E’ scattata nel pomeriggio di martedì 12 maggio, “alle 14.14, ora italiana”, l’allerta che ha portato le autorità italiane a rintracciare a Milano un cittadino britannico di 60 anni, residente a Sant’Elena, considerato un contatto a rischio nell’ambito del focolaio di hantavirus collegato alla nave da crociera Mv Hondius. A ricostruire le tappe dell’intervento è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, durante un punto stampa davanti al pronto soccorso infettivologico dell’ospedale Sacco di Milano, dove il turista è stato posto in isolamento insieme a un suo contatto.
“Ci comunicano che un cittadino inglese residente a Sant’Elena, che aveva viaggiato il 25 aprile scorso con il volo fra Sant’Elena e Johannesburg, dove purtroppo si era verificato il caso della signora poi deceduta a causa dell’hantavirus”, seconda vittima del focolaio rilevato sulla nave da crociera Mv Hondius, “si trova in Italia. E ci danno i suoi estremi”.
Il volo Sant’Elena-Johannesburg e il contatto con la donna poi deceduta
Il turista britannico aveva viaggiato il 25 aprile sul volo tra Sant’Elena e Johannesburg, lo stesso collegato al caso della donna olandese di 69 anni poi deceduta per hantavirus. La donna era la moglie dell’uomo considerato il “paziente zero” del focolaio emerso sulla nave da crociera Mv Hondius. Secondo quanto riferito da Bertolaso, sul volo il turista britannico era seduto “nel posto 15F, la donna che è deceduta era al 13 C”. Dunque, a due file di distanza. Una circostanza che ha determinato la necessità di rintracciarlo e metterlo in quarantena, nonostante l’assenza di sintomi e la negatività dei primi test.
L’infettivologo Andrea Gori, direttore del Centro regionale per le malattie infettive della Lombardia, ha spiegato che “l’uomo – ha aggiunto Gori – era a conoscenza di tutta la vicenda hantavirus”, sotto i riflettori dei media internazionali da giorni, “ma a lui non era stato comunicato” della necessità di dover stare in quarantena. “Non era consapevole del rischio personale che stava correndo”, ha precisato Bertolaso.
Il tracciamento a Milano: dalla segnalazione britannica all’intervento della Questura
Quando l’allerta è arrivata, Bertolaso si trovava al ministero della Salute insieme al ministro Orazio Schillaci e a Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione del ministero. Proprio da lì, ha raccontato l’assessore, è stata seguita e organizzata l’intera attività di tracciamento.
“Ci stavamo occupando della riforma della medicina territoriale e abbiamo potuto seguire e organizzare in diretta tutta l’attività di tracciamento e identificazione”, ha spiegato Bertolaso.
Il turista inglese alloggiava a Milano, in un B&B. Una volta acquisita questa informazione, si è attivata la macchina istituzionale. “Si è attivata immediatamente la Questura di Milano – ripercorre Bertolaso – Nell’arco di poche ore questo cittadino è stato identificato, era insieme ad un contatto che lo accompagnava. Nel momento in cui abbiamo avuto i suoi dati, compreso gli estremi del passaporto, tramite il sistema informativo del ministero dell’Interno è stato rintracciato. Il ministro Schillaci ha informato il ministro Matteo Piantedosi. Io ho chiamato personalmente il questore di Milano Bruno Megale”.
Secondo quanto riferito dall’assessore, prima di arrivare a Milano il turista “ha girato 4-5 città italiane prima di arrivare qui a Milano e alle 18 abbiamo potuto comunicare il luogo dove aveva preso alloggio”.
Il trasferimento al Sacco: polizia e personale sanitario al B&B
Nel momento in cui le autorità hanno individuato il B&B, i due cittadini britannici erano fuori. “I due erano in giro per la città a quell’ora”. “Intorno alle 20, rientrati al B&B, hanno trovato ad aspettarli la polizia e poi il personale sanitario. Abbiamo spiegato tutto e hanno reagito ‘all’inglese’, molto tranquilli – racconta Bertolaso – Sono venuti al Sacco di buon grado e si sono sottoposti a tutti i controlli”.
Alla domanda se fossero preoccupati, Andrea Gori ha risposto: “no – ha riferito l’infettivologo Andrea Gori, direttore del Centro regionale per le malattie infettive (Ceremi) della Lombardia – Ovviamente è stata un po’ una sorpresa sentirsi bussare alla porta dalla polizia seguita dal personale medico scafandrato. Ora sono ricoverati al Sacco, ma stanno bene”.
Bertolaso ha poi precisato che ieri “alle 20.30 al B&B è dunque arrivata l’ambulanza del Sacco dedicata a questo tipo di patologie infettive con a bordo personale esperto e attrezzato – ha proseguito l’assessore – I due cittadini inglesi sono stati caricati e portati in ospedale dove sono stati posti in isolamento. Gori e la sua équipe hanno fatto tutti i prelievi”.
Test negativi nella notte: nessun contagio in corso
I risultati dei test sono arrivati nella notte. “Il laboratorio si è attivato e tutti i test sono stati eseguiti durante la notte. Alle cinque del mattino avevamo già tutte le risposte necessarie”, ha spiegato Gori.
Alle 5 del mattino, ha riferito Bertolaso, “abbiamo potuto comunicare che erano negativi per hantavirus, e per tutte le altre patologie respiratorie indagate”, da Sars a Rsv e influenza, per avere una panoramica completa.
La negatività del turista britannico è il punto centrale per escludere rischi immediati per le persone entrate in contatto con lui nei giorni precedenti. Gori ha confermato che le condizioni dell’uomo “in questo momento sono assolutamente buone – ha confermato Gori – è asintomatico e tutti gli esami sono negativi. Questo vuol dire quindi che al momento non è contagioso e non lo è stato fino ad adesso. Quindi non ci sono problemi per le persone che ha potuto incontrare nei giorni scorsi. Poiché la latenza di questo virus è lunga dovrà continuare la quarantena e farà esami periodici per confermare la negatività nel tempo, ma vorrei ripetere che non è contagioso. Tant’è vero che la persona che stava insieme a lui può tornarsene tranquillamente a casa senza nessun rischio né per lui né per tutti noi”.
Quarantena fino al 6 giugno: controlli settimanali per il turista britannico
Nonostante i test negativi, il 60enne resterà in isolamento fino al 6 giugno, data fissata come termine della quarantena di 42 giorni dal presunto contatto a rischio. L’uomo potrà restare al Sacco oppure in un’altra struttura che verrà eventualmente identificata.
Il contatto che lo accompagnava, invece, non avendo viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg, potrà lasciare l’ospedale. Bertolaso ha spiegato che il contatto del turista in isolamento “non aveva viaggiato su quel volo, ma aveva accompagnato questo signore qui in Italia e secondo le indicazioni dell’Oms e del nostro ministero è libero di andare, di tornarsene a casa”.
Per il 60enne sono previsti controlli periodici per tutta la durata della quarantena. I test saranno eseguiti una volta alla settimana, salvo l’eventuale comparsa di sintomi compatibili con l’hantavirus. “Non essendo malato né positivo e non avendo viremia in corso dovrà semplicemente pazientare fino al 6 giugno – ha spiegato Bertolaso – L’auspicio è che non si manifesti nessun sintomo”.
Nessun rischio per chi lo ha incontrato: le rassicurazioni del Sacco
Il messaggio delle autorità sanitarie lombarde è netto: allo stato attuale non c’è un rischio per le persone che abbiano incontrato il turista britannico nei giorni precedenti. L’uomo è negativo, asintomatico e non contagioso.
Anche il B&B dove alloggiava è stato informato e rassicurato. “Le persone sono state rassicurate ovviamente e sono state informate della negatività della persona”, ha detto Gori.
Bertolaso ha rimarcato la necessità di “fugare tutte le preoccupazioni, i timori, i dubbi di tutti gli italiani che in questi giorni sono stati bombardati di notizie” sul rischio hantavirus. “Nessuno può essere a rischio di contagio perché il paziente è negativo e ora è in isolamento e fino al 6 giugno lo teniamo sotto controllo. Se dovesse malaguratamente diventare positivo non avrebbe infettato nessuno e verrebbe messo sotto terapia e sotto assistenza sanitaria. Non ci sono problemi da questo punto di vista, né pericoli per chi possa aver incontrato questa persona fino ad oggi”.
Hantavirus, Gori: “è difficile che ci sia una trasmissione da uomo a uomo”
L’attenzione resta alta, ma gli specialisti escludono al momento il rischio di un allargamento epidemico. “E non siamo preoccupati per uno sviluppo e un allargamento epidemico su più ampia scala in questo momento – ha concluso Gori – Sappiamo che il virus si trasmette da contatti molto stretti. La differenza in questo caso la fa la lunghezza del contatto e la vicinanza. E infatti si sono infettate le persone che stanno molto tempo vicine, come marito e moglie” nel caso dei primi due deceduti.
Gori ha poi aggiunto: “è difficile che ci sia una trasmissione da uomo a uomo con l’hantavirus, anche con questo ceppo Andes”.
La sintesi finale è stata affidata a Bertolaso, che ha chiuso il punto stampa con una frase destinata a rassicurare i cittadini dopo giorni di attenzione mediatica sul focolaio: “non è un nuovo Covid”.



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