La rivoluzione del ferro in Italia: il piano da 11,6 miliardi del Gruppo FS per una rete moderna e veloce. Tante novità | DETTAGLI

Un investimento record per la trasformazione infrastrutturale del Paese sotto l’egida del PNRR

Il futuro della mobilità italiana passa attraverso un cantiere a cielo aperto che non ha precedenti nella storia recente del Paese. Nella giornata di oggi, presso la sede del Gruppo FS a Roma, sono stati illustrati i dati di una trasformazione radicale che vede impegnata Rete Ferroviaria Italiana in uno sforzo tecnico ed economico senza eguali. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, Aldo Isi, ha delineato i contorni di una strategia che conta oggi oltre 1.300 cantieri attivi quotidianamente sull’intera rete nazionale. Questa imponente operatività, alimentata da un totale di 11,6 miliardi di euro di investimenti nel solo 2025, rappresenta il livello più alto mai registrato dalla società, un traguardo reso possibile grazie alla piena operatività del PNRR e a una decisa accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete.

L’impatto di questa mobilitazione di risorse non si limita alla modernizzazione dei binari, ma agisce come un potente volano per l’intero sistema economico italiano. Gli interventi realizzati nel corso dell’ultimo anno hanno generato un indotto complessivo di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e un contributo di 8,6 miliardi di euro sul PIL, garantendo occupazione a ben 112mila addetti nelle varie filiere coinvolte. In questo contesto, il ruolo dei fondi europei appare centrale: dei 25 miliardi di euro di fondi PNRR assegnati al Gruppo FS, ben 18 miliardi risultano già investiti alla data di febbraio 2026, permettendo il raggiungimento di tutti i target intermedi previsti dal piano nazionale.

Nuove attivazioni e traguardi strategici: cosa cambierà per i viaggiatori entro il 2027

La realizzazione delle opere strategiche avanza a ritmo serrato lungo i principali corridoi ferroviari europei e sulle nuove linee ad Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC). L’obiettivo dichiarato è ambizioso: aumentare del 30% la popolazione raggiunta dai collegamenti veloci, digitalizzando al contempo l’infrastruttura per incrementarne la resilienza climatica. Tra i traguardi più imminenti, a inizio luglio 2026, spicca l’attivazione della tratta Napoli-Cancello, un lotto fondamentale della linea Napoli-Bari che permetterà l’interscambio con la stazione di Napoli Afragola. Nel secondo semestre dello stesso anno, il nodo di Genova vedrà l’attivazione del sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole, un intervento cruciale per separare i flussi metropolitani dal traffico a lunga percorrenza.

Parallelamente, la Capitale vedrà concludersi la prima fase dei lavori per la nuova fermata di Roma Pigneto, destinata a diventare un hub strategico tra le linee FL1/FL3 e la Metro C. Anche le isole saranno protagoniste di questo rinnovamento: a Palermo diventerà operativa la tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario, mentre tra Campania e Basilicata si concluderanno i lavori di velocizzazione della Battipaglia-Potenza. Il cronoprogramma si estende poi al 2027, anno in cui è prevista l’attivazione della linea Brescia-Verona sul corridoio Milano-Venezia e l’entrata in esercizio del sistema tecnologico ERTMS su quattro linee convenzionali: Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì e Roccasecca-Avezzano. In Sardegna, infine, verrà inaugurato il raddoppio tra Decimomannu e Villamassargia, mentre al Nord proseguiranno le attività per la tratta Fortezza-Ponte Gardena, accesso fondamentale alla Galleria di Base del Brennero.

Un nuovo modello di gestione dei cantieri per ottimizzare tempi e risorse

La gestione di una tale mole di lavori richiede un cambio di paradigma nelle modalità di intervento. Rispetto al 2023, il volume degli investimenti di RFI è cresciuto del 49%, portando a circa 272mila interruzioni programmate annue. Per sostenere l’avanzamento degli interventi finanziati dal PNRR, le interruzioni gestite sono aumentate del 115% negli ultimi tre anni. Per far fronte a questa pressione operativa, il Gruppo FS ha adottato un modello basato su interruzioni più lunghe e concentrate nei periodi di minor traffico. Questo approccio permette di svolgere più attività in contemporanea, ottimizzando l’impiego delle risorse e riducendo l’impatto complessivo sulla circolazione nel lungo periodo, massimizzando l’efficacia delle lavorazioni.

Attualmente, il 37% degli investimenti è dedicato esclusivamente alla manutenzione e al miglioramento della stabilità dell’infrastruttura, mentre il restante 63% è indirizzato alla costruzione delle grandi opere. Questa attività costante, che include anche gli interventi di routine svolti ogni notte, rappresenta la più imponente trasformazione ferroviaria degli ultimi decenni. La priorità resta il rafforzamento delle connessioni con i nodi logistici, i porti e gli aeroporti, garantendo che l’Italia resti agganciata ai principali assi di sviluppo europei.

Il piano per l’estate 2026: manutenzioni e percorsi alternativi lungo la penisola

Nonostante l’intensità dei lavori, la pianificazione degli interventi è stata studiata per salvaguardare le principali direttrici della mobilità turistica. Durante il periodo estivo, resteranno infatti regolarmente percorribili la direttrice Adriatica, quella Tirrenica, i collegamenti della Liguria e quelli da e per la Puglia. Tuttavia, sono previste alcune sospensioni necessarie per permettere l’avanzamento dei cantieri. Sulla linea AV/AC Milano-Venezia, dal 2 al 16 agosto, si verificherà un’interruzione tra Verona e Vicenza per i lavori alla stazione di Montebello. Nel nodo di Firenze, sono programmati fermi nei periodi 5-9 luglio e 26-30 luglio per la sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, con l’attivazione di bus navetta e deviazioni sulla linea Tirrenica.

Altre limitazioni interesseranno la AV/AC Milano-Bologna dal 10 al 17 agosto tra Piacenza Est e Melegnano, e la linea Milano-Genova, dove dal 3 giugno al 30 settembre si svolgeranno lavori al Ponte Po, con una chiusura completa dal 20 luglio al 28 agosto. Anche sulla Firenze-Roma sono previsti interventi tra Chiusi Sud e Orvieto Nord dal 10 al 28 agosto per manutenzioni in galleria, mentre sulla Caserta-Foggia i lavori proseguiranno dal 10 al 30 giugno per la nuova linea Napoli-Bari. In tutti questi casi, il Gruppo FS garantirà la mobilità attraverso itinerari alternativi e una costante rimodulazione del servizio ferroviario.

Focus regionale: i grandi interventi in Calabria e Sicilia

Il Mezzogiorno d’Italia è al centro di una profonda riqualificazione infrastrutturale. In Calabria, sulla linea Jonica tra Sibari e Catanzaro Lido, sono in corso i lavori per l’elettrificazione e l’installazione del sistema ERTMS, con l’obiettivo di migliorare la regolarità della circolazione. Fino al 30 giugno rimarrà sospesa la circolazione tra Sibari e Crotone per interventi di consolidamento su ponti e sottovia, propedeutici alla futura velocizzazione della tratta.

In Sicilia, il panorama è altrettanto dinamico con interventi di manutenzione straordinaria previsti sulle linee Palermo-Agrigento e Palermo-Catania a partire dal 15 maggio. Proseguono i lavori per l’itinerario Palermo-Catania-Messina, il ripristino della Palermo-Trapani via Milo e il raddoppio della Fiumetorto-Castelbuono. Il piano siciliano include anche l’interramento dei binari a Catania Fontanarossa e la riqualificazione di stazioni storiche come Siracusa, Marsala e Messina. Per mantenere informati cittadini e stakeholder, il Gruppo FS ha attivato una vasta campagna di comunicazione che comprende una pagina web dedicata e aggiornamenti costanti nelle stazioni, assicurando una trasparenza capillare su ogni fase di questa storica stagione di lavori.