È Oreste Caroppo il vincitore della 17ª edizione di Obiettivo Terra 2026, il concorso fotografico nazionale geografico-ambientale dedicato alle Aree Protette Italiane. La fotografia premiata ritrae tre esuvie di cicale, disposte in fila sulla corteccia di un ulivo, nella Zona Speciale di Conservazione “Bosco Pecorara”, in Puglia. Lo scatto vincitore del primo premio rappresenta un frammento di natura dal forte valore simbolico: un’immagine che richiama la metamorfosi, la rinascita, l’eterno ciclo della vita e delle sue trasformazioni. La fotografia è stata definita la più alta espressione di “ecologia spirituale”, capace di fissare in un dettaglio suggestivo l’essenza della rigenerazione naturale.
Con questa vittoria debutta sul gradino più alto del podio la categoria dedicata ai siti Rete Natura 2000, una delle novità dell’edizione 2026. La nuova categoria ha ampliato in modo significativo il perimetro del concorso, aprendo la partecipazione a circa 3.000 ulteriori Aree Protette.
Il concorso Obiettivo Terra 2026 e la valorizzazione delle Aree Protette Italiane
Obiettivo Terra 2026 è promosso da Fondazione UniVerde, Società Geografica Italiana e Federparchi con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le diverse Aree Protette Italiane e promuovere il turismo sostenibile. La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma il 22 maggio 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità, celebrata in tutto il mondo il 22 maggio, e in vista della Giornata Europea dei Parchi, in calendario il 24 maggio.
Il concorso vanta il patrocinio morale del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Città Metropolitana di Roma Capitale, del Comune di Roma e dei Parchi Nazionali italiani.
Da quest’anno si consolida inoltre il ruolo di Federparchi tra i co-promotori e si rafforzano le collaborazioni con nuovi partner: UNESCO World Water Assessment Programme, WWF Italia e LIPU per le menzioni. Per la prima volta entra tra i patrocini morali anche il Parco Nazionale del Matese, istituito nel 2025.
Le Menzioni speciali della XVII edizione sono state istituite e decretate grazie alla partnership con Gruppo FS, realtà centrale del sistema della mobilità sostenibile nazionale e internazionale, Comset, del gruppo Sphere S.p.A., attiva da 40 anni nel mercato degli avvolgenti alimentari e dei prodotti per uso domestico, e Haiki+, azienda quotata all’Euronext Growth Milan e tra i leader dell’economia circolare in Italia. Bluarancio è digital partner, mentre Parks.it è nuovo partner tecnico.
Premio Obiettivo Terra 2026: 1.000 euro, copertina del volume e gigantografia a Palazzo Valentini
Al vincitore Oreste Caroppo è stato consegnato il premio di 1.000 euro, insieme alla targa ricordo donata dai soggetti promotori. La fotografia vincitrice sarà la copertina del volume “Obiettivo Terra 2026: l’Italia amata dagli italiani”.
Lo scatto avrà inoltre il privilegio di essere esposto in gigantografia fino al 9 giugno sulla facciata di Palazzo Valentini, sede della Città Metropolitana di Roma Capitale. L’esposizione collega idealmente la Giornata Internazionale della Biodiversità alla Giornata Europea dei Parchi, alla Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e alla Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno, passando per la 80ª Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno.
A condividere la prestigiosa vetrina pubblica è la fotografia seconda classificata, realizzata da Massimo Bottoni e vincitrice della Menzione “Avifauna”, in collaborazione con la LIPU. L’immagine ritrae una discussione tra garzette nella Riserva Statale Tomboli di Cecina, in Toscana.
La cerimonia di premiazione a Palazzo Valentini
La cerimonia di premiazione di Obiettivo Terra 2026 è stata condotta da Eleonora Ivone, attrice, modella e regista, e trasmessa in diretta streaming su Radio Radicale dalla Sala Consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini.
L’evento è stato aperto dagli interventi introduttivi dei rappresentanti delle organizzazioni promotrici: Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, Rossella Belluso, Segretario Generale della Società Geografica Italiana, e Francesco Carlucci, Direttore di Federparchi.
Alfonso Pecoraro Scanio: la foto vincitrice come manifesto biologico
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, ha dichiarato: “anche quest’anno Obiettivo Terra si conferma appuntamento profondamente radicato per i fotografi naturalisti italiani, una comunità cresciuta nel tempo. La fotografia vincitrice di quest’edizione è un potente manifesto biologico: la muta della cicala è il simbolo stesso della rigenerazione e del perenne rinnovamento della natura. Questi insetti, preziosi indicatori ecologici e sentinelle della biodiversità, testimoniano con la loro presenza la salute e la vitalità dei nostri ecosistemi da difendere, contro ogni minaccia, con l’ausilio degli strumenti che ci mette a disposizione la rivoluzione EcoDigital. L’innovazione tecnologica ― tra cui droni, sensori, intelligenza artificiale per l’analisi dei dati e tecnologia satellitare ― permette in modo estremamente efficace di monitorare e salvaguardare gli habitat, e le loro fasi naturali evolutive, contrastando in tempo reale gli illeciti ambientali. Crimini, questi ultimi, da perseguire con punizioni esemplari, dando concreta espressione al dettato costituzionale che eleva la tutela dell’ambiente, degli ecosistemi, degli animali e della biodiversità a principi fondamentali della nostra Repubblica”.
Società Geografica Italiana: la fotografia come mappa emozionale e culturale
Rossella Belluso, Segretario Generale della Società Geografica Italiana, ha sottolineato il valore scientifico, culturale e ambientale del concorso: “obiettivo Terra risponde pienamente alla missione storica e scientifica della Società Geografica Italiana. Attraverso la potenza visiva della fotografia geografico-ambientale, i partecipanti non si limitano a documentare, ma ci invitano a compiere un viaggio profondo di riscoperta del nostro Paese e del suo straordinario mosaico di bellezze. Ogni scatto diventa una mappa emozionale e culturale che valorizza il legame indissolubile tra l’essere umano e il paesaggio, educando lo sguardo dei cittadini alla tutela di quel patrimonio inestimabile custodito dalle nostre Aree Protette. Celebrare la Giornata Internazionale della Biodiversità significa, per noi geografi, riaffermare l’importanza di una consapevolezza ambientale che è alla base del turismo sostenibile e del rispetto per la Terra”.
Federparchi: biodiversità, tutela e sviluppo sostenibile dei territori
Francesco Carlucci, Direttore di Federparchi, ha evidenziato il ruolo delle aree protette italiane nella tutela della biodiversità: “le meravigliose foto premiate ci rimandano la bellezza dell’enorme patrimonio di biodiversità che abbiamo in Italia, la più ricca in tutta Europa. La tutela di questa ricchezza naturale è la missione delle aree protette che, come si vede anche dalle premiazioni, vede insieme tutte le tipologie di parchi: nazionali, regionali, aree marine, riserve. Federparchi, che da quest’anno diventa co-promotore a tutti gli effetti di Obiettivo Terra, prosegue nell’impegno per la valorizzazione, il rafforzamento e la buona gestione delle aree protette; una sistema che deve garantire l’equilibrio tra la conservazione natura, lo sostenibilità dei territori e il benessere delle comunità”.
Gli interventi istituzionali: ambiente, aree protette e turismo sostenibile
Alla cerimonia sono intervenuti per un saluto di indirizzo istituzionale Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica con delega alle Aree Protette, e Alessandra Priante, Presidente ENIT.
Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in videomessaggio, ha sottolineato: “questo concorso fotografico è un appuntamento significativo che ha il merito di ricordare il valore delle aree protette. I premi e le menzioni mettono in risalto la varietà del patrimonio naturale italiano e promuovono, allo stesso tempo, il tema dell’inclusività. Faccio – quindi – i complimenti ai partecipanti e ai vincitori per aver raccontato, attraverso le immagini, la bellezza e il valore della natura”.
Claudio Barbaro ha evidenziato: “Obiettivo Terra premia lo sguardo attento di fotografi che attraverso le immagini, contribuiscono a diffondere consapevolezza, rispetto e attenzione verso l’ambiente e il patrimonio naturale del nostro Paese. Scatti che raccontano la straordinaria bellezza custodita nelle nostre Aree Protette. Sin dall’inizio del nostro mandato abbiamo lavorato affinché fossero non soltanto luoghi di tutela, ma veri laboratori scientifici, spazi privilegiati di educazione ambientale e modelli di sviluppo sostenibile. Proteggere la natura significa rafforzare il legame tra comunità e territori e costruire una più forte coscienza ecologica collettiva”.
Alessandra Priante, Presidente ENIT, ha dichiarato: “l’Italia non è una destinazione. È un sistema infinito di luoghi, storie e comunità – molti dei quali il mondo non conosce ancora, e che aspettano solo di essere scoperti. Il turismo del futuro non si misura in arrivi sulle mete iconiche, ma nella capacità di distribuire bellezza, valore e opportunità lungo tutta la penisola, dalle coste alle aree interne, dai grandi centri ai borghi invisibili. Giudicare queste fotografie mi ha riempito di emozioni e anche di orgoglio – e di responsabilità. Vedere l’Abruzzo così rappresentato mi ha toccato nel profondo: è la mia regione, e negli ultimi anni ha dimostrato che il turismo autentico, quello radicato nelle comunità e nel territorio, sa trasformare luoghi inespressi in destinazioni di eccellenza. Il viaggio lento – su rotaia, a piedi, senza fretta – non è una tendenza. È il paradigma del turismo che vogliamo costruire: sostenibile, consapevole, capace di trasformare il tragitto stesso in un’esperienza di scoperta. Perché non gestiamo flussi. Creiamo equilibri”.
Le menzioni di Obiettivo Terra 2026 e il ruolo dei partner
Nel corso della cerimonia sono intervenuti dirigenti e rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni partner del concorso, chiamati a decretare le foto vincitrici delle Menzioni e delle Menzioni speciali. Le categorie premiate hanno raccontato la varietà del patrimonio naturalistico e paesaggistico italiano: aree costiere, alberi e foreste, fiumi e laghi, avifauna, turismo sostenibile, mare, borghi, paesaggio agricolo, fauna selvatica, patrimonio geologico e geodiversità, oltre alle menzioni speciali dedicate a Rete Natura 2000, Parchi dall’alto e Stories.
Menzione Area costiera: il fulmine nel Parco Regionale dei Monti Lattari
Il C.V. Paolo Marzio, Capo Reparto Pesca Marittima del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha illustrato la motivazione della Menzione “Area costiera”: “la foto vincitrice della Menzione ‘Area costiera’ immortala lo straordinario momento in cui un fulmine, ripreso dalla Torre del Capo di Conca, nel comprensorio del Parco Regionale dei Monti Lattari, termina la sua velocissima corsa tuffandosi nel mare, nella circostanza, reso ancora più blu dal fortunale all’orizzonte. Lo scatto, eseguito dall’autrice con raro tempismo, rappresenta la straordinaria forza degli elementi della natura che, al contempo, contrappongono l’immensa energia spigionata dal fulmine all’apparente quiete delle immobili acque, illuminate dalla tenue luce del sole filtrata attraverso lo squarcio nelle nuvole. In questo scatto, in uno, tutti gli elementi compagni di vita di un marinaio”.
Menzione Alberi e Foreste: paesaggio incontaminato, luce e armonia naturale
Il Gen. B. Raffaele Pio Manicone, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità, ha dichiarato: “lo scatto vincitore della Menzione ‘Alberi e Foreste’, decretato dal CUFAA, rappresenta un paesaggio naturale incontaminato, di straordinaria suggestione, dove il tempo resta sospeso e il visibile si fonde con l’invisibile, dove l’interazione cromatica tra luce, colori e ombra si armonizzano creando un insieme di elementi che catturano lo sguardo e suscitano una forte emozione. Evoca un senso di pace con il tutto, favorendo un riequilibrio interiore di serenità e raffigurando icasticamente la triplice dimensione forestale, idrica e montana”.
Menzione Fiumi e laghi: il Monte Bianco come torre d’acqua d’Europa
Miguel De França Doria, Direttore UNESCO World Water Assessment Programme, ha collegato la Menzione “Fiumi e laghi” al tema delle risorse idriche montane e dei cambiamenti climatici: “il concorso fotografico rappresenta un’arte ma anche un valido strumento per valorizzare i nostri ambienti naturali e le nostre Aree Protette. Siamo grati alla Fondazione UniVerde per organizzare ogni anno questo concorso e dedicare una menzione ai fiumi e ai laghi di questo paese, contribuendo a valorizzare le attività di UNESCO WWAP dedite alla valutazione delle risorse di acqua dolce del nostro pianeta. La foto vincitrice della Menzione ‘Fiumi e laghi’ ritrae il Monte Bianco, una “torre d’acqua” d’Europa che immagazzina enormi quantità di acqua dolce e alimenta fiumi e falde che sostengono ecosistemi, agricoltura, produzione idroelettrica e comunità alpine. Purtroppo il riscaldamento climatico sta riducendo rapidamente i ghiacciai, compresi quelli del Monte Bianco, compromettendo la capacità delle montagne di regolare le risorse idriche. Per questo il Monte Bianco non è soltanto una cima simbolica delle Alpi, ma anche un indicatore sensibile dei cambiamenti climatici e della salute delle nostre risorse idriche. Come sottolinea il nostro Rapporto 2025 “Montagne e Ghiacciai: Torri d’Acqua” tradotto da Fondazione UniVerde in italiano, è urgente rafforzare la governance delle risorse idriche montane attraverso una gestione integrata dei bacini idrografici, maggiori investimenti e programmi di formazione e condivisione delle conoscenze, per rispondere alla crescente domanda globale di acqua”.
Menzione Avifauna: la discussione tra garzette nella Riserva Statale Tomboli di Cecina
Alessandro Polinori, Presidente LIPU, ha commentato la fotografia vincitrice della Menzione “Avifauna”, scattata da Massimo Bottoni nella Riserva Statale Tomboli di Cecina, in Toscana: “la foto che abbiamo decretato vincitrice della Menzione ‘Avifauna’ si caratterizza per l’uso plastico della luce, che fa risaltare la dinamicità della scena e dell’azione. Il contrasto del bianco dei soggetti con il nero dello sfondo, sapientemente padroneggiato, fa risaltare in modo pittorico una scena di vita naturale che il fotografo ha saputo cogliere nell’attimo più spettacolare”.
Menzione Turismo sostenibile: lo slow travel attraverso l’equiturismo
Giuseppe Roma, Vicepresidente Touring Club Italiano, ha spiegato la scelta per la Menzione “Turismo sostenibile”: “l’autore vincitore della Menzione ‘Turismo sostenibile’, fotografa l’attimo che illustra una forma antica e quanto mai contemporanea di “slow travel”, come l’equiturismo. I tre cavalieri sono immersi in un paesaggio naturale non antropizzato, dove si riesce a cogliere, quasi “a respirare” e a trasmettere un’atmosfera di armonia e di pacifica convivenza tra l’ambiente alpino e la discreta, leggera presenza dell’uomo”.
Menzione Obiettivo Mare: biodiversità sommersa e Aree Marine Protette
Carmen Di Penta, Direttore Fondazione Marevivo, ha descritto il valore della Menzione “Obiettivo Mare”: “lo straordinario scatto che abbiamo premiato con la Menzione ‘Obiettivo Mare’ è un’esplosione di vita subacquea e colori. La foto non è solo una gioia per gli occhi, grazie al contrasto cromatico tra lo spettacolare ambiente coralligeno e il blu profondo del mare, ma è soprattutto il manifesto della ricchissima e fragile biodiversità sommersa che abbiamo il dovere di proteggere. I fondali sono veri e propri scrigni di vita, pilastri degli ecosistemi marini. Premiare questa fotografia significa ribadire la centralità delle Aree Marine Protette: difendere questi habitat dall’impatto antropico e dal cambiamento climatico è la nostra missione storica. Solo coltivando una profonda cultura del rispetto e della tutela potremo garantire un futuro a questa immensa, ma delicatissima, bellezza nascosta”.
Menzione Borghi: Triora tra architettura storica e paesaggio montano
Rocco Corsetti, Direttore dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, ha motivato la scelta della Menzione “Borghi”: “la foto di Triora, vincitrice della Menzione ‘Borghi’, coglie con straordinaria efficacia il dialogo tra l’abitato storico e il paesaggio montano, esaltando il contrasto tra le architetture in pietra del borgo e l’imponenza luminosa delle vette innevate sullo sfondo. La prospettiva ampia e ordinata restituisce una visione suggestiva, in cui il tessuto urbano si integra armoniosamente con la morfologia naturale, in una sintesi visiva di grande impatto”.
Menzione Paesaggio agricolo: i terrazzamenti liguri tra natura e cultura contadina
Sara Paraluppi, Direttrice Fondazione Campagna Amica, ha evidenziato il significato della Menzione “Paesaggio agricolo”: “per la Menzione ‘Paesaggio agricolo’ abbiamo scelto i terrazzamenti liguri che, come quelli di altri luoghi unici in Italia, sono la massima rappresentazione del lavoro degli agricoltori i quali, con queste strutture naturali, hanno fatto in modo, nei secoli, di ottenere il cibo migliore tutelando i territori. Questa è l’immagine del perfetto connubio tra natura e cultura contadina”.
Menzione Fauna selvatica: il lupo e il successo della conservazione in Italia
Gaetano Benedetto, Presidente Centro Studi WWF Italia e Consigliere Nazionale, ha commentato la Menzione “Fauna selvatica”: “la bellezza della foto vincitrice della Menzione ‘Fauna selvatica’ ci deve ricordare che il lupo in Italia rappresenta uno dei più importati successi della conservazione di una specie animale. Oggi, siamo purtroppo passati dalla celebrazione di un successo, all’enfatizzazione di un problema che prevalentemente dipende dalla nostra crescente incapacità di convivenza con la natura vera, non addomesticata. Il concorso fotografico Obiettivo Terra ci pone nella posizione di osservatori rispettosi e silenziosi di questa natura dalla quale abbiamo ancora moltissimo da imparare”.
Menzione Patrimonio geologico e geodiversità: l’ambiente ipogeo come cattedrale della geologia
Marianna Morabito, Consigliere Direttivo Nazionale SIGEA, ha spiegato il valore della Menzione “Patrimonio geologico e geodiversità”: “La fotografia vincitrice della Menzione ‘Patrimonio geologico e geodiversità’ trasforma l’ambiente ipogeo in una vera cattedrale della geologia, dove i processi carsici emergono con straordinaria evidenza, la lentezza con cui l’acqua modella la roccia diventa percepibile e quasi tangibile. Stalattiti, stalagmiti, colonne e colate calcitiche si configurano come sculture naturali, mentre la luce, sapientemente modulata, non si limita a illuminare ma rivela e scolpisce lo spazio, amplificato dai riflessi sull’acqua che ne moltiplicano la profondità e la dimensione scenica”.
Menzione speciale Rete Natura 2000: Burano tra estetica, comunità e sostenibilità
Adriano Meloni, Consigliere Delegato Comset, ha motivato la Menzione speciale “Rete Natura 2000”: “abbiamo scelto di premiare con la Menzione speciale ‘Rete Natura 2000’ la foto del borgo lagunare di Burano perché unisce estetica e responsabilità. L’isola e le sue case colorate non sono solo uno dei luoghi più affascinanti e pittoreschi d’Italia, ma rappresentano una comunità, storicamente un villaggio di pescatori, con un ritmo di vita lento e genuino che vive in simbiosi con un ecosistema acquatico delicatissimo dove, ancora oggi, si respira un forte senso di comunità e tradizione. Proteggere questa bellezza significa difendere la nostra storia dal cambiamento climatico. Per Comset, e per l’intero gruppo Sphere Italia, è fondamentale confermare il nostro impegno verso la sostenibilità, supportando iniziative come il concorso fotografico organizzato dalla Fondazione UniVerde. La nostra presenza è testimonianza della nostra attenzione verso la sostenibilità ambientale, pilastro strategico della nostra azienda”.
Menzione speciale Parchi dall’alto: lo sguardo dell’uomo e quello della natura
Flavia Ferri, Direttore Generale Haiki Cobat, ha spiegato il senso della Menzione speciale “Parchi dall’alto”: “Obiettivo Terra rappresenta per noi un appuntamento speciale, che rinnoviamo con entusiasmo ogni anno nel segno di una profonda condivisione di valori. Come realtà impegnata ogni giorno nello sviluppo di modelli concreti di economia circolare e nella trasformazione dei rifiuti in nuove risorse, crediamo fortemente nel valore della tutela ambientale e della cultura della sostenibilità, e siamo convinti che sensibilizzare attraverso le immagini sia fondamentale per generare consapevolezza e promuovere un nuovo sguardo sul rapporto tra uomo e ambiente. Ne è un perfetto esempio la fotografia che abbiamo deciso di premiare con la Menzione speciale ‘Parchi dall’alto’ in questa edizione, che ha saputo cogliere nella conformazione naturale di un’area protetta un segno visivo iconico e immediatamente riconoscibile, capace di richiamare l’immagine di un occhio umano. Una potente metafora dell’incontro tra lo sguardo dell’uomo e quello della natura, che ci osserva e ci chiede responsabilità, rispetto e visione”.
Menzione Stories: un riccio di mare come cornice naturale per i fenicotteri rosa
Andrea Zagato, CEO Influexpert, ha decretato la vincitrice della Menzione “Stories” con la seguente motivazione: “l’immagine costruisce un dispositivo narrativo geniale: un riccio di mare svuotato, tenuto fra le dita in primo piano, diventa una cornice naturale – quasi un mirino organico – attraverso cui si scoprono in lontananza due fenicotteri rosa che camminano nell’acqua delle saline al tramonto. È un’idea di “frame within a frame” che funziona istantaneamente sullo scroll, perché obbliga l’occhio a fermarsi e cercare il dettaglio nascosto. È esattamente il tipo di contenuto che genera save, share e commenti. Un’estetica perfettamente “instagrammabile” senza essere artificiosa”.
Il premio Parco Inclusivo 2026 al Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Come ogni anno, oltre ai premi ai partecipanti, è stato attribuito il Premio “Parco Inclusivo 2026”, in collaborazione con Fiaba. Il riconoscimento è andato al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra Umbria e Marche.
Il premio è stato decretato da Stefano Maiandi, Presidente di Fiaba, e consegnato, insieme ai promotori del concorso, a Maria Laura Talamè, Direttore dell’Area Protetta premiata, per “aver saputo coniugare la tutela rigorosa della biodiversità con il diritto alla cittadinanza ambientale. La gestione dell’Ente Parco ha dimostrato una visione politica lungimirante, trasformando il vincolo ambientale in un’opportunità di inclusione sociale, attraverso un modello di governance territoriale che pone l’equità d’accesso come pilastro dello sviluppo sostenibile. Dai “Sentieri per tutti” – con percorsi progettati con pendenze controllate, pavimentazioni stabilizzate ed ecocompatibili e cordolature di orientamento all’uso strategico di ausili fuoristrada come la Joëlette – all’accesso a vette e aree protette garantito anche a chi ha una mobilità ridotta, offrendo un’esperienza montana totalmente immersiva. L’inclusione si realizza anche attraverso una comunicazione multisensoriale e multimodale all’avanguardia. Nei centri visita, e lungo i percorsi didattici, sono presenti segnaletiche tattili e in Braille, affiancate da sistemi QR-code e video-guide con contenuti in LIS e tracce audio-descrittive per ipovedenti e non vedenti. Inoltre, l’adozione di materiali Easy-to-read (di facile lettura) permette di semplificare il linguaggio scientifico, rendendo i concetti ecologici accessibili anche a persone con disabilità cognitive o difficoltà linguistiche. A sostenere questa architettura inclusiva vi è un solido asset gestionale. Le Guide del Parco hanno ricevuto una formazione specifica, che unisce le competenze botaniche e geologiche alle tecniche di accompagnamento per le diverse disabilità permettendo di strutturare una vera e propria filiera del turismo accessibile, capace di coinvolgere attivamente le comunità locali, le strutture ricettive e la rete dei trasporti interni”.
Il riconoscimento valorizza l’impegno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini per l’accessibilità, la fruibilità e l’inclusione delle persone con disabilità e ridotta mobilità, confermando la centralità del tema nel rapporto tra tutela ambientale e cittadinanza.
I rappresentanti delle Aree Protette e dei partner presenti alla cerimonia
Alla cerimonia sono intervenuti, in presenza e in collegamento, dirigenti degli Enti gestori delle Aree Protette italiane: David Barontini, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana; Debora Cilento, Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Puglia; Santa Tutino, Dirigente della Struttura biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette della Regione Valle d’Aosta; Giovanni Cannata, Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Lorenzo Viviani, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre; Andrea Boggia, Presidente del Comitato di Gestione Provvisoria del Parco Nazionale del Matese; Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno; Enzo Peluso, Presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari; Alessandro Alessandri, Presidente del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri; Francesco D’Amore, Presidente del Parco Naturale Regionale Sirente Velino; Massimiliano Scotti, Direttore del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e Frasassi; Marianna Mossa, Direttore del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline.
Hanno preso parte all’iniziativa anche componenti della Giuria di esperti e delegati di realtà partner: Gabriele Renzi, Direttore comunicazione Fondazione Earth Day Italia; Edoardo Sassi, giornalista del Corriere della Sera; Mariano Fanini, Consigliere Nazionale FIAF; Enrico Procentese, Product Placement Manager e curatore della rubrica fotografica FS #RailwayHeart.
Obiettivo Terra 2026 tra biodiversità, turismo sostenibile e inclusione
La XVII edizione di Obiettivo Terra ha confermato la fotografia naturalistica come strumento di conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio ambientale italiano. Oltre al Primo premio Obiettivo Terra 2026, sono state attribuite 11 Menzioni, decretate direttamente dai partner di ogni categoria, 3 Menzioni speciali, assegnate dai partner del concorso, e 2 premi extra concorso.
La vittoria di Oreste Caroppo con le esuvie di cicale nella Zona Speciale di Conservazione Bosco Pecorara porta al centro della scena un’immagine essenziale e potente, capace di raccontare la biodiversità attraverso il dettaglio. Il premio al Parco Nazionale dei Monti Sibillini rafforza invece il legame tra aree protette, accessibilità, turismo sostenibile e diritto alla fruizione della natura, delineando un modello di tutela ambientale che integra conservazione, inclusione e sviluppo dei territori.




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