativa: non aspettare che il paziente arrivi quando la malattia è avanzata, ma cercare precocemente i soggetti a rischio, riconoscere i sintomi, favorire la diagnosi e avviare tempestivamente le terapie disponibili”.
La riflessione richiama il tema della medicina di iniziativa, cioè un approccio che non si limita ad attendere l’arrivo del paziente in ambulatorio quando la patologia è già avanzata, ma promuove l’identificazione precoce dei soggetti a rischio. Questo significa riconoscere i sintomi, valutare i fattori predisponenti, favorire la diagnosi e avviare in tempi adeguati le terapie disponibili.
Formazione dei medici: una FAD nazionale dal 15 maggio 2026 al 14 maggio 2027
Uno degli strumenti principali di Ampio Respiro è la FAD nazionale rivolta ai medici, disponibile dal 15 maggio 2026 al 14 maggio 2027. Il percorso formativo è pensato per rafforzare le competenze cliniche e organizzative nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nella gestione integrata delle patologie respiratorie croniche.
La formazione affronta temi centrali per la pratica clinica quotidiana, tra cui asma, BPCO, spirometria, appropriatezza terapeutica, aderenza alla terapia inalatoria, riabilitazione respiratoria, vaccinazioni, prevenzione delle riacutizzazioni e sostenibilità ambientale. L’obiettivo è fornire strumenti utili per una gestione più efficace del paziente respiratorio, valorizzando il ruolo del medico di medicina generale nel percorso di prevenzione, diagnosi e cura.
La presenza di una formazione strutturata rappresenta un elemento strategico del progetto, perché consente di consolidare competenze e procedure all’interno della medicina territoriale. La gestione delle malattie croniche respiratorie richiede infatti continuità, monitoraggio, collaborazione con gli specialisti e capacità di personalizzare gli interventi in base al profilo del paziente.
Informazione ai cittadini: sito e materiali per gli ambulatori di medicina generale
Accanto alla formazione professionale, Ampio Respiro prevede strumenti informativi rivolti ai cittadini, tra cui il sito www.ampiorespiro.it e un flyer destinato agli ambulatori di medicina generale. I materiali richiamano i principali fattori di rischio, come fumo, ambiente, lavoro e infezioni respiratorie, e indicano i primi segnali da non ignorare.
Il messaggio è chiaro: prima si arriva alla diagnosi, meglio si può intervenire. La consapevolezza dei sintomi iniziali e dei fattori di rischio è un passaggio fondamentale per ridurre i ritardi diagnostici e favorire una gestione più tempestiva delle malattie respiratorie croniche.
La presenza di materiali negli ambulatori dei medici di famiglia rafforza inoltre il legame tra informazione, prevenzione e presa in carico. L’ambulatorio diventa un luogo non solo di cura, ma anche di orientamento e promozione della salute respiratoria.
Alessandro Rossi: rafforzare la medicina generale nella gestione continuativa
Il progetto punta a integrare diversi livelli di intervento: cittadini, medici e istituzioni. In questa prospettiva, Ampio Respiro viene presentato come un’iniziativa di sistema, pensata per sostenere la prevenzione, l’identificazione precoce e la gestione continuativa delle patologie respiratorie croniche.
“Ampio Respiro è un progetto di sistema perché tiene insieme tre livelli: cittadini, medici e istituzioni – spiega Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG – Vogliamo rafforzare il ruolo della medicina generale nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella gestione continuativa delle patologie respiratorie croniche. Il medico di famiglia conosce il paziente, intercetta i sintomi nel tempo e può costruire percorsi personalizzati, in collaborazione con gli specialisti e con il territorio”.
La centralità del medico di famiglia emerge come uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa. La conoscenza del paziente nel tempo permette di cogliere variazioni, segnali progressivi e sintomi ricorrenti che possono orientare verso un approfondimento diagnostico. La collaborazione con specialisti e servizi territoriali diventa quindi parte integrante di un percorso personalizzato.
Una rete tra medici, specialisti, cittadini e istituzioni
“Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie” è patrocinato da AIPO-ITS e SIP ed è realizzato con il contributo non condizionante di AstraZeneca S.p.A., GlaxoSmithKline S.p.A., Istituto Luso Farmaco d’Italia S.p.A., Teva Italia S.r.l., Laboratorio Farmaceutico C.R. S.r.l. e Zambon Italia S.r.l.
Il progetto è stato presentato presso la Sala Stampa della Camera dei deputati su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. La cornice istituzionale sottolinea il valore della salute respiratoria come tema di prevenzione, sostenibilità e organizzazione dei servizi sul territorio.
“La salute respiratoria è un tema di salute pubblica e di sostenibilità del sistema – sottolinea l’On. Luciano Ciocchetti – Portare questo confronto in sede istituzionale significa valorizzare il ruolo della prevenzione, della medicina territoriale e dell’informazione corretta ai cittadini. Le istituzioni devono sostenere percorsi che aiutino a intercettare prima le malattie croniche e a garantire cure più vicine alle persone”.
Il riferimento alla sostenibilità del sistema evidenzia un nodo centrale: intercettare prima le malattie croniche significa migliorare la qualità della vita, ma anche ridurre il rischio di aggravamenti, accessi ospedalieri e riacutizzazioni che pesano sull’organizzazione sanitaria.
Gli interventi alla presentazione del progetto
Alla presentazione sono intervenuti Tecla Mastronuzzi, Responsabile Macroarea SIMG Prevenzione; Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Associazioni di Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva; Josuel Ora, ricercatore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata; Dejan Radovanovic, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università degli Studi di Milano; Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG; e Andrea Zanché, Responsabile Macroarea SIMG Cronicità. L’incontro è stato moderato dal giornalista scientifico Daniel Della Seta.
La pluralità degli interventi conferma l’impostazione multidisciplinare del progetto, che coinvolge medicina generale, ricerca, associazioni di pazienti, specialisti, istituzioni e mondo della prevenzione.
Prevenzione, diagnosi precoce e continuità assistenziale per la salute respiratoria
Il valore di Ampio Respiro risiede nella costruzione di un percorso che parte dai sintomi iniziali e arriva alla presa in carico personalizzata del paziente. In un contesto in cui asma e BPCO risultano ancora spesso sottodiagnosticate e sottotrattate, la sfida è anticipare il momento della diagnosi, rafforzare la capacità di intercettare i soggetti a rischio e migliorare la gestione quotidiana delle patologie respiratorie croniche.
La medicina generale diventa così un punto chiave per la prevenzione e la continuità assistenziale. Negli ambulatori dei medici di famiglia, attraverso formazione, strumenti informativi e collaborazione con il territorio, la salute respiratoria può essere affrontata prima che i sintomi si aggravino e prima che la malattia comprometta in modo significativo la qualità della vita.
Con Ampio Respiro, SIMG propone un modello fondato su diagnosi precoce, informazione corretta, percorsi personalizzati e integrazione tra professionisti. Un approccio che mette al centro il riconoscimento tempestivo dei segnali respiratori e il ruolo della medicina territoriale nella gestione delle cronicità.



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