Energia elettrica, è boom mondiale: la grande sfida dei sistemi e delle reti per un futuro di sicurezza

Secondo lo studio di Arthur D. Little, la domanda elettrica mondiale potrebbe raddoppiare entro il 2050, mettendo l'Italia e le grandi economie davanti al nodo cruciale della stabilità delle reti e della gestione digitale dell'energia

Il sistema energetico mondiale sta varcando la soglia di una trasformazione senza precedenti, in cui l’elettricità è destinata a diventare la spina dorsale dell’intera economia globale. Secondo l’ultimo studio globale di Arthur D. Little, intitolato “The Future of Electricity – From building capacity to shaping flexibility“, ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma radicale: se l’ultimo decennio è stato dominato dalla corsa all’installazione di nuova capacità, i prossimi anni saranno definiti dalla capacità di gestire la flessibilità del sistema. Come ricordato dalle parole attribuite a Nikola Tesla già nel 1900, “Electric power is everywhere present in unlimited quantities“, cioè “L’energia elettrica è presente ovunque in quantità illimitate”. Tuttavia, la vera sfida contemporanea non riguarda più solo la disponibilità del volume di energia, ma la sua operabilità, ovvero la capacità di garantire potenza affidabile esattamente dove e quando serve, in un contesto dominato da fonti energie rinnovabili variabili e nuovi carichi energivori.

La crescita della domanda globale e l’impatto dell’intelligenza artificiale

Le proiezioni della International Energy Agency adottate nel report indicano una traiettoria di crescita imponente: la domanda di elettricità globale aumenterà di circa il 40-55% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2024, con il potenziale di raddoppiare entro la metà del secolo. Questa impennata è alimentata dalla transizione energetica, dalla diffusione della mobilità elettrica e dall’elettrificazione dei processi industriali, ma vede un acceleratore formidabile nell’espansione dell’economia digitale. Come affermato da Sam Altman nel 2024, “AI is incredibly power-hungry“, cioè “L’intelligenza artificiale è incredibilmente avida di energia”. Il peso di data center e intelligenza artificiale si manifesta con una concentrazione geografica elevata e una continuità operativa che esercitano una pressione senza precedenti sulle reti elettriche locali, trasformando l’accesso alla capacità di rete in un fattore determinante per la competitività territoriale.

Il nuovo paradigma dell’offerta e la rivoluzione delle rinnovabili

Parallelamente alla domanda, anche l’offerta sta cambiando volto. Solare ed eolico continueranno a dominare la nuova capacità installata, passando da una quota del 15% nel 2024 a circa il 35-40% della produzione globale entro il 2035. Questa transizione non è però uniforme a livello mondiale: le proiezioni indicano che entro il 2035 le rinnovabili variabili copriranno il 75% della produzione in Europa, il 60% in Cina, il 50% in India e il 40% negli Stati Uniti. In questo scenario, il vecchio modello lineare in cui l’offerta seguiva passivamente una domanda prevedibile cede il passo al modello del flexible buffer. La sfida si sposta dai megawattora ai megawatt per minuto, poiché la stabilità dipende sempre più dalla capacità di gestire rapidi sbilanciamenti tra una produzione intermittente e una domanda sempre più volatile.

L’Italia nel quadrante Grid-Bottleneck e la pressione dei data center

Nel quadro analitico del report, l’Italia viene classificata tra i mercati definiti Grid-Bottleneck, insieme a grandi economie come Gran Bretagna, Germania, Giappone e Australia. Si tratta di paesi con una maturità istituzionale elevata ma dove la crescita delle rinnovabili rischia di essere frenata da limiti infrastrutturali, congestioni e ritardi nelle connessioni. Il caso italiano è emblematico: nel 2025 le rinnovabili hanno già coperto il 41% della domanda nazionale, ma al 30 giugno dello stesso anno le richieste di connessione per nuovi data center superavano le 300 iniziative, per oltre 50 GW di potenza potenziale. Questo segnale indica chiaramente che il valore dei nuovi impianti dipenderà sempre meno dalla sola capacità installata e sempre più dalla capacità della rete di assorbirli e trasportarli verso i centri di consumo, specialmente considerando che le aree di produzione e quelle di domanda spesso non coincidono geograficamente.

I rischi della stabilità e il costo dell’affidabilità

La crescente dipendenza da fonti connesse tramite inverter riduce l’inerzia sincrona tradizionale del sistema, aumentando il rischio di guasti a catena e blackout. Un esempio drammatico è stato il blackout che ha colpito la penisola iberica nel 2025, interrompendo l’energia per circa 10 ore e causando perdite economiche stimate in 1,6 miliardi di euro. Questo evento evidenzia come la stabilità sia il rischio silenzioso di una elettrificazione profonda che non proceda di pari passo con il potenziamento dei servizi di rete. Inoltre, i costi per gestire le congestioni e il curtailment (il distacco forzato di impianti rinnovabili per eccesso di offerta) stanno esplodendo: solo negli Stati Uniti i costi di congestione hanno superato i 12 miliardi di dollari nel 2024, mentre in Europa potrebbero superare i 26 miliardi di euro annui entro il 2030. L’affidabilità rischia dunque di diventare la voce di spesa dominante del sistema, superando il costo della generazione stessa.

Investimenti monumentali e il futuro software-defined

Per evitare scenari di scarsità gestita o crisi di sicurezza, il fabbisogno di investimenti è colossale. La IEA stima che gli investimenti globali nelle reti debbano salire a oltre 600 miliardi di dollari l’anno entro il 2030, per un totale cumulato di 3-4 trilioni di dollari. Per l’Europa, la necessità di capitale potrebbe raggiungere i 3.500 miliardi di dollari entro il 2035. Non si tratta di spese opzionali, ma di capitale di stabilizzazione necessario per mantenere accese le luci in un mondo elettrificato. Oltre l’hardware, la rete diventerà sempre più software-defined, basata sull’orchestrazione digitale di milioni di asset distribuiti come batterie, veicoli elettrici (V2G) e pompe di calore. La competitività futura apparterrà a chi saprà padroneggiare questa complessità attraverso piattaforme digitali avanzate e nuove forme di governance adattiva. Come sottolineato da Ursula von der Leyen nel 2023, “Clean energy is not just about climate. It’s about security“, “L’energia pulita non riguarda solo il clima. Riguarda la sicurezza”. Una visione che trova eco nella massima di Vaclav Smil: “Energy is the only universal currency“, “L’energia è l’unica valuta universale”.