Il nuovo volto delle alluvioni in Europa: gli eventi composti triplicano i danni economici

Un esteso studio del Joint Research Centre rivela che il 70% delle inondazioni è connesso ad altre crisi climatiche come siccità e ondate di calore, surclassando i vecchi modelli di previsione

Le alluvioni che colpiscono il continente europeo stanno cambiando rapidamente natura, trasformandosi in catastrofi multifattoriali dall’impatto devastante. Secondo una recente e approfondita ricerca condotta dal Joint Research Centre della Commissione europea, oltre il 70% delle inondazioni registrate nel periodo compreso tra il 1981 e il 2020 è stato strettamente accompagnato da altri pericoli climatici simultanei o consecutivi. Si tratta di veri e propri eventi composti, caratterizzati da una combinazione di ondate di calore anomale, siccità prolungate o tempeste di vento che amplificano a dismisura gli effetti distruttivi dell’acqua. Questo preoccupante fenomeno ha subìto un’impennata impressionante, evidenziando un incremento del 186% degli eventi multipli nell’arco degli ultimi 30 anni, un dato che ridisegna in modo drammatico la mappa delle emergenze e la gestione del territorio in tutta l’Unione Europea.

Un conto economico da 167 miliardi di euro

L’aspetto più allarmante evidenziato dagli esperti riguarda la sproporzione dei danni economici sul medio e lungo termine. Le perdite finanziarie generate dalle alluvioni composte risultano in media 2,8 volte superiori rispetto a quelle provocate da inondazioni isolate. Gli studiosi hanno analizzato ben 1349 disastri alluvionali avvenuti in Europa in un quarantennio, giungendo a una conclusione inequivocabile: ogni singolo evento inserito nell’1% delle catastrofi più costose della storia recente è stato causato da fenomeni multipli concatenati. L’impatto complessivo di questa cerchia ristretta di super-alluvioni ha superato la cifra di 167 miliardi di euro, dimostrando che la concomitanza di diversi fattori climatici estremi riesce a moltiplicare le distruzioni anche qualora l’intensità intrinseca della sola alluvione rimanga identica a quella del passato.

Le dinamiche di queste minacce si manifestano attraverso schemi precisi e ricorrenti che i ricercatori del centro di ricerca europeo hanno catalogato con molta cura. Tra le combinazioni più frequenti riscontrate sul territorio figurano i periodi di grave siccità seguiti immediatamente da piogge torrenziali, una sequenza che trova terreni aridi e impermeabili, totalmente incapaci di assorbire i flussi idrici. Altrettanto pericolose si rivelano le ondate di calore che precedono precipitazioni estreme, i terreni che si presentano già completamente saturi d’acqua prima ancora che inizi a piovere, oppure la contemporanea azione di forti tempeste di vento che ostacolano il normale deflusso dei fiumi verso il mare, provocando rigurgiti delle reti idriche e allagamenti costieri.

La necessità di una svolta nei sistemi di protezione civile

Di fronte a uno scenario così mutato, gli attuali modelli di gestione del rischio climatico mostrano forti lacune operative e strutturali. Il rapporto scientifico lancia un chiaro allarme, spiegando come i sistemi odierni sottostimino sistematicamente l’impatto reale delle esondazioni poiché tendono a trattare i singoli eventi meteo come fenomeni isolati e indipendenti tra loro. Al contrario, i dati dimostrano che le regioni europee colpite da eventi meteorologici complessi registrano perdite economiche costantemente più elevate, indipendentemente dalla vulnerabilità delle infrastrutture locali o dalle difese già presenti sulle sponde dei fiumi.

Per superare questa pericolosa sottovalutazione della realtà, gli scienziati indicano una strada obbligata per il futuro, rappresentata dall’adozione immediata di approcci integrati di tipo multirischio. Questa profonda revisione deve coinvolgere direttamente i piani operativi della protezione civile, le polizze delle compagnie assicurative e l’intera architettura dei sistemi di allerta precoce dedicati alle popolazioni. Soltanto inserendo la reale complessità e la concatenazione dei fenomeni atmosferici nei modelli previsionali si potrà migliorare in modo significativo la capacità di risposta delle autorità e limitare i danni di fronte alle sfide del clima che cambia.