In un contesto globale segnato dall’aumento delle temperature, dall’intensificarsi delle ondate di calore, dalla crescente frequenza degli eventi climatici estremi e dalle sfide legate alla sicurezza energetica, la ricerca scientifica sul clima assume un ruolo sempre più strategico. La capacità di anticipare i rischi, elaborare dati affidabili e supportare decisioni fondate sulla conoscenza scientifica rappresenta oggi un elemento centrale per costruire un sistema nazionale più resiliente. È in questo scenario che si inserisce la visita del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, presso la sede di Lecce della Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, in parallelo alla sua partecipazione al Festival dell’Energia in corso in città.
La presenza del Ministro nella sede salentina del CMCC ha posto al centro dell’attenzione il ruolo della ricerca climatica come infrastruttura strategica per il Paese, capace di collegare scienza, pubblica amministrazione, sistema produttivo e territori nella gestione delle sfide poste dai cambiamenti climatici.
Lecce cuore storico e operativo della Fondazione CMCC
Lecce rappresenta il cuore storico e operativo del CMCC. La Fondazione conta sette uffici distribuiti sul territorio nazionale, ma è il capoluogo salentino la sede principale della Fondazione. Qui è installato anche il centro di supercalcolo, il più importante in Europa interamente dedicato allo studio del clima, all’analisi dei dati climatici e allo sviluppo di modelli per la simulazione e la previsione dei cambiamenti climatici.
La centralità della sede di Lecce conferma il peso crescente delle infrastrutture scientifiche avanzate nella costruzione di politiche climatiche efficaci. Il supercalcolo consente infatti di elaborare enormi flussi di dati, sviluppare scenari previsionali, migliorare la comprensione dei fenomeni climatici e fornire strumenti utili per la pianificazione pubblica e privata.
Il ruolo del CMCC si colloca così all’incrocio tra innovazione scientifica, capacità tecnologica e supporto alle decisioni. La disponibilità di modelli climatici evoluti e di piattaforme digitali dedicate rappresenta una risorsa fondamentale per affrontare fenomeni complessi come l’erosione costiera, le alluvioni, l’innalzamento del livello del mare, le ondate di calore e l’esposizione crescente dei territori agli impatti climatici.
Pichetto Fratin: il CMCC è un centro di eccellenza nazionale e internazionale
Nel corso della visita, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato il valore scientifico e istituzionale del Centro, evidenziando la sua funzione a supporto dell’amministrazione pubblica, dello Stato e del settore privato.
“Ho visitato con grande interesse, prima ancora che con piacere, il CMCC nella sua sede di Lecce”, ha detto il Ministro Gilberto Pichetto Fratin commentando la visita. “Il CMCC, con i suoi 500 ricercatori, rappresenta una realtà all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, in particolare per la capacità di elaborazione dei flussi di dati. È un centro di eccellenza che fornisce all’amministrazione pubblica, al sistema dello Stato e al settore privato informazioni in grado di orientare le azioni e i comportamenti”.
Le parole del Ministro evidenziano la rilevanza del CMCC come punto di riferimento per la produzione e l’elaborazione di conoscenze scientifiche sul clima. Con i suoi 500 ricercatori, la Fondazione si configura come una realtà di primo piano nel panorama nazionale e internazionale, in particolare per la capacità di trasformare grandi quantità di dati in informazioni utili per orientare scelte, comportamenti e strategie di adattamento.
Le iniziative scientifiche presentate al Ministro
Nel corso dell’incontro, il Presidente del CMCC Antoniou Navarra, coadiuvato dalla Direttrice operativa Laura Panzera, insieme ad Anna Pirani, Paola Mercogliano e Giovanni Coppini, ha presentato al Ministro alcune delle principali iniziative scientifiche e progettuali sviluppate dal Centro.
Al centro del confronto sono state illustrate le attività del CMCC a supporto delle politiche climatiche, dell’adattamento e della resilienza territoriale. Si tratta di ambiti che assumono un’importanza crescente di fronte all’accelerazione dei cambiamenti climatici e alla necessità di tradurre la conoscenza scientifica in strumenti operativi per amministrazioni pubbliche, imprese e territori.
La visita ha consentito di approfondire il contributo della Fondazione nella costruzione di strumenti previsionali, piattaforme digitali, modelli di analisi e sistemi di supporto decisionale. Un lavoro che mette in relazione la ricerca di frontiera con le esigenze concrete di pianificazione, prevenzione e gestione dei rischi climatici.
Digital Twin of the Ocean, il gemello digitale per oceani e coste
Tra le iniziative presentate al Ministro, particolare rilievo è stato dato al Digital Twin of the Ocean, il “gemello digitale dell’oceano”. Si tratta di una piattaforma avanzata che integra osservazioni satellitari, modellistica numerica, intelligenza artificiale e capacità di supercalcolo per simulare scenari futuri, supportare la gestione delle aree costiere e migliorare la capacità di previsione e risposta agli impatti climatici.
Il Digital Twin of the Ocean rappresenta uno degli strumenti più innovativi per comprendere l’evoluzione degli oceani e delle aree costiere in un clima che cambia. Attraverso l’integrazione di dati, modelli e tecnologie digitali, il gemello digitale consente di analizzare scenari complessi e di fornire informazioni utili per la gestione dei territori più esposti.
Il CMCC è protagonista a livello europeo nello sviluppo di strumenti di Digital Twin applicati all’oceano e alle coste. Queste tecnologie risultano fondamentali per affrontare fenomeni come erosione costiera, alluvioni e innalzamento del livello del mare, che rappresentano alcune delle principali criticità per le comunità costiere e per la sicurezza dei territori.
CoastPredict e la resilienza delle aree costiere
Nel corso della visita è stato inoltre illustrato il ruolo del CMCC nell’ambito di CoastPredict, iniziativa internazionale della Decade of Ocean Science for Sustainable Development delle Nazioni Unite dedicata alla previsione e alla resilienza delle aree costiere.
Il CMCC ospita il segretariato dell’iniziativa e coordina attività scientifiche internazionali finalizzate a sviluppare sistemi avanzati di osservazione, previsione e supporto decisionale per le comunità costiere di tutto il mondo.
La partecipazione del CMCC a CoastPredict conferma la dimensione internazionale del lavoro svolto dalla Fondazione e il suo contributo allo sviluppo di strumenti scientifici capaci di migliorare la preparazione dei territori agli impatti climatici. La previsione costiera, la disponibilità di dati aggiornati e l’integrazione tra osservazione e modellistica sono elementi essenziali per rafforzare la resilienza delle aree costiere.
Il contributo del CMCC ai negoziati internazionali sul clima e all’IPCC
Durante l’incontro è stato approfondito anche il contributo della comunità scientifica del CMCC ai negoziati internazionali sul clima e alle attività dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite, di cui il CMCC è Focal Point per l’Italia.
Le ricercatrici e i ricercatori del Centro partecipano infatti ai principali negoziati internazionali di valutazione scientifica sul clima, contribuendo alla produzione delle conoscenze che orientano le politiche climatiche globali e i percorsi di mitigazione e adattamento.
Il ruolo del CMCC come Focal Point italiano dell’IPCC rafforza il collegamento tra la comunità scientifica nazionale e i principali processi internazionali di valutazione sul clima. La produzione di evidenze scientifiche, scenari e analisi costituisce una base essenziale per definire strategie climatiche coerenti con l’evoluzione dei rischi e con gli obiettivi di riduzione delle emissioni e adattamento agli impatti.
Scienza climatica al servizio delle amministrazioni e dei territori
Ampio spazio è stato dedicato infine alle attività che il CMCC sviluppa insieme alle amministrazioni pubbliche e ai territori per tradurre la scienza climatica in strumenti concreti di pianificazione e adattamento.
Tra queste attività rientrano la collaborazione con l’Agenzia del Demanio, il supporto scientifico alla Strategia di Adattamento Climatico di Roma Capitale e lo sviluppo della piattaforma Dataclime.
Queste iniziative mostrano come la ricerca climatica possa diventare un supporto operativo per la gestione del territorio, la valutazione dei rischi e la definizione di strategie di resilienza. La collaborazione tra mondo scientifico e amministrazioni pubbliche consente infatti di trasformare dati e scenari climatici in strumenti utili per la pianificazione urbana, la protezione delle infrastrutture e l’adattamento dei sistemi locali agli impatti già in corso e attesi.
Dataclime, dati e scenari per valutare i rischi climatici
Tra gli strumenti sviluppati dal CMCC, la piattaforma Dataclime rappresenta un’infrastruttura digitale pensata per rendere disponibili dati climatici, scenari, indicatori e strumenti di analisi a supporto di enti pubblici, amministrazioni, imprese e stakeholder.
La piattaforma consente di supportare la valutazione dei rischi climatici e la definizione di strategie di resilienza, offrendo un accesso strutturato a informazioni scientifiche utili per comprendere l’esposizione dei territori e pianificare interventi di adattamento.
In un quadro in cui gli impatti dei cambiamenti climatici interessano sempre più direttamente città, coste, infrastrutture, attività economiche e comunità locali, strumenti come Dataclime assumono un ruolo cruciale. La disponibilità di dati affidabili e scenari climatici aggiornati permette di orientare le decisioni e di rafforzare la capacità di risposta dei territori.
Il ruolo strategico del CMCC per clima, energia e resilienza nazionale
La visita del Ministro Gilberto Pichetto Fratin alla sede di Lecce del CMCC ha messo in evidenza il ruolo strategico della Fondazione nel sistema nazionale della ricerca climatica e nel supporto alle politiche pubbliche su ambiente, energia e sicurezza.
Dalla capacità di supercalcolo allo sviluppo del Digital Twin of the Ocean, dal coordinamento di iniziative internazionali come CoastPredict al contributo ai lavori dell’IPCC, fino alla collaborazione con amministrazioni e territori attraverso strumenti come Dataclime, il CMCC si conferma un centro di riferimento per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.
Nel quadro dell’aumento delle temperature, della crescita degli eventi estremi e delle esigenze legate alla sicurezza energetica, la ricerca scientifica sul clima diventa una componente essenziale per costruire un Paese più preparato, capace di anticipare i rischi e di orientare le decisioni pubbliche e private sulla base di dati, modelli e conoscenza scientifica.


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