Forte terremoto scuote le isole Hawaii | DATI e MAPPE

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha rilevato una violenta scossa con epicentro su Big Island

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Un forte terremoto ha improvvisamente squarciato la tranquillità dell’arcipelago hawaiano ed in particolare di Big Island. Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), un terremoto magnitudo Mwp 6.1 ha colpito l’area alle 21:46 ora locale del 22 maggio 2026, le 09:46 di oggi in Italia. L’epicentro del sisma è stato localizzato in un settore dell’isola ben noto ai geologi, mentre il suo ipocentro è stato individuato a una profondità di 12 km sotto la superficie della crosta terrestre. Non è scattata alcuna allerta tsunami, ha riportato il National Tsunami Warning Center. Le autorità governative locali e le squadre di pronto intervento stanno attualmente monitorando la situazione con la massima attenzione.

L’origine geologica dei terremoti nell’arcipelago

L’arcipelago delle Hawaii rappresenta un ambiente geologico estremamente dinamico, dominato da una continua attività vulcanica e tettonica che giustifica la frequente instabilità del terreno in tutto il suo territorio. A differenza della maggior parte delle zone sismiche mondiali situate ai confini delle placche tettoniche, le Hawaii si trovano nel bel mezzo della vastissima Placca Pacifica. La genesi di queste isole e dei relativi terremoti è strettamente legata alla presenza di un punto caldo, noto in ambito scientifico internazionale come hotspot, situato a profondità impressionanti nel mantello terrestre. Il magma incandescente risale verso la superficie, bucando letteralmente la spessa crosta oceanica in lento movimento e formando nel corso dei millenni l’intero allineamento insulare. I terremoti in quest’area si verificano principalmente a causa del continuo movimento sotterraneo e dell’intrusione del magma all’interno o al di sotto dei grandi vulcani attivi come il Kilauea e il Mauna Loa. Queste dinamiche magmatiche generano pressioni colossali che fratturano le rocce circostanti. Inoltre, l’enorme massa e il peso insostenibile degli stessi mastodontici edifici vulcanici provocano un costante cedimento strutturale della crosta sottostante, portando a lenti movimenti di scivolamento e improvvise fagliazioni lungo i vasti fianchi delle montagne sottomarine.

Una storia di intensa sismicità

La complessa registrazione strumentale e storica dei movimenti della terra in questo remoto e affascinante angolo di oceano racconta una lunga e turbolenta cronologia di eventi, alcuni dei quali si sono rivelati altissimamente distruttivi. Sebbene migliaia di impercettibili micro-sismi vengano registrati ogni singolo anno dai sismografi locali, tutti strettamente associati all’incessante respiro delle montagne di fuoco, l’area ha purtroppo subito in passato scosse di proporzioni catastrofiche. L’evento sismico più devastante di cui si abbia memoria documentata scritta risale storicamente all’aprile del 1868, un periodo in cui un terremoto stimato intorno a una magnitudo impressionante di 7.9 colpì duramente la regione di Ka’u di Big Island, causando gravi devastazioni, smottamenti colossali e innescando un violento tsunami letale lungo le coste. In epoche ben più recenti, nel novembre del 1975, il vicino distretto di Kalapana è stato letteralmente sconvolto da un altro importante sisma di magnitudo 7.7. Allo stesso modo, la prolungata e distruttiva eruzione del vulcano Kilauea avvenuta nel 2018 è stata accompagnata nelle sue prime fasi da un forte scuotimento tellurico di magnitudo 6.9, un evento che ha ricordato a tutti i presenti la potenza inarrestabile della natura in quest’area.