Caldo estremo, umidità soffocante e violenti temporali rappresentano da sempre una vera costante dell’estate in molte regioni del Nord America, e tra pochissime settimane questi imprevedibili fenomeni meteorologici potrebbero seriamente minacciare il regolare svolgimento dei Mondiali di Calcio 2026. L’attesissima edizione di quest’anno del torneo internazionale si svolge infatti in modo congiunto negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, distribuita minuziosamente in 16 città ospitanti, tra cui figurano numerose località storicamente abituate a temperature estive altissime, le quali vengono ulteriormente aggravate da un’afa opprimente capace di tagliare il respiro. A questo quadro climatico già di per sé molto complesso e sfidante si aggiungono le repentine allerte per fulmini. Negli Stati Uniti, i violenti temporali estivi causano molto spesso lunghe interruzioni degli eventi sportivi programmati all’aperto, complicando notevolmente la gestione delle tempistiche televisive e organizzative.
Il precedente del 2025 e la gestione delle interruzioni
La gestione dei fulmini segue protocolli molto rigidi. Generalmente, dopo un fulmine caduto entro un raggio compreso tra 13 e 16 km, scatta un’interruzione obbligatoria di 30 minuti. Ogni fulmine successivo comporta una nuova pausa di 30 minuti. La Coppa del Mondo per club Fifa dello scorso anno ha rappresentato una vera e propria prova generale per il torneo attuale, registrando ben 6 partite significativamente ritardate a causa del maltempo. Enzo Maresca, all’epoca allenatore del Chelsea, definì i ritardi una farsa in grado di distogliere l’attenzione, chiedendosi apertamente se alcune città americane fossero realmente adatte a ospitare partite di un torneo così importante.
Soluzioni strutturali e rischi per la salute in campo
Per mitigare i rischi di ritardi dovuti a temporali o caldo estremo, la Fifa utilizzerà stadi dotati di tetto, aria condizionata o entrambi in città come Atlanta, Dallas, Houston, Los Angeles e Vancouver. Tuttavia, molti impianti restano a cielo aperto, un fattore che rischia di esporre giocatori e tifosi a temperature insostenibili. Durante il torneo per club del 2025, molte partite si sono giocate con temperature superiori ai +32°C, con l’umidità che faceva percepire valori ancora maggiori. La Fifa ha imposto pause rinfrescanti durante ogni tempo di gioco. Esiste il rischio concreto che alcuni calciatori non siano in grado di mantenere l’intensità a cui sono abituati.
L’appello dei calciatori alla Fifa
I rischi per la salute riguardano da vicino anche i tifosi. Molti di loro potrebbero consumare alcolici sotto il sole cocente in condizioni di caldo e umidità elevati, affrontando pericoli severi, soprattutto in presenza di patologie preesistenti che verrebbero inevitabilmente aggravate. Di fronte a questo scenario, un gruppo di calciatori professionisti, attuali ed ex, guidati dal norvegese Morten Thorsby, ha recentemente presentato una petizione alla Fifa. I firmatari hanno descritto chiaramente gli effetti del caldo, il quale può causare vertigini, stordimento, affaticamento e crampi muscolari. Gli atleti hanno esortato la federazione internazionale ad aggiornare il proprio quadro di riferimento sullo stress da calore per i Mondiali, chiedendo che questa misura venga tempestivamente accompagnata da azioni concrete.


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