Frana Niscemi, firmati i decreti per gli interventi: stanziati 150 milioni di euro

Il Ministro Nello Musumeci annuncia l'approvazione del piano per le demolizioni, le delocalizzazioni e la messa in sicurezza strutturale

Il dramma del dissesto idrogeologico che ha colpito il territorio di Niscemi trova finalmente una risposta concreta da parte del governo centrale. Dopo mesi di grande preoccupazione per i residenti delle aree a rischio, arriva un provvedimento decisivo per la messa in sicurezza e la gestione dell’emergenza. L’esecutivo ha approvato un imponente pacchetto di misure strutturali, pensato per risanare le ferite lasciate sul territorio e tutelare l’incolumità pubblica. La notizia è giunta attraverso la voce del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. Il piano d’azione, del valore di 150 milioni di euro, segna una svolta per la cittadina siciliana. “Ho firmato, come stabilito dalla legge, i decreti che prevedono l’attuazione dei programmi di intervento per gli eventi franosi verificatisi a Niscemi“, conferma l’esponente del governo.

Demolizioni e delocalizzazioni: i fondi a disposizione

Il piano di intervento si articola su diverse direttrici, focalizzandosi in primo luogo sulla sicurezza abitativa e sull’allontanamento definitivo della popolazione dalle aree maggiormente critiche. “I programmi – spiega il Ministro – riguardano la demolizione degli edifici, pubblici e privati, rientranti nell’area di frana e nella fascia di rispetto perimetrata, la concessione di contributi per la delocalizzazione dei proprietari degli immobili demoliti e gli interventi di prevenzione strutturale e di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, per un importo complessivo pari a 150 milioni di euro“.

La prima tranche di finanziamenti è dedicata interamente all’abbattimento delle strutture compromesse e al supporto per i cittadini che dovranno abbandonare le proprie case. A tale riguardo, “è previsto un limite di spesa di 75 milioni di euro – prosegue il Ministro – di cui circa 22 milioni per le attività di demolizione nella fascia di sicurezza di 50 metri e circa 53 milioni per i contributi di delocalizzazione. Gli immobili localizzati nella fascia di sicurezza sono 278“.

La prevenzione strutturale nella Frana Nord e nella Frana Sud

L’altra metà delle risorse statali è indirizzata al consolidamento del suolo, alla regimentazione delle acque e al recupero morfologico del terreno, agendo direttamente sulle cause del dissesto. Per il programma di prevenzione strutturale e di riduzione del rischio idraulico e idrogeologicoè previsto un costo complessivo di 75 milioni di euro. Sono compresi 20 interventi relativi alla Frana Nord, per 22 milioni e 300mila euro – aggiunge Musumeci – di 27 milioni e 400mila euro per la Frana Centrale e di 7 milioni e 350mila euro per la Frana Sud“.

Gli interventi andranno a coprire tutte le zone coinvolte dai movimenti del terreno, seguendo un progetto ingegneristico studiato per arginare definitivamente il fenomeno. “Agli interventi sul Torrente Benefizio sono destinati invece 16 milioni e 400mila euro. Infine, sarà attuato un piano di monitoraggio del costo di 1 milione e 550mila euro“, precisa il Ministro.

L’approvazione del piano e l’avvio della fase esecutiva

L’iter burocratico ha visto una stretta collaborazione istituzionale, fondamentale per garantire tempi rapidi nell’esecuzione delle opere e per rispondere in modo tempestivo all’emergenza. L’intera progettazione poggia sulle indicazioni tecniche raccolte nel corso degli ultimi mesi. “I programmi, proposti dal commissario straordinario Fabio Ciciliano, sono stati da me illustrati e sottoposti all’approvazione del governo. Saranno realizzati attraverso provvedimenti attuativi dello stesso commissario“, conclude il Ministro Nello Musumeci. La responsabilità operativa passa ora alla struttura commissariale, che avrà il compito di trasformare i fondi stanziati in cantieri attivi.