Ebola, Nigeria in allerta: 21 Stati classificati a rischio alto o moderato di importazione

Il Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie segnala l’aumento del rischio legato alle epidemie in Africa Orientale e Centrale. Nessun caso confermato nel Paese, ma Abuja, Lagos, Rivers, Kano e altri Stati sono considerati aree ad alto rischio

Le autorità sanitarie pubbliche nigeriane hanno identificato 21 dei 36 Stati della Nigeria come aree ad alto o moderato rischio di importazione di Ebola, in un contesto di crescente preoccupazione per la possibile trasmissione transfrontaliera della malattia. La valutazione arriva mentre le recenti epidemie registrate in alcune zone dell’Africa Orientale e Centrale hanno innalzato il livello di attenzione nel Paese più popoloso del continente. In una dichiarazione, il Centro nigeriano per il controllo e la prevenzione delle malattie, noto come Ncdc, ha affermato che le recenti epidemie di Ebola in alcune aree dell’Africa Orientale e Centrale hanno aumentato il rischio di importazione della malattia in Nigeria. L’agenzia sanitaria ha tuttavia precisato che, al momento, non è stato registrato alcun caso confermato nel Paese.

Ebola in Nigeria: Abuja, Lagos, Rivers e altri Stati tra le aree ad alto rischio

Secondo la classificazione dell’Ncdc, la capitale Abuja e diversi Stati del Sud e del Nord della Nigeria rientrano tra le aree considerate ad alto rischio. Tra queste figurano gli Stati meridionali di Lagos, Rivers, Enugu, Akwa Ibom e Cross River, insieme agli Stati settentrionali di Kano, Borno, Taraba e Adamawa. La valutazione del rischio è legata in particolare all’intensità degli spostamenti, alla presenza di aeroporti internazionali, alle rotte commerciali e alla permeabilità dei confini terrestri. Si tratta di fattori che, secondo le autorità sanitarie, possono facilitare l’eventuale ingresso del virus nel Paese e rendere necessario un rafforzamento delle misure di prevenzione, sorveglianza e risposta.

Gli Stati a rischio moderato e le misure di preparazione richieste

Accanto alle aree ad alto rischio, l’Ncdc ha elencato altri Stati come zone a rischio moderato di importazione di Ebola. Nel Sud della Nigeria rientrano in questa categoria gli Stati di Ogun, Ebonyi, Abia e Bayelsa. Nel Nord, invece, sono stati indicati gli Stati di Nasarawa, Kaduna, Plateau, Niger, Jigawa, Katsina e Bauchi.

Per queste aree, l’agenzia sanitaria ha sottolineato la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e le misure di preparazione sanitaria. La classificazione mira a individuare in modo preventivo i territori più esposti a un possibile ingresso della malattia, in modo da migliorare la capacità di rilevamento rapido e contenimento di eventuali casi sospetti.

L’allarme dell’Ncdc dopo le epidemie in Africa Orientale e Centrale

Il direttore generale dell’Ncdc, Jide Idris, ha collegato il rafforzamento dell’allerta alla situazione sanitaria regionale e alla valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Idris ha affermato che la dichiarazione dell’Oms dell’epidemia di Ebola come “emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale” sottolinea la necessità per la Nigeria di rafforzare gli sforzi di preparazione.

Il riferimento alla possibile diffusione transfrontaliera è centrale nella strategia delle autorità sanitarie nigeriane. La Nigeria, infatti, è attraversata da importanti flussi commerciali e migratori, sia attraverso gli aeroporti internazionali sia lungo i confini terrestri, che in alcune aree risultano particolarmente permeabili.

Sintomi simili a malaria e febbre di Lassa: il rischio di diagnosi tardiva

Uno degli elementi di maggiore preoccupazione riguarda la possibilità che l’Ebola non venga riconosciuta tempestivamente. Jide Idris ha avvertito che i sintomi dell’Ebola sono molto simili a quelli della malaria e della febbre di Lassa, una condizione che aumenta il rischio di diagnosi tardiva e di ulteriore trasmissione.

Questa somiglianza clinica rappresenta una criticità per il sistema sanitario, perché può ritardare l’identificazione dei casi sospetti e la messa in atto delle misure di isolamento, tracciamento dei contatti e contenimento. In un Paese con un’elevata mobilità interna e collegamenti internazionali, la rapidità della diagnosi è considerata un elemento essenziale per prevenire eventuali catene di trasmissione.

Nigeria, il Paese più popoloso dell’Africa di fronte al rischio Ebola

La Nigeria conta una popolazione di oltre 242 milioni di abitanti ed è il Paese più popoloso dell’Africa, oltre che il sesto più popoloso del mondo. Questo dato rende particolarmente rilevante la valutazione del rischio sanitario, perché un’eventuale importazione di Ebola potrebbe avere un impatto significativo in aree urbane densamente popolate e lungo le principali direttrici di movimento del Paese.

Nonostante non siano stati confermati casi di Ebola in Nigeria, la classificazione di 21 Stati come aree a rischio alto o moderato indica un rafforzamento della vigilanza sanitaria nazionale. L’obiettivo dell’Ncdc è prevenire l’ingresso della malattia e garantire una risposta rapida nel caso in cui si presentino casi sospetti, soprattutto nelle aree più esposte a spostamenti internazionali, commercio transfrontaliero e confini terrestri vulnerabili.