Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, ha lanciato un avvertimento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul rischio “molto serio” di attacchi alle centrali nucleari, a seguito di un episodio che ha visto un drone provocare un incendio nei pressi della centrale di Barakah negli Emirati Arabi Uniti. Durante la sessione del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione in Medio Oriente, Grossi ha sottolineato la gravità della situazione, affermando: “la situazione è estremamente preoccupante, stiamo parlando di impianti nucleari in Medio Oriente e le conseguenze di un attacco potrebbero essere molto gravi. Si tratta di una centrale operativa, quindi contiene migliaia di chilogrammi di materiale nucleare fresco”.
L’incendio alla centrale di Barakah
L’incidente è avvenuto domenica scorsa, quando un drone ha colpito un impianto elettrico situato al di fuori del perimetro della centrale di Barakah, provocando un incendio. La centrale di Barakah rappresenta il primo impianto nucleare negli Emirati Arabi Uniti e fa parte del programma del Paese volto a diversificare le proprie fonti energetiche e ridurre la dipendenza da gas e petrolio.
Grossi ha precisato l’importanza critica della sicurezza elettrica per la centrale: “voglio essere molto chiaro: se l’impianto nucleare di Barakah venisse attaccato direttamente, potrebbe generare un’ingente quantità di radioattività nell’area circostante. Se l’alimentazione elettrica venisse interrotta, l’impianto potrebbe non riuscire a mantenere in funzione i propri sistemi, il che aumenterebbe la probabilità di un rilascio di alti livelli di radiazioni”.
Misure di sicurezza e generatori di emergenza
Il direttore generale dell’AIEA ha sottolineato come il ripristino dell’elettricità rappresenti “un passo positivo per la sicurezza nucleare”, evidenziando l’importanza di avere generatori di emergenza capaci di fornire energia alle aree colpite per prevenire incidenti di più ampia portata.
Grossi ha ribadito la posizione dell’agenzia riguardo agli attacchi a impianti nucleari destinati ad attività pacifiche: “questi attacchi sono inaccettabili”. Ha poi aggiunto: “sono ancora più pericolosi quando vengono perpetrati in aree popolate, come nel caso di centrali elettriche come quella di Zaporizhzhia o qualsiasi altra”.
Il richiamo al diritto internazionale e alla protezione delle centrali nucleari
Il direttore generale ha ricordato inoltre che le centrali nucleari godono di protezione secondo il diritto internazionale umanitario, ribadendo la necessità di rispettare la loro sicurezza fisica e tecnologica. Le parole di Grossi segnano un monito chiaro alla comunità internazionale, evidenziando come anche un attacco non diretto a un impianto nucleare possa avere conseguenze gravi e durature per la sicurezza regionale e globale.
La situazione alla centrale di Barakah e il rischio di attacchi simili in Medio Oriente mettono in evidenza la vulnerabilità degli impianti nucleari, sottolineando l’urgenza di rafforzare le misure di sicurezza e prevenzione, sia fisiche sia operative, per proteggere la popolazione e l’ambiente circostante.


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