Il debutto di Starship V3: la nuova era di SpaceX inizia il 21 maggio

Dopo una lunga attesa, il mega-razzo più potente del mondo si prepara al 12° volo di test con modifiche strutturali decisive per il ritorno sulla Luna

La nuova corsa allo Spazio si prepara a vivere un momento di svolta epocale con l’attesissimo ritorno sulla rampa di lancio del sistema di trasporto spaziale più imponente e potente mai concepito dall’umanità. SpaceX ha ufficialmente fissato per giovedì 21 maggio alle ore 17:30 ora locale (le 00:30 ora italiana del 22 maggio) il decollo della 12ª missione  test del megarazzo Starship dalla base texana di Starbase. Questo appuntamento rappresenta il 1° lancio del 2026 dopo una lunga pausa tecnica iniziata lo scorso ottobre, interrompendo il ritmo serrato dei 5 voli completati nell’anno precedente. L’attenzione è ai massimi livelli per il debutto della nuova e rivoluzionaria configurazione Starship V3, una versione riprogettata e potenziata che supera i 121 metri di altezza complessiva. Il successo di questo vettore è vitale per l’esplorazione spaziale profonda, poiché costituisce il modello tecnologico di riferimento selezionato dalla NASA per sbarcare gli astronauti sul suolo lunare durante la futura missione Artemis IV.

Le innovazioni strutturali della Versione 3

Il “Flight 12” rappresenta un totale cambio di paradigma ingegneristico. Non si tratta di una semplice replica dei test precedenti, anzi, è il vero e proprio battesimo del volo per la Starship V3, che introduce profonde modifiche nell’architettura del sistema per consentire un riutilizzo rapido e completo del vettore. Il decollo avverrà per la prima volta dalla Pad 2 di Starbase, una rampa di lancio appositamente aggiornata e dotata di bracci di cattura più corti e veloci, progettati per ottimizzare il recupero dei futuri veicoli. Le novità visibili sul gigantesco booster Super Heavy includono la rimozione di una delle 4 alette a griglia usate per il controllo del rientro; le 3 rimanenti sono state sensibilmente ingrandite per compensare la modifica e garantire la stabilità aerodinamica. Anche la capacità di carico è stata incrementata: all’interno del vano viaggeranno 22 satelliti fittizi Starlink, un netto salto in avanti rispetto agli 8 o 10 delle scorse missioni. Due di questi finti satelliti sono equipaggiati con telecamere speciali per scansionare lo scudo termico della nave e trasmettere preziosi dati a terra in tempo reale.

Il profilo di volo: test estremi nell’Oceano Indiano

La durata complessiva della missione sarà di poco superiore a un’ora e ricalcherà la traiettoria suborbitale del Flight 11, pur con una gestione prudenziale dettata dalla novità del veicolo. SpaceX ha infatti confermato che non verrà tentato il recupero al volo del booster o della navetta principale tramite i bracci della torre di lancio, preferendo concentrarsi sulla raccolta di dati sul comportamento strutturale in ambiente reale.

Dopo la separazione in quota, le strade dei 2 stadi si divideranno. Il primo stadio, il gigantesco Super Heavy, rientrerà nell’atmosfera per effettuare un ammaraggio controllato nelle acque del Golfo del Messico, proprio di fronte a Starbase. Nel frattempo, la Ship proseguirà il suo ambizioso viaggio suborbitale intorno al globo. Il delicato momento del rientro atmosferico è previsto intorno al 47° minuto di volo, fase in cui il veicolo eseguirà manovre dinamiche estreme per testare i limiti strutturali dei flap posteriori. L’intera missione si concluderà dopo circa un’ora e 5 minuti con un tuffo finale nell’Oceano Indiano, al largo delle coste dell’Australia Occidentale. Durante questa discesa, tutti i satelliti fittizi rilasciati bruceranno in modo sicuro a contatto con l’atmosfera. Per spingere il test al limite, i tecnici hanno inoltre volutamente rimosso una piastrella dello scudo termico, creando una fessura artificiale per studiare lo stress aerodinamico e i flussi di calore sulle piastrelle adiacenti.

La centralità del progetto per la NASA

La riuscita del programma Starship V3 è l’elemento cardine su cui poggia il futuro dell’esplorazione lunare. La NASA ha investito massicciamente nel sistema di SpaceX, scegliendolo come lander ufficiale per la missione Artemis IV, programmata per il 2028. La tabella di marcia di Elon Musk resta serrata e complessa. Dall’inizio dei test nel 2023, Starship deve ancora dimostrare di poter completare un’orbita terrestre intera, eseguire il rifornimento criogenico in orbita, agganciarsi alla capsula Orion della NASA e atterrare in sicurezza sulla Luna. La Versione 3 rappresenta la base tecnologica definitiva su cui verranno implementati tutti questi sistemi di supporto vitale e attracco, rendendo il test di giovedì il vero spartiacque per le ambizioni lunari dell’umanità.