Un terremoto magnitudo 5.6 ha scosso profondamente la costa sudorientale dell’isola di Taiwan alle 08:53 ora italiana, generando momenti di forte apprensione tra la popolazione locale ma senza causare, almeno secondo i primi rilevamenti, vittime o danni materiali di particolare entità. L’evento sismico è stato registrato alle 14:53 ora locale dall’Agenzia Meteorologica Centrale (CWA), che ha localizzato l’epicentro in mare aperto a circa 66,8 km a Nord/Est della città di Taitung. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di 22,9 km, una distanza sufficiente a far percepire la scossa distintamente in quasi tutta l’isola, con un’intensità massima pari a 4 su 7 nelle contee orientali di Taitung e Hualien. La forza del movimento tellurico ha interessato anche le zone centrali e occidentali come le contee di Nantou, Changhua e Yunlin.
L’origine geologica dell’instabilità sismica
La posizione geografica di Taiwan la rende una delle regioni più attive al mondo dal punto di vista geologico. L’isola si trova infatti esattamente sopra una complessa giunzione tettonica dove convergono la placca del Mar delle Filippine e la placca Eurasiatica. Questo processo di collisione continua spinge la placca filippina verso Nord/Ovest, facendola scivolare sotto o contro quella eurasiatica con una velocità di circa 8 cm all’anno.
Questa enorme pressione accumulata lungo i margini delle placche viene rilasciata periodicamente sotto forma di terremoti. La zona sud-orientale, dove è avvenuta l’ultima scossa, è attraversata dalla “Valle Longitudinale”, una faglia trascorrente e inversa che funge da confine principale tra i 2 blocchi crostali. È proprio lungo questo asse che si sprigiona la maggior parte dell’energia sismica che solleva costantemente le catene montuose centrali dell’isola.
La cronaca di una terra storicamente inquieta
La sismicità storica di Taiwan è caratterizzata da eventi di intensità devastante che hanno segnato profondamente lo sviluppo urbanistico del Paese. Uno degli episodi più tragici della storia recente rimane il terremoto di Jiji del 21 settembre 1999, che con una magnitudo di 7.6 causò la morte di oltre 2.400 persone e la distruzione di migliaia di edifici. Quell’evento spinse il governo a imporre standard edilizi tra i più rigorosi al mondo, fondamentali per limitare i danni durante le scosse successive. Più recentemente, l’area di Hualien e della costa orientale è stata teatro di frequenti sciami sismici. Nell’aprile 2024, un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la medesima zona.





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