Le rinnovabili italiane tengono il passo: investimenti a 51 miliardi nel 2025

Il report Irex 2026 evidenzia la forte crescita degli accumuli energetici e la vivacità dei capitali esteri. Restano tuttavia i nodi storici legati ai costi di generazione e alle lungaggini burocratiche del permitting

L’industria italiana delle fonti rinnovabili conferma la sua solidità strutturale nel corso del 2025, registrando investimenti complessivi che hanno raggiunto la notevole quota di 51 miliardi di euro. Nonostante si rilevi un fisiologico rallentamento rispetto al picco storico toccato nell’anno precedente, il comparto dimostra una forte capacità di tenuta all’interno di un quadro europeo caratterizzato da mercati oscillanti e dinamiche in continuo mutamento. L’Italia mantiene purtroppo il primato dei costi dell’energia più elevati dell’intero continente europeo. Questa condizione è strettamente legata al peso specifico del gas all’interno del mix produttivo e a costi di generazione dell’eolico superiori rispetto alla media dei principali partner europei. In questo scenario articolato, la complessa questione dell’accettabilità sociale e le ben note lungaggini dei processi autorizzativi si confermano i veri snodi cruciali per concretizzare la transizione ecologica nazionale, secondo quanto delineato in dettaglio dall’Irex Annual Report 2026 presentato ufficialmente questa mattina dallo studio Althesys.

Le tendenze del mercato e il boom degli accumuli

Il mercato italiano delle rinnovabili ha fatto registrare nel 2025 un calo fisiologico dopo lo straordinario boom del 2024, pur mantenendo volumi e numeri di assoluto rilievo: 1.365 operazioni commerciali, una capacità complessiva di 37,1 GW e 51 miliardi di euro investiti. I principali attori di questo scenario sono le aziende con un nucleo industriale focalizzato sulle rinnovabili, i grandi gruppi energetici e una quota crescente di operatori esterni al settore. Dal punto di vista tecnologico, il fotovoltaico domina nettamente per numero di operazioni, rappresentando il 56% del totale con 761 iniziative. Al contrario, l’eolico onshore (con 12 GW e 15 miliardi di euro) e i sistemi di accumulo guidano il mercato in termini di valore economico.

Lo storage, in particolare, registra la crescita più significativa dell’intero comparto. Gli impianti di tipo stand alone sono triplicati, passando da 33 a 106 unità complessive, fortemente trainati dall’asta MACSE, mobilitando risorse per ben 9,2 miliardi di euro. Un ulteriore segnale di vitalità è rappresentato dalla massiccia presenza di investitori esteri, capaci di convogliare 18,6 miliardi di euro (pari al 36% del totale investito) verso il fotovoltaico, l’eolico a terra e lo storage.

L’Irex Annual Report mostra che l’attuale difficile congiuntura non frena la transizione energetica, con i costi delle rinnovabili sempre competitivi. Mentre il percorso di decarbonizzazione vede l’elettrificazione al palo in Italia, il sistema elettrico evolve, rendendo la flessibilità, le reti e gli accumuli sempre più strategici. Strumenti come il capacity market, il MACSE, il FER-X e il FER-Z saranno essenziali per una transizione sostenibile che contribuisca alla competitività e alla supply security”, ha affermato Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys

Autorizzazioni a rilento e il nodo del consenso sociale

Nonostante i molteplici interventi di semplificazione normativa, il permitting continua a rappresentare un passaggio fortemente critico per lo sviluppo industriale. Nel 2025 sono stati autorizzati 915 impianti per una potenza complessiva di 17,5 GW (+4% rispetto al 2024), ma i nuovi progetti entrati formalmente in iter registrano una contrazione del 31%, che colpisce soprattutto l’eolico onshore e l’agrivoltaico. La Puglia si conferma la prima regione d’Italia con 2,8 GW autorizzati, seguita da Sicilia (1,6 GW) e Campania (805 MW), a riprova della forte concentrazione dei grandi impianti nel Mezzogiorno.

Oltre alle barriere burocratiche, i progetti devono fare i conti con l’accettabilità sociale nei territori. Il coinvolgimento delle comunità locali e la condivisione del valore sono elementi imprescindibili: meccanismi economici come le compensazioni, il crowdfunding e la riduzione dei costi dell’energia rappresentano le vie maestre da seguire, in aggiunta alle necessarie mitigazioni ambientali.

L’Irex Annual Report conferma un punto essenziale: lo sviluppo delle rinnovabili non è solo una leva ambientale, ma una scelta strategica per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e ridurre progressivamente il costo dell’energia per imprese e famiglie. In uno scenario internazionale ancora segnato da instabilità e tensioni sui prezzi, accelerare su nuova capacità rinnovabile, reti e accumuli significa rendere il sistema elettrico più efficiente, meno esposto alla volatilità dei combustibili fossili e più competitivo. Il GSE è impegnato a sostenere questo percorso attraverso strumenti concreti, capaci di accompagnare investimenti, territori e imprese verso una transizione energetica sempre più accessibile, sostenibile e condivisa”, ha affermato Vinicio Vigilante, Amministratore Delegato del GSE

I costi di produzione e la sicurezza del sistema elettrico

A livello continentale, l’aumento dei Capex e le barriere autorizzative hanno causato una lieve flessione delle installazioni nel 2025 (80,2 GW totali, -2% sul 2024), con le aste pubbliche che dominano la scena a scapito dei contratti PPA. L’Italia sconta diversificazioni di costo penalizzanti, risultando pienamente competitiva solamente nel fotovoltaico utility scale al Meridione. “Il vero collo di bottiglia oggi non è più la produzione di energia rinnovabile. Sono le reti, la flessibilità e la velocità delle decisioni. Senza investimenti adeguati, le code per gli allacci si allungano e l’energia pulita viene sprecata, persino nel bel mezzo di una crisi globale“, ha evidenziato Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA.

La forte penetrazione delle rinnovabili sta mutando profondamente anche le dinamiche commerciali, provocando la comparsa di prezzi negativi sul mercato elettrico. Nel mese di maggio 2025, il 58% dell’energia sul Mercato del Giorno Prima (MGP) è stata offerta a prezzo nullo e il 7,8% a prezzi negativi, un fenomeno non più limitato alle zone meridionali o insulari ma ormai diffuso anche al Nord.

Questa accelerazione pone interrogativi sull’adeguatezza del sistema a fronte delle future dismissioni di impianti termoelettrici tradizionali a gas, rendendo cruciale il ruolo del capacity market. Il mercato italiano continua ad attrarre investitori, oggi in particolare nelle batterie. La sfida primaria rimane quella di accelerare mettendo in campo rapidamente strumenti come le aste del Fer-X e Fer-Z, e migliorando ancora il permitting e l’accettabilità sociale degli impianti. L’adeguatezza del sistema, potenziando le reti e gli accumuli, resta l’elemento chiave per abilitare l’intera trasformazione nazionale.