Il 16 maggio 1969 la sonda sovietica Venera 5 raggiunge Venere

Nel pieno della corsa allo Spazio, l'URSS porta per la prima volta strumenti scientifici nelle profondità dell’atmosfera venusiana

Il 16 maggio 1969 la sonda sovietica Venera 5 raggiunse il pianeta Venere, entrando nella sua atmosfera ostile e trasmettendo dati scientifici preziosi prima di essere distrutta dalle condizioni estreme. L’evento avvenne esattamente 57 anni fa, il 16 maggio 1969, in un periodo in cui la competizione tra Unione Sovietica e Stati Uniti per la conquista dello Spazio era al suo apice. Mentre gli americani si preparavano allo storico sbarco sulla Luna con il programma Apollo, i sovietici concentravano i loro sforzi sull’esplorazione dei pianeti vicini.

La missione Venera 5 faceva parte del celebre Programma Venera, una serie di sonde progettate per studiare Venere, il pianeta più simile alla Terra per dimensioni ma incredibilmente diverso per ambiente. Gli scienziati dell’epoca sospettavano già che la superficie venusiana fosse infernale, ma nessuno conosceva davvero l’intensità delle sue condizioni atmosferiche. Durante la discesa, la sonda inviò informazioni fondamentali sulla composizione dell’atmosfera venusiana, rivelando un’enorme presenza di anidride carbonica e pressioni schiaccianti. I dati confermarono che Venere era avvolto da un’atmosfera densissima, con temperature elevatissime e nubi acide, un ambiente impossibile per la vita come la conosciamo.

La missione ebbe una durata molto breve: Venera 5 riuscì a trasmettere segnali per circa 50 minuti prima di essere distrutta dalla pressione atmosferica. Il risultato fu considerato un grande successo scientifico e tecnologico, perché dimostrò che era possibile esplorare direttamente un altro pianeta con strumenti automatici. Le conoscenze raccolte da quella missione aprirono la strada alle sonde successive, che negli anni ’70 riuscirono persino a fotografare la superficie di Venere.