Sempre più Paesi corrono ai ripari in vista dell’arrivo di El Niño, il fenomeno climatico che potrebbe anche raggiungere livelli molto intensi, secondo alcune previsioni. L’ultimo Paese ad aggiungersi alla lista di quelli che hanno lanciato l’allerta sulla preparazione è il Brasile. Secondo il Centro nazionale per il monitoraggio e gli allerta dei disastri naturali (Cemaden), il Paese deve prepararsi fin da ora ai possibili effetti devastanti di El Niño, atteso tra la seconda metà del 2026 e il 2027. In una nota tecnica, il Cemaden invita autorità e popolazione a rafforzare immediatamente le misure di prevenzione contro inondazioni, siccità e incendi. Il Cemaden sottolinea come il Paese sia “molto bravo a reagire ai disastri, ma non a prevenirli”. Il rapporto raccomanda il potenziamento del monitoraggio meteorologico e idrologico, il controllo delle aree a rischio e campagne di formazione per la popolazione sulle procedure di evacuazione e sulle allerte climatiche.
Per gli esperti, il riscaldamento delle acque del Pacifico è già in corso, anche se non è ancora possibile stabilire se il fenomeno raggiungerà l’intensità di un “Super El Niño”, definizione che circola negli ambienti scientifici per indicare eventi eccezionalmente forti.
Anche altri Paesi si sono mossi
Anche altri Paesi latinoamericani stanno adottando misure preventive. In Colombia ed Ecuador, le autorità hanno già lanciato allerte sui possibili effetti estremi del fenomeno. In Perù, il Servizio nazionale di meteorologia e idrologia ha intensificato il monitoraggio climatico, mentre il Cile e diversi Paesi dell’America centrale stanno preparando piani per affrontare possibili siccità, crisi idriche e danni all’agricoltura.


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