LIFE TURTLENEST: la scienza traccia il futuro delle tartarughe marine a Ventotene | FOTO

I piccoli di Caretta caretta tornano in mare dotati di micro-trasmettitori satellitari a energia solare per mappare le aree nursery nel progetto europeo LIFE TURTLENEST

  • tartarughe ventotene
  • tartarughe ventotene
  • tartarughe ventotene
  • tartarughe ventotene
/

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli per il ritorno in mare di venti giovani esemplari di tartaruga marina Caretta caretta, protagonisti di un’importante iniziativa scientifica nelle acque dell’isola di Ventotene. Il prossimo 25 maggio 2026, grazie al progetto europeo LIFE TURTLENEST coordinato da Legambiente, prenderà il via una nuova fase di liberazione e monitoraggio satellitare mirata alla salvaguardia di questa specie protetta. Gli animali, allevati con cura presso il Turtle Point di Portici della Stazione Zoologica Anton Dohrn, verranno rilasciati in natura dopo mesi di preparazione specialistica. Dieci di questi piccoli esemplari saranno dotati di innovativi micro-trasmettitori a energia solare, grandi come una moneta, che permetteranno ai ricercatori di seguire ogni loro spostamento in tempo reale, aprendo una finestra inedita sulle rotte migratorie e sulle dinamiche di sopravvivenza nel Mediterraneo occidentale.

Un laboratorio d’avanguardia per la sopravvivenza della specie

Il rilascio programmato rappresenta il consolidamento di una strategia scientifica innovativa nota come head-starting, un programma di allevamento in cattività nei primi mesi di vita ispirato a modelli già consolidati in Spagna e introdotto ora anche nel nostro Paese. I 20 piccoli post-hatchling che riprenderanno la via del mare provengono da sette nidi della Campania, schiusi tra il 19 settembre e il 5 ottobre 2025.

Nell’ultimo anno, le modalità di alloggiamento e accudimento hanno introdotto importanti novità biologiche ed etologiche: i piccoli sono stati ospitati in un’unica vasca di grandi dimensioni dotata di un impianto di ricircolo dell’acqua dedicato e di arricchimenti ambientali per offrire rifugi e stimoli. Anche la somministrazione del cibo è cambiata, venendo offerta in maniera controllata ma non individuale, così da favorire lo sviluppo di quei comportamenti competitivi che saranno utili al momento del ritorno alla vita selvatica.

Il nostro obiettivo principale – spiega Andrea Affuso, Primo Tecnologo e coordinatore del Turtle Point di portici – è garantire il mantenimento in condizioni ottimali e adeguate alla specie, che consenta lo sviluppo delle giovani tartarughe nel pieno rispetto del loro benessere. Il successo del nostro programma di head-starting si è evidenziato quest’anno in un tasso di crescita più elevato e in un comportamento generalmente socievole, privo di interazioni aggressive”.

Tartarughe “atlete” e monitoraggio ad alta tecnologia

Prima di affrontare il mare aperto, i giovani esemplari hanno raggiunto un peso medio di circa 1 kg e sono stati preparati al rilascio attraverso sessioni di nuoto in un piccolo canale contro corrente. Questi test sono stati fondamentali per valutare l’effetto del microtag satellitare sulla loro capacità di nuoto e sul relativo consumo energetico. Attraverso un sistema di respirometria, i ricercatori hanno verificato che l’applicazione dei dispositivi, pesanti meno di 3 grammi (inferiore all’1% del peso corporeo), non comprometta le capacità di movimento né aumenti il consumo di ossigeno.

I dati raccolti nel corso della precedente sperimentazione del 2025 hanno già fornito risposte sorprendenti, dimostrando che questi giovani individui sono in grado di nuotare attivamente e orientarsi in direzioni diverse rispetto alle correnti marine predominanti, sebbene i grandi flussi del Tirreno settentrionale giochino un ruolo chiave nella loro dispersione geografica.

Per Sandra Hochscheid, Primo Ricercatore, e responsabile scientifico della SZN per il progetto LIFE TURTLENEST: “Questi risultati dimostrano che le giovani tartarughe sono già in grado di affrontare l’alto mare e di muoversi attivamente alla ricerca di condizioni favorevoli. Ora vogliamo capire se anche quest’anno verrà confermato questo modello di dispersione, in particolare la preferenza per uno spostamento verso ovest”.

Una rete istituzionale per la biodiversità marina

L’iniziativa di Ventotene si svolge in stretta collaborazione con l’Area Marina Protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano, con l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Ventotene e con l’Ufficio Circondariale Marittimo Guardia Costiera di Ponza. Una sinergia che unisce la ricerca scientifica alla tutela attiva del territorio e alla promozione della cultura del mare.

L’Area Marina Protetta di Ventotene rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per la tutela della biodiversità marina e, in particolare, per la salvaguardia delle tartarughe marine – commenta Antonio Romano, direttore dell’AMP di Ventotene – L’area di rilascio nell’area marina protetta costituisce uno spazio strategico che consente agli esemplari di tornare in mare nelle migliori condizioni possibili. Siamo orgogliosi di questa giornata e di quello che rappresenta perché l’Area Marina protetta supporta e sostiene da anni queste attività di monitoraggio scientifico e conservazione delle tartarughe marine, collaborando con gli enti di ricerca come la SZN, e con le istituzioni per raccogliere dati preziosi e promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema della tutela del mare e delle specie protette”.

Il progetto LIFE TURTLENEST vede la cooperazione di numerosi partner scientifici e istituzionali tra Italia, Spagna e Francia, uniti per ridurre l’impatto antropico e mettere in sicurezza i siti di nidificazione.

Per Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e Project Manager del LIFE Turtlenest: “Life Turtlenest si dimostra ancora una volta un progetto importante per implementare tangibilmente la tutela della biodiversità marina, anche tramite iniziative di forte interesse scientifico. La ricerca crea basi stabili per costruire e attuare modelli di conservazione efficaci. Inoltre, le solide alleanze che stiamo realizzando tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni, cittadini e operatori turistici sono essenziali per garantire la protezione delle nuove aree di nidificazione e la conservazione della specie. Con il progetto Life Turtlenest stiamo costruendo proprio questo modello di collaborazione, e i risultati sul campo sono già molto incoraggianti”.