L’efficienza energetica si conferma un fattore sempre più decisivo nella determinazione del valore degli immobili in Italia. Non si tratta più soltanto di una variabile tecnica o di un elemento legato alla sostenibilità, ma di un attributo che il mercato riconosce in modo concreto nelle quotazioni delle abitazioni. È questo il punto centrale della nuova ricerca realizzata per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, guidato dal professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild. Lo studio arriva in vista della prossima edizione di maggio di REbuild, intitolata “Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare”, e conferma quanto già emerso negli ultimi anni dalle analisi dedicate al rapporto tra riqualificazione energetica degli edifici residenziali e valore di mercato delle case.
Oltre 7.000 annunci immobiliari analizzati
La ricerca ha preso in esame oltre 7.000 annunci immobiliari in cinque città italiane: Reggio Calabria, Cagliari, Genova, Venezia e Cuneo. L’obiettivo era verificare in che misura gli interventi di efficientamento energetico incidano sulle quotazioni degli immobili residenziali e quanto il mercato sia disposto a riconoscere un premio economico alle abitazioni più performanti. Il risultato mostra una tendenza chiara: le case con migliori prestazioni energetiche registrano un price premium rispetto agli immobili equivalenti non efficientati. L’efficienza energetica degli edifici si conferma quindi una leva concreta di valorizzazione, capace di incidere sulle scelte di acquisto e investimento.
Il premio di valore può arrivare quasi al 50%
Tra i dati più rilevanti emersi dallo studio, la massima transizione energetica può valere quasi il 50% in più del prezzo di un immobile equivalente non efficientato. Si tratta di un incremento significativo, che conferma come la qualità energetica di un edificio sia ormai pienamente riconosciuta dal mercato immobiliare.
Anche gli interventi intermedi producono benefici misurabili. Il vantaggio medio legato a un miglioramento energetico intermedio oscilla tra l’8,5% e il 21,8%, a seconda dei contesti urbani analizzati. Il dato conferma che non sono soltanto le trasformazioni più radicali a generare valore, ma anche gli interventi graduali di riqualificazione energetica possono incidere positivamente sulle quotazioni.
Secondo Ezio Micelli, il messaggio che arriva dalla ricerca è netto e conferma un cambiamento ormai stabile nelle dinamiche del settore.
“Il messaggio che emerge è univoco – afferma Ezio Micelli. In tutti i contesti analizzati, senza eccezioni, le abitazioni più efficienti acquisiscono sempre maggior valore. Si tratta di un trend stabile interiorizzato dal mercato e non più modificabile. Quest’ultima ricerca originale, sviluppata su una massa di dati molto importante, conferma, da un punto di vista inedito, quanto già emerso in studi precedenti diffusi da REbuild e da altre realtà, tra cui la Banca d’Italia”.
La dichiarazione sottolinea come l’efficienza energetica immobiliare non rappresenti più una tendenza occasionale, ma una componente strutturale nella formazione del prezzo. Il mercato ha ormai incorporato questo elemento nelle proprie valutazioni, riconoscendo alle abitazioni più efficienti un vantaggio economico stabile.
Risparmio, comfort e minore esposizione ai costi dell’energia
L’efficienza energetica incide sul valore degli immobili perché porta con sé benefici concreti e facilmente percepibili dagli acquirenti. Un’abitazione efficiente consente risparmi consistenti e stabili nel tempo, garantisce maggiore comfort abitativo e riduce l’esposizione al rischio di aumento dei prezzi dell’energia. A questi elementi si aggiunge una percezione collettiva ormai consolidata: la qualità energetica della casa è sempre più considerata un requisito importante, non solo per contenere i costi di gestione, ma anche per migliorare la qualità dell’abitare. Per questo l’efficientamento energetico si configura come un attributo strutturale del valore immobiliare, al pari della posizione o della qualità costruttiva.
Una leva per strategie di investimento e politiche pubbliche
Comprendere il rapporto tra efficientamento energetico e valorizzazione del bene consente di leggere in modo più preciso le dinamiche del mercato e, al tempo stesso, di progettare strategie di investimento e politiche pubbliche più efficaci.
Se l’efficienza energetica si conferma una leva concreta di valorizzazione immobiliare, per i decisori pubblici emerge la necessità di ripensare i meccanismi di incentivazione. Gli attuali strumenti, spesso uniformi su scala nazionale, rischiano di non intercettare le differenze strutturali tra territori: il mercato non reagisce in modo uniforme.
Una maggiore modulazione degli incentivi per la riqualificazione energetica potrebbe quindi aumentare l’efficacia economica degli interventi, massimizzando sia il ritorno in termini di valore immobiliare sia i benefici energetici. Il tema assume così una rilevanza non solo edilizia, ma anche economica e urbana.
REbuild 2026 e le nuove soluzioni per l’abitare
In un contesto più ampio, segnato dall’emergenza abitativa, il tema dell’efficienza energetica assume un ruolo trasversale nel programma di REbuild 2026. L’efficientamento si inserisce nei cinque pilastri tematici attorno ai quali si svolgeranno gli incontri di maggio.
Le Politiche ridefiniscono il ruolo della casa nelle strategie urbane e territoriali. I Capitali riguardano i modelli finanziari e gli strumenti per sostenere nuovi investimenti nell’housing. Le Regole comprendono normative e modelli operativi necessari alla trasformazione urbana. Il tema Costruire mette insieme produttività, innovazione tecnologica e sostenibilità. Infine, Abitare riflette i cambiamenti demografici, sociali e nei modelli di vita.
All’interno di questo quadro, l’efficientamento degli edifici residenziali diventa una leva trasversale, capace di collegare sostenibilità, accessibilità, valore economico e qualità dell’abitare.
A evidenziare il ruolo strategico dell’efficienza energetica nel futuro dell’abitare è anche Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, ente organizzatore della manifestazione.
“L’efficienza energetica si afferma come un elemento capace di connettere mercato, politiche pubbliche e bisogni sociali, contribuendo concretamente alla trasformazione del settore immobiliare. – commenta Alessandra Albarelli, direttore generale di Riva del Garda Fierecongressi, ente organizzatore della manifestazione. – Per REbuild, la casa non è più soltanto un bene fisico, ma una vera infrastruttura economica e sociale: un perno di relazioni, servizi e opportunità che incide sulla competitività dei territori e sulla qualità della vita. In quest’ottica, l’efficientamento è una risposta alla transizione ecologica e uno strumento di politica economica e urbana”.
Le sue parole collocano il tema dell’efficienza energetica degli immobili dentro una visione più ampia della casa, non più intesa soltanto come bene fisico, ma come infrastruttura capace di incidere sulla competitività dei territori e sulla qualità della vita delle persone.
Le case efficienti sono sempre più competitive sul mercato
La ricerca dell’Osservatorio REbuild conferma quindi un passaggio ormai strutturale: le abitazioni più efficienti valgono di più. Il mercato immobiliare italiano riconosce alle migliori prestazioni energetiche un premio economico concreto, che può diventare molto rilevante nei casi di maggiore riqualificazione.
Per proprietari, investitori, operatori del settore e decisori pubblici, l’efficienza energetica non può più essere considerata un fattore accessorio. È una variabile chiave per comprendere il prezzo delle abitazioni, orientare gli interventi di riqualificazione energetica e definire politiche più mirate.
La casa efficiente non è soltanto più sostenibile: è anche più attrattiva, più competitiva e più capace di conservare o accrescere il proprio valore nel tempo.


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