Epidemia di Ebola in Congo, almeno 87 morti: cresce l’allarme sanitario

Le autorità africane denunciano una trasmissione attiva nella comunità. Paura a Bunia, mentre il virus supera i confini e raggiunge anche l’Uganda

Almeno 87 persone sono morte nella nuova epidemia di Ebola che sta colpendo la provincia orientale dell’Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo. A lanciare l’allarme è stato l’Africa CDC, il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, che ha parlato di una “trasmissione attiva nella comunità” e di una situazione resa ancora più complessa dall’instabilità nella regione. Secondo gli ultimi dati diffusi sabato, i casi sospetti sono saliti a 336, mentre quelli confermati sono 13. Tra questi ultimi, 4 persone sono decedute. Solo il giorno precedente le autorità congolesi avevano annunciato 65 morti e 246 casi sospetti, segnale di una rapida evoluzione del focolaio.

Il direttore generale dell’Africa CDC, il dottor Jean Kaseya, ha spiegato che i primi contagi sono stati registrati nella zona sanitaria di Mongwalu, un’area mineraria molto frequentata. Successivamente i casi si sarebbero spostati verso Rwampara e Bunia, mentre i pazienti cercavano cure mediche, favorendo così la diffusione del virus in tre diverse aree sanitarie. La presenza di numerosi casi attivi all’interno della comunità, soprattutto a Mongwalu, complica notevolmente gli sforzi di contenimento e il tracciamento dei contatti, ha dichiarato Kaseya durante una conferenza.

La situazione sul campo è aggravata dalla violenza che da anni colpisce l’Ituri, dove gruppi armati legati allo Stato Islamico compiono frequenti attacchi mortali. Le condizioni di sicurezza limitano infatti le operazioni di sorveglianza sanitaria e la rapidità degli interventi.

L’Ebola è una malattia altamente contagiosa che si trasmette attraverso fluidi corporei come sangue, vomito o sperma. Pur essendo rara, può risultare estremamente grave e spesso mortale. Il ministro della Salute congolese, Samuel-Roger Kamba, ha confermato che il virus identificato appartiene al ceppo Bundibugyo, una variante meno diffusa nelle precedenti epidemie registrate nel Paese. Si tratta del 18° focolaio di Ebola nella storia del Congo, dove il virus comparve per la prima volta nel 1976.

Secondo le autorità, il caso indice sospetto sarebbe quello di un’infermiera morta in un ospedale di Bunia. Il contagio risalirebbe al 24 aprile, circa 3 settimane prima dell’annuncio ufficiale dell’epidemia. Intanto cresce la preoccupazione per una possibile diffusione regionale del virus. L’Uganda ha infatti confermato venerdì un caso di Ebola “importato” dal Congo. La persona contagiata è morta il 14 maggio presso il Kibuli Muslim Hospital, nella capitale Kampala.