Nella notte tra l’11 e il 12 maggio 1926, alle ore 01:30 secondo il tempo di Greenwich, il dirigibile Norge raggiunse il punto esatto del Polo Nord geografico, entrando nella storia dell’esplorazione mondiale. Oggi, 12 maggio 2026, ricorre il centenario di una delle più straordinarie imprese aeronautiche e scientifiche del Novecento. La spedizione era guidata dall’esploratore norvegese Roald Amundsen, già celebre per essere stato il primo uomo a raggiungere il Polo Sud nel 1911. Con lui viaggiavano l’ingegnere italiano Umberto Nobile, progettista del dirigibile, e il finanziatore statunitense Lincoln Ellsworth. L’obiettivo era attraversare l’Artico dall’Europa all’Alaska sorvolando il Polo Nord, una regione che all’epoca rappresentava ancora uno degli ultimi grandi misteri geografici del pianeta.
Il Norge partì dalle isole Svalbard, nell’Artico norvegese, affrontando temperature estreme, nebbia e venti imprevedibili. Quando il dirigibile arrivò sopra il Polo Nord, l’equipaggio lanciò le bandiere di Norvegia, Italia e Stati Uniti sul pack ghiacciato sottostante, simbolo di una collaborazione internazionale in un’epoca segnata da forti rivalità tra nazioni. L’impresa ebbe una portata storica enorme. Sebbene vi fossero state precedenti rivendicazioni di conquista del Polo Nord, il volo del Norge viene considerato da molti storici la prima traversata verificata e documentata del punto più settentrionale della Terra. Grazie agli strumenti di navigazione e alle registrazioni di bordo, la missione fornì prove molto più solide rispetto alle spedizioni precedenti.
Il dirigibile rappresentava inoltre una tecnologia d’avanguardia. Più lento degli aeroplani ma capace di lunghe percorrenze e grande autonomia, sembrava destinato a rivoluzionare i viaggi e le esplorazioni in regioni estreme. Per alcuni anni i dirigibili furono considerati il futuro dell’aviazione, prima che tragici incidenti ne decretassero il declino. L’impresa del Norge ebbe anche un forte valore simbolico per l’Italia. Umberto Nobile divenne un eroe nazionale e il successo della missione alimentò l’interesse per la ricerca aeronautica italiana. Due anni dopo, tuttavia, una nuova spedizione artica guidata da Nobile con il dirigibile Italia si concluse in tragedia dopo un incidente sul ghiaccio polare, episodio che segnò profondamente la storia delle esplorazioni.


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