La Camera dei Deputati ha approvato la mozione di maggioranza 1-00188, segnando un punto di svolta nella strategia italiana per l’autonomia e la sicurezza energetica. Il documento, sostenuto dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, impegna il Governo a consolidare il ruolo dell’Italia come hub strategico nel Mediterraneo, puntando sulla diversificazione delle rotte, sul potenziamento delle energie rinnovabili e sul rilancio del nucleare di nuova generazione. Contemporaneamente, l’Aula ha respinto la mozione 1-00174 presentata dalle opposizioni, che chiedeva interventi più radicali sulla tassazione degli extraprofitti e una critica più marcata alla dipendenza dalle forniture di gas liquefatto statunitense.
L’Italia diventa hub strategico tra Europa e Mediterraneo
La mozione approvata parte dalla considerazione che il Governo ha trasformato la fragilità della dipendenza energetica in un’opportunità strategica. Grazie alla diversificazione delle rotte, oggi il Paese dispone di cinque ingressi via pipeline e di cinque terminali di rigassificazione, riducendo la dipendenza dal gas russo a livelli residuali.
Un ruolo centrale è svolto dall’Algeria, che nel 2025 ha fornito oltre 20 miliardi di metri cubi di gas, circa il 36% del totale immesso in rete tramite il potenziamento del TransMed, affiancata dalle forniture dell’Azerbaijan tramite il TAP, della Libia, del Qatar e dal contributo del GNL statunitense.
Adriano Paroli, di Forza Italia, illustrando la mozione in Aula, ha sottolineato che “grazie alla sua posizione fisica diventa centrale nel Mediterraneo anche come ponte energetico verso l’Europa”. Secondo il senatore, “la posizione del Governo è coerente con una posizione pragmatica e mediterranea e ha permesso di tutelare gli interessi nazionali”.
Infrastrutture e stoccaggio: un vantaggio competitivo per l’Italia
La capacità di stoccaggio nazionale è contrattualizzata al 90%, con un riempimento effettivo che già a maggio superava il 50%, il dato più alto in Europa. La mozione evidenzia la lungimiranza del “Piano Mattei”, che ha trasformato l’Italia in un ponte energetico tra il Vecchio Continente e l’Africa settentrionale.
Questa visione si integra nel “Global Gateway” europeo, promuovendo partenariati paritari per lo sviluppo di gas, idrogeno e rinnovabili. La centralità dello Stretto di Hormuz, pur in un contesto di crisi in Medio Oriente, non ha colto impreparato il sistema italiano grazie alle infrastrutture FSRU di Piombino e Ravenna, che hanno garantito stabilità ai prezzi.
Paroli ha ammonito: “senza una revisione mirata delle regole europee che premi gli investimenti in Energia e in sicurezza, e senza un approccio realistico alle spese per la difesa, l’Europa rischia di rimanere intrappolata in una spirale di bassa crescita e dipendenza”.
Misure interne per ridurre i costi energetici
Sul fronte nazionale, la maggioranza rivendica l’efficacia di interventi strutturali come il “decreto bollette” del febbraio 2026, che ha stanziato oltre 5 miliardi di euro per alleggerire i costi di luce e gas. Tra le principali misure, il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità, il prolungamento del taglio delle accise sui carburanti e l’azzeramento dello spread tra il mercato olandese TTF e il prezzo all’ingrosso italiano (PSV).
Per il 2026, il bonus sociale per le famiglie vulnerabili è stato potenziato con un contributo straordinario di 115 euro, che si aggiunge al bonus ordinario medio di 200 euro. Il Governo ha inoltre rafforzato la gas release per favorire le imprese energivore, utilizzando le risorse derivanti dalla vendita del gas di sistema detenuto da GSE e SNAM per offrire sconti selettivi ai consumatori.
Nuovo Patto di Stabilità e spese per la difesa
Un passaggio cruciale della mozione riguarda il nuovo Patto di Stabilità. Il Presidente del Consiglio ha più volte richiesto deroghe o esclusioni dal computo del deficit per le spese legate allo shock energetico e alla resilienza, analogamente a quanto ottenuto nel settore della Difesa.
L’Italia ha raggiunto nel 2025 l’obiettivo NATO del 2% del PIL per la difesa (circa 45 miliardi di euro), ma la maggioranza ritiene irrealistico il nuovo target del 5% entro il 2035, preferendo una visione più ampia che includa anche la protezione delle infrastrutture critiche e la resilienza civile. L’impegno per la difesa viene così articolato in 3,5% per la hard defence e 1,5% per tecnologie dual-use e cyber-resilienza.
Verso un mix energetico sostenibile e nucleare SMR
L’Italia mira a diventare un hub non solo per il gas, ma per l’intero mix energetico, includendo idrogeno, biocarburanti e nucleare di nuova generazione basato sugli Small Modular Reactors (SMR). Il disegno di legge delega per il rilancio del nucleare sostenibile, attualmente al vaglio delle Commissioni Ambiente e Attività produttive, dovrebbe essere approvato entro luglio 2026. Successivamente verranno emanati i decreti per definire il programma nazionale, la localizzazione degli impianti, lo stoccaggio dei rifiuti e la formazione del personale.
Rinnovabili e PNRR: la spinta verso la transizione energetica
La maggioranza evidenzia come l’Italia abbia già superato i target intermedi per le energie rinnovabili, coprendo oltre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Il ritmo di crescita si accelera grazie alle risorse del PNRR e del REPowerEU, con 6 gigawatt di nuova potenza installata negli ultimi due anni.
Con l’approvazione della mozione 1-00188, l’Italia si conferma quindi un attore centrale nel Mediterraneo, capace di trasformare la dipendenza energetica in autonomia strategica, rafforzando al contempo la sicurezza interna, la difesa e le infrastrutture critiche.


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