Ebola: il Ministero della Salute allerta le compagnie aeree

Diramata una circolare per la gestione dei passeggeri in arrivo da Congo e Uganda. Fiumicino e Malpensa designati come scali sanitari di riferimento per i casi sospetti a bordo

L’ombra di una nuova e seria minaccia sanitaria internazionale si allunga in queste ore sui cieli europei a seguito del recente focolaio epidemico registrato nel cuore del continente africano. Il Ministero della Salute italiano ha innalzato il livello di guardia, emanando una circolare urgente indirizzata agli assessorati regionali competenti, agli enti preposti e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, conosciuti con l’acronimo Usmaf. Al centro dell’attenzione delle autorità vi è il virus Bundibugyo, una temibile variante del virus Ebola che sta attualmente interessando diverse aree territoriali tra il Congo e l’Uganda. Il documento ministeriale allerta ufficialmente tutte le compagnie aeree, stabilendo protocolli rigidi per arginare l’infezione e prevenire qualsiasi rischio di importazione del patogeno sul nostro territorio nazionale attraverso il traffico passeggeri.

Le procedure in volo e gli scali designati

Il provvedimento ministeriale individua con precisione gli scali aeroportuali italiani autorizzati e attrezzati per gestire le eventuali emergenze. La circolare si sofferma in particolare sui voli che trasportano passeggeri preventivamente segnalati, quali personale sanitario e cooperanti, provenienti direttamente dai Paesi in cui è attualmente attivo il focolaio del virus. Le direttive impongono regole rigorose in caso di criticità durante il viaggio: “All’arrivo in Italia, in caso di insorgenza di sintomi durante il volo – si legge – l’aereo dovrà atterrare solo presso gli aeroporti sanitari di Fiumicino o di Malpensa, ove verranno attuate le procedure previste per tali casi“.

I protocolli di sbarco e i controlli al gate

Qualora il volo proceda regolarmente e non vengano riscontrate allerte durante il tragitto, le procedure di sbarco mantengono comunque un elevato livello di sorveglianza per le categorie a rischio. In assenza di sintomi a bordo, il documento precisa che “si procede alle consuete operazioni di sbarco. L’operatore Ong/non Ong, o cooperante segnalato, deve attendere presso il gate di uscita il personale Usmaf per la verifica e compilazione della scheda anamnestica. Se il controllo risulta negativo (no febbre e scheda anamnestica negativa) il personale Usmaf provvede all’invio della scheda” direttamente agli indirizzi preposti del ministero. Nel caso opposto, se l’esito del controllo “risulta positivo (presenza di febbre) viene attivata la procedura prevista dall’Usmaf competente“. In questa eventualità, l’ufficio sanitario ha il compito di comunicare immediatamente l’esito per far scattare il tempestivo tracciamento di tutti i contatti del passeggero.

L’obbligo di segnalazione per le compagnie aeree

Il sistema di prevenzione delineato dalla circolare affida un ruolo di primaria importanza al personale di volo e ai vettori aerei, i quali rappresentano la prima linea di controllo visivo e operativo. “Si raccomanda alle compagnie aeree di segnalare tempestivamente agli Uffici Usmaf eventuali situazioni – afferma la circolare – che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell’aeromobile“. A supporto delle indagini sanitarie, il testo ricorda infine come in tali situazioni viga l’obbligo inderogabile di coordinarsi con gli Uffici Usmaf per la raccolta e la consegna dei Passenger Locator Form. Questi moduli di localizzazione, compilati da tutti i passeggeri presenti a bordo, risultano infatti lo strumento fondamentale per consentire alle autorità la tracciabilità dei contatti qualora emergesse una reale necessità sanitaria a sbarco avvenuto.