Nel solo servizio di impollinazione garantito nei campi da api e insetti si genera in Italia un valore economico stimato in circa 3 miliardi di euro. Un patrimonio ambientale ed economico da tutelare, che coinvolge oltre 1,5 milioni di arnie gestite da circa 77mila apicoltori. È l’allarme rilanciato da Coldiretti, sulla base di dati ISPRA e BDN, in occasione della Giornata mondiale delle Api, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata il 20 maggio. Il ruolo delle api, sottolinea l’associazione agricola, va ben oltre la produzione di miele: circa 3 colture alimentari su 4 (75%) dipendono in varia misura dalla loro attività di impollinazione per resa e qualità. Tra queste figurano frutti e prodotti di largo consumo come mele, pere, fragole, ciliegie, angurie e meloni. Un singolo esemplare può visitare fino a 7mila fiori al giorno, mentre per ottenere un solo kg di miele sono necessarie circa quattro milioni di “esplorazioni” floreali. Per Coldiretti, lo stato di salute delle api rappresenta quindi un vero indicatore della salute dell’ambiente, oltre che un possibile segnale precoce di criticità ecologiche.
Sul fronte produttivo, l’Italia realizza oggi circa 31 milioni di chili di miele l’anno, secondo l’analisi Coldiretti basata sui dati dell’Osservatorio Miele. Il consumo interno si attesta attorno a mezzo chilo pro capite annuo, al di sotto della media europea pari a circa 600 grammi. Il Paese, tuttavia, si distingue per la biodiversità: oltre 60 varietà di miele, dai prodotti Dop come il Miele della Lunigiana, il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il Miele Varesino, fino alle produzioni speciali aromatizzate o affinati in barrique, come quelle al tiglio, agli agrumi, all’eucalipto e all’acacia.
Accanto al valore economico e agricolo, cresce anche l’attenzione scientifica sulle proprietà salutistiche dei prodotti dell’alveare – miele, propoli, polline e pappa reale – ricchi di composti bioattivi con effetti antiossidanti, antinfiammatori, antimicrobici e immunomodulanti. Una recente ricerca, che coinvolge tra gli altri il prof. Antonio Gasbarrini del Policlinico Gemelli e la prof.ssa Esmeralda Capristo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, evidenzia potenziali benefici anche in ambito oncologico di supporto.
Lo studio segnala in particolare la capacità di questi prodotti di ridurre lo stress ossidativo, modulare i processi infiammatori, contrastare alcuni patogeni delle ferite e favorire la rigenerazione dei tessuti. Risultati promettenti emergono soprattutto per la mucosite orale e per alcuni sintomi associati ai tumori del distretto testa-collo, con miglioramenti del dolore, della guarigione delle mucose e dello stato nutrizionale. Gli autori, tuttavia, sottolineano la necessità di ulteriori studi su larga scala per confermare l’efficacia clinica, vista l’eterogeneità delle evidenze disponibili.
Sul settore pesa però anche la crescente pressione della concorrenza internazionale. Nel 2025 le importazioni di miele hanno superato i 26 milioni di kg, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, con oltre un quarto proveniente da Paesi extra UE, spesso a prezzi molto bassi e qualità disomogenea. Un fenomeno che, secondo Coldiretti sulla base di dati Istituto Nazionale di Statistica, contribuisce a comprimere le quotazioni del miele nazionale e a mettere in difficoltà i produttori italiani.
A questi fattori si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, che negli ultimi anni hanno colpito duramente l’apicoltura italiana con cali produttivi diffusi, legati a eventi estremi come siccità prolungate e maltempo. In questo contesto, un sostegno rilevante per il comparto viene dall’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta, rafforzato dalla Direttiva Breakfast, considerata uno strumento chiave per garantire maggiore trasparenza e tutelare la filiera apistica nazionale.
“Questa giornata mondiale delle api ci offre l’occasione di riportare al centro la nostra apicoltura con i valori straordinari che rappresenta – spiega Veronica Barbati, presidente dell’Associazione apicoltori della Coldiretti – Le api non sono importanti solo per la produzione di miele, ma offrono tutta una serie di servizi, penso in primis al servizio di impollinazione che è poi funzionale a tutta una serie di altre produzioni. Ma sono anche degli indicatori preziosi della salute dell’ambiente“.


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