L’emergenza idrica nel cuore del Medio Oriente ha improvvisamente cambiato volto, trasformandosi da una storica e prolungata siccità a un’allarmante minaccia di inondazioni. Le autorità siriane hanno lanciato un avviso urgente ai residenti delle province di Raqqa e Deir ez-Zor, avvertendo della potenziale esondazione del fiume Eufrate. I livelli dell’acqua hanno recentemente registrato un’impennata, raggiungendo il punto più alto degli ultimi 30 anni e innescando una complessa serie di misure di emergenza immediate. La situazione ha già costretto le squadre di soccorso a intervenire sul campo per le prime evacuazioni, mentre la popolazione locale osserva con estrema preoccupazione il rapido ingrossamento del corso d’acqua. Questo improvviso aumento della portata fluviale rappresenta un rischio critico per le infrastrutture fragili e per gli insediamenti che costeggiano le rive, imponendo un livello di allerta altissimo in tutta la regione per scongiurare disastri peggiori.
Un flusso d’acqua senza precedenti
Il direttore generale della diga dell’Eufrate, Haitham Bakur, ha dichiarato che il bacino idrografico sta affrontando volumi d’acqua che non si vedevano da oltre 30 anni. Questo eccezionale surplus idrico potrebbe far innalzare i livelli idrometrici di 2 o 3 metri in diverse zone. La direzione generale gestisce le risorse idriche dal momento in cui il fiume entra in territorio siriano fino alla sua uscita, controllando il flusso attraverso una precisa catena di sbarramenti idroelettrici. Tra questi spiccano la diga di Tishreen e quella dell’Eufrate. Per far fronte a questa imponente ondata, il ministero dell’energia siriano ha ordinato l’apertura di 3 paratoie di scarico, un’operazione straordinaria nel tentativo di proteggere la struttura primaria e mantenere stabile la produzione di energia elettrica. La portata dell’acqua rilasciata è stata drasticamente aumentata fino a 1500 metri cubi al secondo.
Allerta massima e prime evacuazioni a Est
Di fronte a questa minaccia idrogeologica, le autorità hanno esortato i residenti che vivono vicino alle sponde a Raqqa e Deir ez-Zor a evitare di avvicinarsi al fiume e a non nuotare. Bakur ha sottolineato i gravi rischi per le persone che abitano in insediamenti informali e negli edifici costruiti illegalmente vicino all’alveo. Esiste inoltre un forte pericolo di cedimento per le dighe in terra battuta e le barriere di fortuna, costruite negli ultimi anni dopo che le strutture precedenti erano andate distrutte durante le fasi più accese del conflitto. La protezione civile siriana ha invitato gli abitanti delle zone basse a evacuare l’area, a sospendere l’uso dei traghetti e a evitare di attraversare ponti temporanei in terra.
Nella provincia a Est di Aleppo, le squadre di soccorso hanno già dovuto trasferire 6 famiglie da un campo nella città di Jarablus, dopo che le acque impetuose hanno circondato le loro tende. Abdul Jabbar al-Jumaa, direttore del centro di protezione civile di Jarablus, ha confermato il tempestivo trasferimento in aree più sicure. Il fiume Eufrate nasce in Turchia e attraversa la Siria fino all’Iraq, costituendo una risorsa vitale. Le sue acque rimangono tuttavia una delicatissima questione geopolitica tra Ankara e i Paesi a valle, specialmente a causa delle fluttuazioni dei rilasci d’acqua e dei mutevoli cicli climatici.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?