Un team internazionale di scienziati del clima ha ricostruito in modo esaustivo le cause dell’innalzamento globale del livello del mare negli ultimi sei decenni, risolvendo un ostinato mistero che ha offuscato la nostra comprensione di uno degli impatti più significativi del cambiamento climatico. Lo studio, condotto da ricercatori cinesi e pubblicato sulla rivista Science Advances, rileva che il livello medio globale del mare è aumentato di 2,06 millimetri all’anno dal 1960, ma con un ritmo raddoppiato negli ultimi decenni, raggiungendo i 3,94 millimetri all’anno tra il 2005 e il 2023. Il riscaldamento degli oceani è il principale fattore determinante, responsabile del 43% dell’aumento, poiché l’acqua più calda si espande e occupa più spazio.
I principali fattori
Lo studio spiega anche perché l’innalzamento globale del livello del mare ha subito un’accelerazione. Dal 1960, i principali fattori che hanno contribuito a questo fenomeno sono stati l’accelerazione del riscaldamento degli oceani e la riduzione delle riserve idriche terrestri. Negli ultimi decenni, a partire dal 1993, la perdita di ghiaccio, compreso lo scioglimento accelerato dei ghiacciai e delle calotte glaciali in Groenlandia e in Antartide, ha assunto un’importanza crescente. È probabile che queste preoccupanti tendenze persistano nei prossimi decenni.
Colmato un frustrante divario
“Per anni, c’è stato un frustrante divario tra l’entità dell’innalzamento del livello degli oceani osservato e la nostra capacità di spiegarlo in base alle singole cause. Questo lavoro dimostra che, con strumenti, processi e analisi più avanzati, questo divario può essere colmato. Possiamo spiegare l’innalzamento del livello del mare con maggiore sicurezza”, ha affermato il Prof. John Abraham, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di St. Thomas, coautore dello studio.
Il team, guidato da ricercatori dell’Istituto di Fisica dell’Atmosfera dell’Accademia Cinese delle Scienze e composto da scienziati della Tulane University, del National Center for Atmospheric Research della NSF, dell’Università di St. Thomas e da partner francesi, attribuisce i propri risultati ai progressi nella tecnologia di osservazione: correzioni alle misurazioni satellitari che avevano subito lievi variazioni dal 2015, metodi migliorati per la stima del movimento del suolo presso i mareografi costieri e stime più precise della perdita di ghiaccio in Groenlandia e in Antartide. Questi progressi colmano un preoccupante divario tra l’innalzamento del livello del mare osservato e le sue cause note.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?