Il Giappone sta vivendo una delle più gravi emergenze legate alla fauna selvatica della sua storia recente. Nel corso dell’anno fiscale conclusosi a fine marzo 2025, il numero di orsi catturati sul territorio nazionale ha raggiunto livelli mai registrati prima, segnando un nuovo record dall’inizio delle rilevazioni ufficiali nel 2006. Secondo i dati preliminari diffusi dal Ministero dell’Ambiente giapponese, sono stati catturati 14.720 orsi, quasi 3 volte in più rispetto all’anno precedente. Di questi, oltre il 99% – circa 14.600 esemplari – è stato abbattuto, a testimonianza della crescente difficoltà delle autorità nel gestire la convivenza tra animali selvatici e popolazione umana.
Anche gli avvistamenti hanno raggiunto cifre senza precedenti. Nel 2025 sono stati registrati 50.776 casi, più del doppio rispetto al precedente record del 2023, quando gli incontri documentati erano stati 24.348. È il dato più alto dall’avvio del monitoraggio nazionale nel 2009. Le aree maggiormente colpite si trovano nel Nord del Paese. La prefettura di Akita guida la classifica degli avvistamenti e degli interventi, seguita da Iwate e Miyagi, territori dove vive l’orso nero asiatico giapponese. Restano invece ancora assenti i dati dell’Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone e habitat dell’orso bruno, specie molto più grande e potenzialmente più pericolosa: i maschi adulti possono infatti superare i 250-300 kg di peso.
L’emergenza non riguarda soltanto la gestione ambientale, ma anche la sicurezza pubblica. Il bilancio degli attacchi è infatti il peggiore mai registrato: 238 persone sono state aggredite e 13 hanno perso la vita. Numeri che alimentano il dibattito nazionale sulle strategie di contenimento e sulla progressiva espansione degli orsi verso aree abitate. Tra gli episodi più recenti, coincisi con il periodo del risveglio dal letargo, figura l’attacco mortale a una donna nella prefettura di Iwate avvenuto ad aprile. Nelle ultime settimane, inoltre, i corpi di altre persone ritenute vittime di orsi sono stati rinvenuti a Sakata, nella prefettura di Yamagata, e nella cittadina di Hachimantai, ancora nella prefettura di Iwate.
Gli esperti collegano l’aumento della presenza degli orsi a diversi fattori: cambiamenti climatici, riduzione delle risorse alimentari nelle montagne, abbandono delle campagne e progressivo spopolamento rurale. In molte zone del Giappone, infatti, la diminuzione della popolazione umana ha favorito l’avanzata della fauna selvatica verso centri abitati, campi coltivati e periferie urbane.


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