L’incendio che sta interessando il Monte Faeta continua a destare forte preoccupazione in Toscana. Alimentato dal vento di grecale, il rogo si è rapidamente esteso tra il territorio lucchese e il versante di San Giuliano Terme, costringendo le autorità a disporre evacuazioni di massa e a mobilitare un imponente dispositivo di soccorso. La situazione, precipitata nella notte, resta estremamente critica con centinaia di ettari di bosco già distrutti e il fronte del fuoco ancora attivo. “Proseguono le operazioni di spegnimento dell’incendio sul Monte Faeta ancora alimentato dal forte vento che anche nella mattinata di oggi sta ostacolando le attività di contrasto al rogo. La superficie boscata percorsa dalle fiamme è salita a circa 800 ettari, con più fronti ancora attivi. Sono al lavoro decine di squadre del sistema Antincendi Boschivi, impegnate senza sosta nelle aree più critiche e supportate da mezzi terrestri e aerei: 4 Canadair della flotta nazionale ed elicotteri della flotta regionale. A presidio delle abitazioni opera personale dei Vigili del Fuoco“: lo riferisce la Regione Toscana. Le operazioni aeree e terrestri “sono coordinate da direttori delle operazioni di Regione Toscana e delle Unioni di Comuni. Il sistema regionale antincendi boschivi ha operato incessantemente per tutta la notte, ma il forte vento ha alimentato ulteriormente l’incendio portando ad evacuare in via precauzionale circa 3000 persone su Asciano, San Giuliano Terme“. “Attivato anche il sistema di protezione civile e sanitario per il supporto ai cittadini e alle persone più fragili nelle evacuazioni. Istituiti posti di blocco per evitare intralcio ai mezzi di soccorso“, conclude Regione Toscana.
Le operazioni di spegnimento proseguono senza interruzione, ma il forte vento continua a rappresentare il principale ostacolo al contenimento del rogo. Le autorità regionali e la protezione civile mantengono il massimo livello di allerta, mentre si lavora per proteggere abitazioni e cittadini in un contesto ancora in rapida evoluzione. Impiegati anche droni dotati di termocamera per il monitoraggio dei focolai.



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