Rafforzare la collaborazione tra Comuni e Guardia Costiera per garantire la sicurezza della navigazione, la sicurezza della balneazione, la tutela dell’ambiente marino e costiero e nuovi modelli di turismo sostenibile. È questo il cuore del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma tra l’Anci e il Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, un accordo che punta a rendere più stretto e operativo il rapporto tra amministrazioni locali e autorità marittime.
La firma del protocollo rappresenta una notizia di particolare rilievo per i territori costieri e lacustri italiani, chiamati ogni giorno a gestire esigenze diverse ma strettamente connesse: la sicurezza dei cittadini e dei turisti, la protezione degli ecosistemi marini, la valorizzazione delle coste, il governo delle attività balneari e il rapporto con la navigazione. In questo quadro, la collaborazione istituzionale diventa uno strumento decisivo per costruire politiche più efficaci e condivise.
All’incontro sono intervenuti il vicepresidente vicario dell’Anci e sindaco di Ancona Daniele Silvetti e il Comandante generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo. Ha inoltre portato il proprio contributo in collegamento Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova e presidente della commissione Politiche del mare, demanio marittimo e porti di Anci.
Sicurezza della navigazione e della balneazione al centro dell’accordo
Il punto più rilevante del protocollo riguarda il rafforzamento del coordinamento tra i soggetti che operano lungo la fascia costiera, con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana. La sicurezza in mare e nelle aree balneari resta infatti una priorità per i Comuni, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, quando aumenta la pressione sulle spiagge, sui porti, sugli approdi e sugli specchi d’acqua destinati alla navigazione da diporto.
Il protocollo punta quindi a migliorare il raccordo tra le attività dei Comuni e quelle della Guardia Costiera, valorizzando il ruolo delle autorità marittime e delle amministrazioni locali nella gestione dei territori. La notizia riguarda da vicino non solo le istituzioni, ma anche cittadini, operatori balneari, turisti, imprese della filiera del mare e comunità locali che vivono quotidianamente il rapporto con la costa.
“La collaborazione tra Comuni e Guardia Costiera è decisiva per garantire sicurezza, tutela ambientale e una gestione sostenibile del territorio. La priorità resta la salvaguardia della vita umana: vogliamo migliorare il coordinamento tra attività balneari e sicurezza della navigazione”, ha sottolineato Silvetti.
Tutela dell’ambiente marino e costiero e Agenda 2030
Accanto alla sicurezza, l’intesa mette al centro la tutela ambientale. Il riferimento è all’ambiente marino e costiero, un patrimonio fragile e strategico per il Paese, esposto a pressioni crescenti legate alla presenza turistica, alle attività economiche e alla necessità di conciliare sviluppo e conservazione.
L’accordo tra Anci e Guardia Costiera si inserisce in una prospettiva più ampia, collegata agli obiettivi dell’Agenda 2030 e alla promozione di modelli di turismo sostenibile e resiliente. L’obiettivo è sostenere i Comuni costieri e lacustri attraverso strumenti concreti, favorendo la condivisione di dati, buone pratiche e percorsi di formazione.
“Questo accordo – ha aggiunto – punta anche a promuovere modelli di turismo sostenibile e resiliente in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Attraverso la condivisione di dati, buone pratiche e formazione intendiamo inoltre supportare concretamente i Comuni costieri e lacustri. Tra le iniziative più significative – ha concluso il vicepresidente dell’Anci – realizzeremo insieme alla Guardia Costiera il Calendario istituzionale 2027 dedicato alle eccellenze dei territori”.
Il calendario istituzionale 2027 dedicato alle eccellenze dei territori
Tra le iniziative annunciate nell’ambito del protocollo figura anche la realizzazione del Calendario istituzionale 2027, che sarà dedicato alle eccellenze dei territori. L’iniziativa, promossa insieme alla Guardia Costiera, avrà l’obiettivo di valorizzare le bellezze e le potenzialità turistiche sostenibili delle realtà locali, mettendo in evidenza il legame tra mare, comunità e sviluppo responsabile.
Il calendario assume così un valore simbolico e istituzionale: non solo uno strumento di comunicazione, ma anche un modo per documentare la centralità dei Comuni e delle autorità marittime nella tutela e nella promozione del territorio. La fascia costiera, infatti, non è soltanto uno spazio turistico o infrastrutturale, ma un luogo in cui si intrecciano sicurezza, economia, ambiente, identità locale e qualità della vita.
“Il protocollo tra Guardia Costiera ed Anci, testimonia ancora una volta lo stretto legame tra il territorio, in particolare i Comuni e le autorità marittime, entrambi attori fondamentali a presidio della fascia costiera ed a tutela degli interessi della collettività – ha dichiarato l’ammiraglio Liardo – legame che intendiamo documentare questa volta anche con un calendario che ne valorizzi le bellezze e le potenzialità turistiche sostenibili del territorio”.
Comuni costieri e lacustri protagonisti della Blue economy
Il protocollo guarda anche al ruolo dei Comuni nella Blue economy, cioè nell’insieme delle attività economiche legate al mare e alle risorse costiere. Per l’Anci, le città di mare non devono essere considerate soltanto luoghi di passaggio o punti di transito, ma soggetti capaci di incidere nelle scelte strategiche che riguardano porti, coste, demanio marittimo, turismo e sviluppo sostenibile.
In questo senso, la nascita della commissione Politiche del mare, demanio marittimo e porti dell’Anci viene indicata come un passaggio importante per costruire una rete di Comuni più forte, in grado di rappresentare le esigenze dei territori e di partecipare ai processi decisionali. La sfida è trasformare le criticità della gestione costiera in opportunità di crescita sostenibile per le comunità locali.
“Con questo protocollo poniamo le basi per iniziative condivise capaci di generare benefici duraturi per i territori e le comunità”, ha rimarcato Terrile. “La nascita della Commissione porti dell’Anci segna una nuova fase: vogliamo che le città di mare diventino protagoniste della Blue economy e non più semplici punti di transito. L’obiettivo è costruire una rete di Comuni capace di incidere nei processi decisionali valorizzando le coste e trasformando le sfide in opportunità di sviluppo sostenibile. Per questo – ha concluso il vicesindaco di Genova – abbiamo chiesto un confronto al Governo: serve un dialogo strutturato per arrivare a una vera Agenda urbana portuale condivisa”.
Verso un’agenda urbana portuale condivisa
Uno degli elementi politici più significativi emersi dalla firma del protocollo è la richiesta di un confronto con il Governo per arrivare a una vera Agenda urbana portuale condivisa. Il tema riguarda il rapporto tra città, porti e territori costieri, un ambito sempre più centrale per lo sviluppo locale e nazionale.
Le città di mare si trovano infatti a gestire funzioni complesse: accoglienza turistica, mobilità, logistica, tutela ambientale, servizi ai cittadini, sicurezza e sviluppo economico. Per questo, secondo l’impostazione richiamata dall’Anci, serve un dialogo strutturato che permetta ai Comuni di essere parte attiva nelle decisioni che riguardano il futuro delle aree portuali e costiere.
Il protocollo firmato con la Guardia Costiera si colloca dunque in una prospettiva più ampia: non soltanto un’intesa tecnica o amministrativa, ma un passo verso una governance più integrata del mare e delle coste. La collaborazione tra Comuni, Capitanerie di porto e Guardia Costiera punta a rendere più efficace il presidio del territorio, a migliorare la sicurezza e a promuovere una crescita fondata sulla sostenibilità.
Una collaborazione istituzionale per comunità più sicure e territori più sostenibili
L’accordo tra Anci e Comando generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera conferma il ruolo strategico della cooperazione istituzionale nella gestione della fascia costiera e delle aree lacustri. La sicurezza della navigazione e della balneazione, la tutela dell’ambiente marino e costiero, la promozione del turismo sostenibile e il rafforzamento della rete dei Comuni diventano così le direttrici principali di un percorso comune.
Il protocollo punta a produrre effetti concreti sui territori, attraverso il coordinamento, la formazione, lo scambio di dati e buone pratiche e iniziative di valorizzazione come il Calendario istituzionale 2027. Al centro resta la necessità di mettere insieme competenze diverse per rispondere meglio ai bisogni delle comunità, proteggere il mare e le coste e rendere le città costiere e lacustri protagoniste di uno sviluppo più sicuro, sostenibile e condiviso.




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