Il cielo sopra il cosmodromo di Baikonur, nel cuore del Kazakistan, si è illuminato per un evento che l’industria aerospaziale russa attendeva con impazienza ormai da anni. Alle ore 23 locali, il nuovo razzo Soyuz 5 ha effettuato il suo attesissimo volo inaugurale, un momento cruciale per le ambizioni tecnologiche di Mosca in un contesto geopolitico estremamente complesso. Si è trattato di un test suborbitale rapido ma fondamentale, progettato per verificare l’integrità strutturale e l’efficienza dei sistemi propulsivi del vettore durante le fasi più critiche dell’ascesa. Roscosmos, l’agenzia spaziale federale, ha confermato con soddisfazione che il lancio è stato un successo, con il primo e il secondo stadio che hanno operato esattamente secondo i piani prestabiliti. Il payload test trasportato dal razzo ha seguito la traiettoria calcolata prima di rientrare in un’area isolata dell’Oceano Pacifico, chiusa preventivamente al traffico marittimo e aereo. Questo debutto rappresenta un traguardo ingegneristico significativo e riflette la volontà russa di consolidare la propria autonomia strategica nel settore del trasporto pesante.
L’eredità della Zenit e l’indipendenza russa
Lo sviluppo del Soyuz 5 è iniziato nel 2017 con un obiettivo preciso: affrancarsi dalla dipendenza tecnologica dall’Ucraina. Per decenni, infatti, la Russia si è affidata ai vettori Zenit, costruiti in territorio ucraino, per i lanci di classe media. Con l’inasprirsi delle tensioni diplomatiche e l’invasione dell’Ucraina nel 2022, la necessità di un’alternativa interamente “made in Russia” è diventata una priorità assoluta di sicurezza nazionale.
Secondo quanto riportato da esperti del settore, Soyuz 5 è stato concepito per sostituire i vecchi modelli ucraini e fungere, in futuro, da booster per il primo stadio di un nuovo razzo super-pesante. Roscosmos punta su questo veicolo a basso costo per affiancare la famiglia di razzi Angara, sperando di riguadagnare competitività sul mercato internazionale dei lanci, un settore dove la Russia ha perso progressivamente terreno negli ultimi anni a causa delle sanzioni e della rottura delle partnership spaziali globali.
La sfida ai colossi globali e il confronto con SpaceX
Nonostante il successo del test, il percorso del Soyuz 5 verso la dominanza commerciale appare in salita. Il nuovo vettore russo si colloca in una fascia di potenza paragonabile al celebre Falcon 9 di SpaceX: può trasportare circa 18 tonnellate in orbita terrestre bassa, contro le 22,8 tonnellate del concorrente americano. Tuttavia, esiste una differenza tecnologica che pesa come un macigno sul futuro economico del progetto.
Mentre il Falcon 9 ha rivoluzionato il settore grazie alla riutilizzabilità del suo primo stadio, permettendo un abbattimento drastico dei costi operativi, Soyuz 5 rimane un veicolo completamente a perdere. Ogni lancio richiede la costruzione di un nuovo razzo, una strategia che oggi appare obsoleta di fronte ai progressi di Elon Musk. Resta inoltre l’incognita diplomatica: con la maggior parte delle collaborazioni internazionali interrotte a causa del conflitto in corso, è difficile prevedere se clienti stranieri torneranno ad affidare i propri satelliti ai lanciatori di Mosca, rendendo il razzo Soyuz 5, almeno per ora, uno strumento destinato prevalentemente alle necessità domestiche russe.


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