Il 2 maggio 1519, nel castello di Clos-Lucé ad Amboise, in Francia, si spegneva Leonardo da Vinci, figura emblematica del Rinascimento italiano e universale. Aveva 67 anni. Con lui non scompariva soltanto un artista straordinario, ma una mente capace di attraversare e unire discipline diverse in un’epoca in cui il sapere iniziava a liberarsi dai confini medievali. Nato nel 1452 a Vinci, in Toscana, Leonardo fu pittore, ingegnere, anatomista, architetto e inventore. La sua curiosità instancabile lo portò a studiare fenomeni naturali, macchine, il corpo umano e il volo degli uccelli, lasciando dietro di sé migliaia di pagine di appunti e disegni. Tra le sue opere più celebri figurano la Gioconda e l’Ultima Cena, capolavori che ancora oggi attirano milioni di visitatori e studiosi da tutto il mondo.
Negli ultimi anni della sua vita, Leonardo si trasferì in Francia su invito del re Francesco I, che lo accolse come “primo pittore, ingegnere e architetto del re”. Ad Amboise continuò a lavorare e riflettere, circondato da allievi e collaboratori, fino alla morte. La sua eredità è immensa: Leonardo rappresenta l’ideale dell’uomo rinascimentale, capace di fondere arte e scienza in una visione unitaria del sapere. A oltre 5 secoli dalla sua scomparsa, il suo nome resta sinonimo di genialità, innovazione e inesauribile desiderio di conoscenza.


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