Una giornata interamente dedicata all’osservazione delle cicogne si è tenuta ieri a Gela, in provincia di Caltanissetta, e sarà ripetuta la prossima domenica. Il Cicogna day è ormai diventato uno degli appuntamenti simbolo della biodiversità nella Piana di Gela, un’area che in passato è stata fortemente segnata dalla presenza industriale e che oggi prova a raccontarsi anche attraverso il ritorno e la tutela della fauna selvatica. Al centro dell’iniziativa ci sono le cicogne che da anni nidificano nel territorio, in particolare sui tralicci Enel, diventati nel tempo un punto di riferimento per la presenza stabile della specie. Un fenomeno che ha assunto un valore ambientale e culturale, anche grazie al lavoro portato avanti dai responsabili delle aree protette e dalle realtà impegnate nella conservazione della natura.
Le cicogne sui tralicci Enel e le cinquanta coppie censite
Nell’area della Piana di Gela la presenza delle cicogne bianche è ormai consolidata. A confermarlo è Emilio Giudice della Riserva Biviere-Lipu, che sottolinea il valore del monitoraggio effettuato sul territorio. “In questa zona abbiamo censito almeno cinquanta coppie”, dice Emilio Giudice della Riserva Biviere-Lipu.
Le cicogne hanno trovato casa soprattutto nei pressi delle aree naturali e delle zone protette, dove negli anni sono stati avviati interventi mirati per favorire la nidificazione e ridurre i rischi legati alla presenza delle linee elettriche. Il dato delle cinquanta coppie censite conferma la rilevanza della Piana di Gela come habitat per questa specie e rafforza il ruolo del Cicogna day come momento di sensibilizzazione pubblica.
Accordi con Enel e interventi per ridurre la mortalità
Uno degli aspetti più importanti del percorso di tutela riguarda gli accordi siglati negli ultimi anni con Enel, sostenuti dalla Regione, per mettere in sicurezza le linee elettriche a media tensione. L’obiettivo è evitare la morte delle cicogne che nidificano sui tralicci, attraverso l’isolamento delle linee e la predisposizione di nidi artificiali. Si tratta di interventi considerati fondamentali per ridurre il rischio di folgorazione e rendere più sicura la convivenza tra infrastrutture energetiche e fauna selvatica. In alcune zone, i risultati sarebbero già evidenti.
“La mortalità delle cicogne è notevolmente diminuita nell’area delle linee elettriche che sono già state isolate, nei pressi di Timpazzo – aggiunge Giudice – insieme a Enel inizieremo uno studio ulteriore sulle altre linee elettriche. Solo programmando, l’azienda potrà mettere in bilancio le somme per gli interventi. Vorremo proporre un protocollo anche al Comune di Acate, per destinare a interventi naturalistici una parte delle compensazioni di impianti fotovoltaici. Vorremo farlo anche con il Comune di Gela ma allo stato pare ci sia poco interesse”.
Le parole di Giudice evidenziano la necessità di una programmazione stabile e condivisa, capace di coinvolgere aziende, istituzioni locali e soggetti impegnati nella protezione dell’ambiente.
La cicogna come simbolo della ripresa naturalistica del territorio
Nel racconto del Cicogna day, la cicogna non è soltanto una specie da osservare o proteggere. Diventa anche un simbolo della capacità di un territorio complesso di immaginare una nuova fase, fondata sulla biodiversità, sulla cura degli habitat e sulla valorizzazione delle aree naturali. Per Giudice, “la cicogna può diventare simbolo di una ripresa naturalistica del territorio”.
Il messaggio è particolarmente significativo per Gela, città e area vasta che hanno vissuto a lungo il peso dell’impatto industriale. La presenza delle cicogne, il lavoro sulle linee elettriche e il recupero delle zone umide indicano una direzione possibile: trasformare la tutela della natura in un elemento identitario e in un’occasione di rilancio.
Geloi Wetland e la menzione ministeriale per le zone umide
Nel quadro delle iniziative ambientali della Piana di Gela si inserisce anche l’esperienza di Geloi Wetland, area attraverso la quale è arrivata una menzione ministeriale per la ricostruzione di zone umide. Il riconoscimento riguarda il lavoro portato avanti in questi anni in una delle aree della Piana, dove il recupero degli ambienti umidi rappresenta un tassello importante per la conservazione della biodiversità.
La ricostruzione delle zone umide ha un valore centrale per numerose specie animali e vegetali e si collega direttamente alla presenza delle cicogne, che trovano in questi ambienti condizioni favorevoli per alimentarsi e vivere. In questo senso, la tutela delle cicogne e il recupero degli habitat non sono interventi separati, ma parti di una stessa strategia territoriale.
Da Gela a Niscemi, la rete dei paesaggi attivi
Durante la giornata dedicata al Cicogna day, a Niscemi, sempre in provincia di Caltanissetta, sono state poste le basi per implementare la rete dei paesaggi attivi. La rete coinvolge le aree naturalistiche candidate al premio nazionale Paesaggio 2026 e punta a mettere in relazione esperienze diverse di tutela, valorizzazione ambientale e promozione della biodiversità.
“C’è la volontà di mettere insieme più esperienze naturalistiche e di biodiversità, in Sicilia, partendo da una città, Niscemi, fortemente scossa dalla frana di gennaio e che dista pochi chilometri dall’area dove nidificano le cicogne, nella Piana di Gela”, spiegano alcuni aderenti all’iniziativa.
Il riferimento a Niscemi amplia il significato dell’iniziativa, collegando la tutela delle cicogne a una riflessione più ampia sul paesaggio, sulla fragilità dei territori e sulla necessità di costruire reti tra comunità, aree naturali e istituzioni.
Il Cicogna day torna domenica
Dopo la giornata di ieri, il Cicogna day a Gela sarà ripetuto la prossima domenica. L’appuntamento rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini, visitatori e appassionati alla conoscenza delle cicogne e degli ambienti naturali della Piana di Gela.
In un territorio storicamente associato all’industria, l’osservazione delle cicogne diventa così una notizia che va oltre l’evento naturalistico. Racconta il tentativo di costruire una nuova immagine del paesaggio, fondata sulla protezione della fauna, sulla collaborazione con soggetti come Enel, sul recupero delle zone umide e sulla possibilità che la biodiversità in Sicilia diventi una leva concreta di rinascita ambientale.


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