Il Compasso d’Oro premia il Politecnico di Milano: riconoscimento al Report 2024 sul Sistema Design Milano

Il premio più ambito del design italiano torna all’ateneo milanese con il riconoscimento al progetto “Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano”, realizzato con il supporto scientifico del Dipartimento e della Scuola di Design del Politecnico di Milano

Il premio più ambito del design italiano torna al Politecnico di Milano. Oggi è stato consegnato il XXIX Premio Compasso d’Oro ADI per il “Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano”, il primo report annuale che ha indagato in maniera sistemica l’impatto generato dalla manifestazione sul territorio. Il progetto è stato ideato e promosso da Salone del Mobile.Milano e realizzato grazie al supporto scientifico del Dipartimento di Design e della Scuola di Design del Politecnico di Milano, confermando il ruolo dell’ateneo come uno dei principali centri di ricerca, formazione e innovazione nel campo del design italiano contemporaneo.

A ritirare il premio, in rappresentanza del team del Politecnico di Milano, costituito anche da Massimo Bianchini, Francesco Leoni e Carla Sedini, sono stati i docenti Francesco Zurlo, preside della Scuola del Design, e Stefano Maffei, ordinario del Dipartimento di Design e direttore di Polifactory. Sul palco con loro anche Susanna Legrenzi, Communication Stategy Advisor e Curatrice dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano, tutti ideatori, curatori e autori del progetto di ricerca.

Insieme al gruppo di ricerca, a ricevere l’onorificenza anche il Presidente di FLA Eventi Gianfranco Marinelli, con Luca Palermo, AD e Direttore Generale di FLA Eventi, e Marco Sabetta, Direttore Generale del Salone del Mobile.Milano, ente che ha commissionato il report insieme a Federlegno Arredo Eventi.

Il valore del Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024

Il riconoscimento assegnato al Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano assume particolare rilievo perché premia un lavoro di ricerca che ha affrontato in modo sistemico l’impatto culturale, urbano ed economico generato dalla manifestazione sul territorio milanese.

La prima edizione del report, realizzata nel 2024, ha definito il framework iniziale della ricerca attraverso un impianto quantitativo e qualitativo articolato: 37 data holder, 86 fonti, 530 osservazioni sul campo raccolte in oltre 260 pagine di analisi e più di 90 grafici. Il lavoro ha consentito di rendere leggibile un insieme di dati e relazioni finora dispersi, mettendo in evidenza il ruolo del Sistema Design Milano come ecosistema complesso e distintivo nel panorama internazionale.

L’edizione 2025 ha ampliato il perimetro di indagine, approfondendo la produzione culturale di design a Milano e introducendo analisi più dettagliate sui flussi urbani e sull’impatto economico sul territorio. La nuova edizione ha coinvolto 22 data holder, 861 osservazioni sul campo, 31 contributor e ha prodotto 320 pagine di ricerca con 87 grafici.

Parallelamente, le due edizioni dei Tavoli di Lavoro promossi dall’Osservatorio insieme alla Scuola del Design del Politecnico di Milano hanno attivato un confronto continuativo tra oltre 240 attori del sistema, contribuendo ad ampliare la lettura condivisa delle trasformazioni culturali, urbane ed economiche generate dall’evento.

Le dichiarazioni di Francesco Zurlo e Stefano Maffei

“Il senso del progetto risiede nell’osservare il design milanese come un fenomeno culturale, urbano ed economico complesso, capace di distinguersi nettamente da altre fiere e design week internazionali – commentano Francesco Zurlo e Stefano MaffeiLe due edizioni del Report, sviluppate insieme all’Osservatorio del Salone, hanno permesso di costruire un framework interdisciplinare in grado di mettere in relazione dati, territori, pratiche culturali e trasformazioni sociali. È nella sinergia tra le attività economiche che alimentano la manifestazione — il Salone del Mobile.Milano —, il suo sistema di risorse stabili e proattive — il Sistema Design Milano — e il modello informale della creatività diffusa, che emerge ancora una volta una fisionomia milanese unica e originale. L’ecosistema cittadino partecipa pienamente a questo plusvalore collettivo, generando un’interconnessione che richiede crescente attenzione agli aspetti ambientali, all’accessibilità — fisica e non solo — e alla vivibilità urbana: dimensioni da approfondire secondo una logica di responsabilità condivisa. Un ulteriore elemento rilevante è l’attivazione di un dispositivo organizzativo capace di favorire il dialogo tra i diversi attori dell’ecosistema, spesso privi di momenti, spazi e occasioni di confronto utili a sostenere una crescita realmente sostenibile dell’ecosistema stesso”.

Le parole di Francesco Zurlo e Stefano Maffei evidenziano il valore metodologico del progetto: il report non si limita a misurare l’impatto del Salone del Mobile.Milano, ma costruisce una cornice interdisciplinare capace di leggere dati, territori, pratiche culturali e trasformazioni sociali come parti di un unico ecosistema.

L’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano e il patrimonio dei dati

Il lavoro dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano ha permesso di organizzare e interpretare una grande quantità di dati generati dal Salone e messi a disposizione dai data holder cittadini. Il risultato è una lettura più chiara del Sistema Design Milano, delle sue capacità attrattive, delle sue fragilità e delle relazioni che ne sostengono l’evoluzione in un contesto internazionale sempre più competitivo.

“Con questo lavoro collettivo, l’Osservatorio ha reso leggibile un patrimonio di dati finora disperso: quelli generati dal Salone e quelli messi a disposizione dai data holder cittadini – spiega Susanna Legrenzi, Curatrice Osservatorio Salone del Mobile.Milano – Ne è emersa una lettura più nitida del Sistema Design Milano – delle sue capacità attrattive, delle sue fragilità e delle relazioni che ne sostengono l’evoluzione in uno scenario internazionale sempre più competitivo e in trasformazione. I prossimi passi andranno nella direzione di approfondimenti sempre più verticali, affiancando alla ricerca progettualità concrete orientate alla condivisione di buone pratiche e al rafforzamento dell’ecosistema”.

La prospettiva indicata da Susanna Legrenzi guarda quindi a un’evoluzione del progetto verso approfondimenti più verticali e verso azioni concrete, orientate alla condivisione di buone pratiche e al rafforzamento dell’intero ecosistema del design milanese.

Il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano nella Selezione ADI Design Index

Il XXIX Compasso d’Oro ADI rappresenta un riconoscimento importante per il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, protagonista con molti progetti ammessi nella Selezione 2024 e 2025 dell’ADI Design Index. Le opere sono esposte fino al 4 giugno all’ADI Design Museum, nell’ambito della rosa biennale curata dall’Associazione per il Disegno Industriale, che raccoglie le proposte più rilevanti del design italiano contemporaneo e culmina con l’assegnazione dei Compassi d’Oro.

Tra i progetti dipartimentali scelti per il 2025, altri due hanno ricevuto la Menzione Speciale: Design Futures Art-Driven Method, di Marita Canina, Carmen Bruno, Tatiana Efremenko ed Eva Monestier, e Milano 0.18, di Valeria Bucchetti, Umberto Tolino e Pamela Visconti.

Design Futures Art-Driven Method, la Menzione Speciale per l’innovazione

Design Futures Art-Driven Method è un progetto ideato per la Commissione Europea e nato da una collaborazione internazionale. Il progetto propone un approccio innovativo per affrontare trend come la sostenibilità alimentare e il benessere olistico, promuovendo nuove forme di collaborazione tra artisti, designer, tecnologi e imprese.

“Nasce per aiutare organizzazioni, ricercatori e creativi a immaginare futuri alternativi e trasformarli in visioni progettuali concrete – spiega la docente Marita Canina – Integrando arte, futures thinking e design, il metodo attiva nuove forme di collaborazione capaci di interrogare le tecnologie emergenti e trasformarle in innovazione con impatto culturale, sociale e strategico”.

Il metodo si articola in quattro fasi, Horizon Scanning, Visioning, Ideating e Prototyping, supportate dall’IA. La Menzione Speciale ADI riconosce così la capacità del progetto di integrare arte, futures thinking e design in un modello orientato all’innovazione culturale, sociale e strategica.

Milano 0.18, identità generativa per bambini e adolescenti

La seconda Menzione Speciale assegnata a un progetto del Dipartimento di Design riguarda Milano 0.18, un progetto di identità generativa per i servizi del Comune di Milano rivolti a bambini e adolescenti da 0 a 18 anni. Il sistema è stato sviluppato in formati digitali e fisici e ha permesso di sperimentare azioni capaci di coinvolgere microcomunità e strumenti di generazione automatizzata.

Il progetto ha lavorato sulla creazione di elementi comunicativi identitari basati sulla contaminazione tra registri sensoriali, trasposizioni multimediali e spaziali, ponendo al centro il ruolo del design della comunicazione nel rapporto tra Pubblica Amministrazione e generazioni più giovani.

“Questo progetto di identità è stato sviluppato come dispositivo capace di generare partecipazione, riconoscimento, senso di appartenenza – spiega la docente Valeria Bucchetti, responsabile scientifica del progetto – Deve, pertanto, essere considerato come una componente fondativa del processo progettuale del sistema complessivo Milano 0.18. Fin dall’inizio il coinvolgimento di bambini e bambine, ragazze e ragazzi è stato centrale per costruire un linguaggio aperto, inclusivo e contemporaneo in grado di superare i codici convenzionali della comunicazione istituzionale. La menzione di ADI riconosce il ruolo del design della comunicazione nel ridefinire il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e le generazioni più giovani, rendendo quest’ultime parte attiva nella costruzione della loro identità sociale”. 

Compasso Young a Staineraser, il successo degli studenti del Politecnico di Milano

La giornata ha segnato anche una grande affermazione tra i giovani, con l’assegnazione di un Compasso Young a Staineraser, progetto di Beatrice Duina, Filip Malata e Francesca Corona. Il dispositivo, pensato per i bagni pubblici, è progettato per la rimozione delle macchie dagli indumenti attraverso una combinazione di ultrasuoni, erogazione di acqua e aspirazione.

Staineraser consente una pulizia immediata ed efficace, eliminando le macchie senza prodotti chimici, senza danni ai tessuti e senza lunghi tempi di attesa. Il progetto si distingue per sicurezza, sostenibilità, rapidità e attenzione all’esperienza utente, promuovendo una maggiore sostenibilità nei servizi igienici pubblici.

Gli studenti sono stati guidati dai docenti Venanzio Arquilla, Emanuele Magini, Innocenzo Rifino, Maximiliano Ernesto Romero ed Emmanuele Villani.

Cinque Attestati Young per i progetti Dolfins, Flo, Hango, Sesamo e SIMMi

Oltre al Compasso Young assegnato a Staineraser, il Politecnico di Milano ha ottenuto anche cinque Attestati Young su tredici complessivi, confermando una presenza particolarmente significativa nella selezione dedicata ai giovani progettisti.

Gli Attestati Young sono stati assegnati a Dolfins, realizzato da Giulia Corti, Anna Galli, Thomas David Short, Filippo Tofacchi e Xinlu Yang, coordinati dai docenti Francesco Zurlo, Barbara Del Curto e Alessandro Perrone; a Flo – Flexible Low-Profile Orthosis, di Giorgio Sbaraini, coordinato dai docenti Patrizia Bolzan e Carlo Emilio Standoli; a Hango, di Matilde Molinari e Simone Micozzi, coordinati dai docenti Venanzio Arquilla, Emanuele Magini, Innocenzo Rifino, Maximiliano Ernesto Romero ed Emmanuele Villani.

Tra i progetti premiati figurano anche Sesamo, sviluppato da Beatrice Sveva Bacuzzi, Damiano Calloni, Giulia Corti, Anna Galli e Alessandro Grassi, seguiti dai docenti Laura Anselmi, Patrizia Bolzan e Giovanni Giacobone, e SIMMi, di Paolo Massacci, guidato dai docenti Venanzio Arquilla, coordinatore, Emanuele Magini, Emmanuele Villani e Innocenzo Rifino.

La soddisfazione della Scuola del Design per i risultati dei giovani progettisti

Il riconoscimento ottenuto dagli studenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano conferma la capacità dell’ateneo di formare progettisti in grado di confrontarsi con le sfide della vita quotidiana attraverso innovazione tecnologica, sostenibilità e attenzione ai comportamenti contemporanei.

“È sempre motivo di grande soddisfazione vedere riconosciuta, attraverso il Compasso d’Oro, la qualità dei progetti sviluppati dagli studenti della nostra Scuola, insieme ai docenti che li hanno accompagnati – commenta Anna Meroni, vicepreside della Scuola del Design del Politecnico di Milano – Il Compasso d’Oro Giovani e le cinque Menzioni Speciali restituiscono l’immagine di una progettualità capace di individuare nuove opportunità di innovazione nei diversi ambiti della vita quotidiana, offrendo risposte pragmatiche, intelligenti e al tempo stesso attente alla qualità dell’esperienza. Attraverso tematiche che attraversano la vita quotidiana, dalla cura degli indumenti all’abitare, dalla cucina al benessere, i progetti delineano approcci progettuali capaci di unire innovazione tecnologica, sostenibilità e attenzione ai comportamenti contemporanei”. 

Le parole di Anna Meroni, vicepresidesa della Scuola del Design, collocano i risultati ottenuti nel quadro di una progettualità capace di coniugare ricerca, formazione e capacità di incidere concretamente sui bisogni e sulle esperienze della vita quotidiana.

La memoria di Francesco Trabucco e il contributo alla cultura del design

Durante la cerimonia è stata consegnata anche una targa alla memoria di Francesco Trabucco (1944-2021), architetto e designer, professore emerito del Politecnico di Milano. Trabucco è stato docente nell’ateneo dal 1992 al 2015, insegnando inizialmente architettura e contribuendo poi in maniera significativa a istituire il primo corso di laurea in Disegno Industriale.

Nel Dipartimento di Design, Francesco Trabucco è stato responsabile del Dottorato di ricerca in Design dal 2010 al 2015. Il tributo conferma il peso della sua figura nello sviluppo della cultura progettuale e nella costruzione dell’identità accademica del design al Politecnico di Milano.

Dal Compasso d’Oro alla Carriera del 2011 al nuovo riconoscimento del 2025

Il risultato complessivo ottenuto al XXIX Premio Compasso d’Oro ADI si inserisce in una storia di lungo periodo per il Politecnico di Milano, che nel 2011 aveva ricevuto il Compasso d’Oro alla Carriera come ateneo per il contributo all’introduzione dell’insegnamento del Design a livello accademico.

Il nuovo riconoscimento per il Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano, le Menzioni Speciali a Design Futures Art-Driven Method e Milano 0.18, il Compasso Young a Staineraser e i cinque Attestati Young confermano una performance particolarmente significativa per l’ateneo.

Il Politecnico di Milano si conferma così un punto di riferimento nel panorama del design italiano, capace di unire ricerca scientifica, formazione, innovazione progettuale e lettura critica delle trasformazioni culturali, urbane ed economiche generate dal sistema design.