Esplosione nei cieli USA: meteora sfreccia a 120mila km/h e sprigiona l’energia di 300 tonnellate di tritolo

Il boato ha fatto tremare le case tra il Massachusetts e il New Hampshire. La NASA conferma l'origine naturale dell'oggetto, escludendo il rientro di satelliti o detriti dallo Spazio

Un evento tanto spettacolare quanto improvviso ha squarciato ieri la quiete dei cieli del Nord/Est degli Stati Uniti, generando un’onda d’urto che ha fatto tremare le abitazioni e scattare l’allarme tra la popolazione. Una meteora, in rotta di collisione con la Terra, si è disintegrata ad altissima quota sopra i territori del Nord/Est del Massachusetts e del Sud/Est del New Hampshire. L’orologio segnava le 14:06, corrispondenti alle 20:06 secondo il fuso orario italiano, quando un bagliore accecante ha preceduto boati di potenza eccezionale. L’esplosione cosmica ha generato un improvviso rilascio di energia paragonabile a 300 tonnellate di tritolo.

Le conferme della NASA e i dettagli dell’impatto atmosferico

L’agenzia spaziale statunitense è intervenuta tempestivamente per fare chiarezza sull’accaduto e rassicurare i cittadini spaventati dal forte frastuono. Jennifer Dooren, vice responsabile della comunicazione della NASA, ha fornito una spiegazione accurata all’AFP riguardo la natura del fenomeno, delineando i contorni di un evento che non ha nulla a che fare con la spazzatura tecnologica umana.

Questa palla di fuoco non era associata ad alcuno sciame meteorico attualmente attivo, ma era un oggetto naturale e non il rientro di detriti spaziali o di un satellite“, ha affermato con chiarezza la rappresentante dell’agenzia. Le rilevazioni strumentali hanno permesso di tracciare le incredibili dinamiche del bolide, il quale viaggiava alla spaventosa velocità di 75mila miglia orarie, una quota pari a ben oltre 120mila km/h. La sua frammentazione è avvenuta a un’altitudine di 65 km. Proprio la violenza dell’impatto termico giustifica la portata acustica percepita a terra, e a tal proposito Dooren ha aggiunto un ulteriore dettaglio cruciale: “Si stima che l’energia rilasciata al momento della disintegrazione sia equivalente a circa 300 tonnellate di TNT, il che spiega i forti boati“.

Il precedente di Chelyabinsk e il monitoraggio del Sistema Solare

I social media sono stati immediatamente inondati di messaggi provenienti dalle aree del Nord/Est americano, in cui gli utenti raccontavano di boati così potenti da far vibrare le pareti. Fortunatamente, in questa circostanza l’esplosione si è esaurita in quota senza provocare alcun danno, limitandosi allo spavento iniziale. Si tratta di un epilogo decisamente più sereno rispetto a quanto verificatosi nel 2013, quando una terrificante palla di fuoco solcò i cieli di Chelyabinsk, in Russia. In quel drammatico episodio, un asteroide grande quanto una casa esplose a 22 km di altezza. Secondo i dati elaborati all’epoca dalla NASA, quell’evento generò un’onda d’urto di proporzioni colossali, con un rilascio di energia equivalente a 440mila tonnellate di TNT. La furia dell’onda d’urto mandò in frantumi i vetri di edifici dislocati su un’area immensa, superiore a 518 km quadrati, causando oltre 1600 feriti, colpite in gran parte dalle schegge proiettate a grande velocità.