Oltre le rinnovabili, Pichetto: “sviluppo futuro del nuovo nucleare sicuro e sostenibile” tra gli orizzonti tecnologici

Il Ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin richiama istituzioni e territori alla responsabilità: focus su rete, accumuli e nuovi orizzonti tecnologici

Il panorama energetico italiano si trova a un crocevia fondamentale, in cui le decisioni prese oggi determineranno la stabilità economica e la sicurezza strategica della nazione per i decenni a venire. Durante la recente presentazione del rapporto Irex 2026, il dibattito si è concentrato sulle azioni concrete necessarie per tradurre le promesse ambientali in risultati tangibili, evidenziando le complessità di una transizione che coinvolge intimamente ogni aspetto della società. In un contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni e incertezze sui mercati, la gestione delle risorse diventa una priorità assoluta per tutelare i cittadini e garantire la competitività del tessuto industriale. Affrontare questa sfida richiede un approccio pragmatico e un impegno congiunto da parte di tutte le istituzioni, superando gli ostacoli burocratici e accelerando lo sviluppo delle infrastrutture essenziali per un futuro sostenibile. In questo delicato passaggio storico, le dichiarazioni programmatiche devono trovare un riscontro diretto nelle opere sul territorio, trasformando le ambizioni climatiche in un solido piano di crescita strutturale per l’intero Paese.

La necessità di un impegno concreto e diffuso

Il passaggio a fonti di energia pulita richiede un cambio di passo operativo. Intervenendo tramite videomessaggio alla presentazione del rapporto Irex 2026, il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato una chiara urgenza: “C’è bisogno di una nuova coerente consapevolezza sia politica che istituzionale e di tutti i nostri territori“. L’obiettivo di questa presa di coscienza collettiva è fare in modo che “quanto viene annunciato in pubblico, come la crescita esponenziale delle rinnovabili, venga poi tradotto in pratica con gesti coerenti e conseguenti“.

Le ricadute di questo percorso sono ampie e toccano la base del sistema economico. “Gli obiettivi delle rinnovabili riguardano la tenuta del nostro intero sistema energetico, la nostra sicurezza, del sistema paese e si riverberano sulle famiglie, sulle imprese, sull’economia e sulla società“, ha spiegato Pichetto Fratin.

I target del Pniec e l’apertura a nuove tecnologie

Raggiungere la stabilità energetica richiede uno sguardo aperto a tutte le soluzioni tecnologiche disponibili. Il Ministro ha tracciato la rotta seguita dal Governo: “Noi saremo sempre coerenti con l’impegno che ci siamo dati fin da subito e fino all’ultimo giorno: intensifichiamo ogni sforzo per raggiungere i target del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) di protagonismo delle rinnovabili, che significa anche guardare con fiducia agli orizzonti tecnologici, dall’idrogeno ai biocarburanti allo sviluppo futuro del nuovo nucleare sicuro e sostenibile“.

Le complesse dinamiche globali impongono interventi tempestivi uniti a una chiara visione a lungo termine. Secondo il Ministro, “il momento complesso come quello che stiamo vivendo e le tensioni internazionali e i loro riflessi sui mercati energetici impongono due grandi filoni di risposta: quella immediata per contenere i costi per le famiglie e per le imprese è una di prospettiva che guardi ai nostri obiettivi del Pniec. In questi anni abbiamo lavorato con coerenza con il nostro disegno energetico per creare le migliori condizioni per uno sviluppo dell’energia prodotta da rinnovabili che forse è un po’ ambizioso ma che possa comunque essere armonico“.

I traguardi del 2025 e le sfide infrastrutturali

I dati recenti mostrano un chiaro mutamento degli equilibri energetici: nel corso del 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda nazionale, segnando un record annuale per la produzione fotovoltaica. L’esecutivo ha lavorato a un assetto normativo più snello per favorire il settore, introducendo e promuovendo diversi “strumenti attivati“, tra cui figurano l’energy release, le comunità energetiche, le diverse aste per le Fer e i bandi per l’innovazione.

Tuttavia, un nodo cruciale per la transizione resta l’adeguamento dell’infrastruttura. Il Ministro ha richiamato l’attenzione su “l’ultimo decreto bollette che interviene sul fenomeno della saturazione virtuale della rete che è altrettanto di importante“. Per consolidare il sistema, è indispensabile portare avanti “il lavoro sulla rete, sul loro sviluppo, sulla resilienza così come è necessario sviluppare gli accumuli che diano quindi solidità e piena tenuta al sistema delle rinnovabili dal fotovoltaico di eolico. Guardiamo con fiducia a questo percorso ma resta molta strada da fare“.