La nave da ricerca R/V Gaia Blu ha lasciato il porto di Bari il 20 maggio per dare il via alla campagna oceanografica TRACE (South Adriatic Passive Seismic Experiment), un ambizioso progetto internazionale dedicato allo studio della struttura geologica profonda e della sismicità del basso Adriatico. L’iniziativa coinvolge le Zone Economiche Esclusive di Italia, Croazia e Montenegro e punta a colmare un significativo vuoto osservativo in un’area strategica del Mediterraneo, dove le sorgenti sismiche sottomarine risultano spesso troppo distanti dalle stazioni di monitoraggio terrestri.
Cuore dell’esperimento sarà il posizionamento di 20 sismometri sul fondale marino, a profondità comprese tra 800 e 1200 metri. Gli strumenti resteranno operativi per almeno un anno, registrando l’attività sismica naturale dell’Adriatico meridionale e fornendo dati preziosi per ricostruire la struttura profonda della Terra. Gli scienziati intendono così approfondire la conoscenza della placca Adriatica, dei suoi rapporti con la placca europea e dei meccanismi che regolano terremoti e instabilità del fondale marino. Le informazioni raccolte potrebbero avere importanti ricadute non solo sul piano della ricerca di base, ma anche nella valutazione dei rischi naturali e nella sicurezza delle coste e delle infrastrutture strategiche dell’area adriatica.
TRACE nasce da una collaborazione internazionale che coinvolge l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università di Modena e Reggio Emilia, la Dalhousie University, l’Università di Zagabria e l’Institute of Hydrometeorology and Seismology of Montenegro.
L’acquisizione dei dati sismici è cofinanziata dal progetto SAKURA, nell’ambito del programma INGV ROSE (Reinforcement of the Observational Systems of the Earth). Al consorzio partecipano inoltre altre importanti istituzioni scientifiche internazionali, tra cui il Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e l’Institut de Physique du Globe de Paris (IPGP).


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