L’attenzione mediatica sulle dinamiche dei Campi Flegrei ha raggiunto nelle ultime ore un livello di intensità tale da richiedere un intervento chiarificatore immediato e perentorio da parte delle autorità scientifiche competenti. La rapida diffusione di notizie relative a un recente preprint scientifico, il quale affronta la complessa evoluzione del bradisismo nell’area flegrea, ha innescato una serie di speculazioni e interpretazioni che rischiavano di diffondere panico ingiustificato tra la popolazione locale e non. Di fronte a questo scenario decisamente teso, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è intervenuto per gettare acqua sul fuoco, smontando sistematicamente la narrazione allarmistica e riportando la questione all’interno dei suoi confini strettamente accademici e di ricerca.
La natura preliminare della ricerca e il fraintendimento mediatico
Il punto centrale della smentita riguarda la reale natura del documento circolato. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) precisa a chiare lettere che “il lavoro citato è uno studio preliminare attualmente in fase di revisione scientifica e non rappresenta una previsione deterministica dell’evoluzione del fenomeno né, tantomeno, una previsione di eventi sismici o eruttivi imminenti“. Il testo, ospitato in versione preprint sulla piattaforma arXiv, si limita a proporre un’ipotesi di ricerca sull’evoluzione della deformazione del suolo. Analizza cioè l’eventualità che l’attuale andamento possa mutare nei prossimi anni verso un regime dinamico differente, le cui caratteristiche esatte rimangono attualmente impossibili da definire con precisione.
L’INGV si scaglia duramente contro le ricostruzioni apparse su alcune testate, sottolineando come esse “hanno attribuito allo studio contenuti, dichiarazioni e significati non presenti nel testo scientifico originale, generando una rappresentazione impropria e potenzialmente allarmistica dei risultati“. Anche il misterioso termine di “forecasting criptato” viene ridimensionato dall’INGV. L’Istituto spiega che questo termine riguarda esclusivamente una “metodologia tecnica utilizzata in ambito scientifico internazionale per validare analisi previsionali attraverso registrazioni temporali certificate“, smentendo categoricamente “l’esistenza di previsioni segrete o scenari nascosti relativi ai Campi Flegrei“.
La differenza tra ricerca accademica e monitoraggio operativo
Per comprendere appieno la dinamica della comunicazione scientifica in contesti di potenziale rischio, risulta fondamentale separare il dibattito tra studiosi dalle allerte diramate alla popolazione. A questo proposito, il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, ha spiegato che “è importante distinguere tra attività di ricerca scientifica, che per sua natura sviluppa e verifica ipotesi interpretative, e le attività ufficiali di monitoraggio e valutazione del rischio svolte dall’INGV nell’ambito del sistema nazionale di protezione civile“.
Il Presidente dell’INGV ha inoltre ribadito che “ogni valutazione sullo stato della caldera viene effettuata sulla base dell’insieme dei parametri osservati e condivisa attraverso i canali istituzionali preposti“. L’Istituto ha quindi concluso la sua nota rassicurando la cittadinanza sul fatto che “il monitoraggio dei Campi Flegrei prosegue costantemente attraverso reti multiparametriche e sistemi di sorveglianza attivi 24 ore su 24“.
L’appello finale dell’INGV alla popolazione e agli operatori dell’informazione è quello di affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali diramate dallo stesso Istituto e dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) per ottenere informazioni reali, tempestive e verificate sull’evoluzione del fenomeno bradisismico e della sismicità nell’area campana.


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