Prima superpetroliera con greggio mediorientale verso il Giappone dall’inizio della guerra con l’Iran

La Vlcc Idemitsu Maru, partita da Ras Tanura con 2 milioni di barili di greggio saudita, è attesa a Nagoya il 25 maggio dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz alla fine di aprile

Una superpetroliera con a bordo 2 milioni di barili di greggio saudita dovrebbe arrivare in Giappone all’inizio della prossima settimana, segnando un passaggio significativo per i flussi energetici diretti verso il Paese asiatico. La nave, la Vlcc Idemitsu Maru, ha attraversato lo Stretto di Hormuz alla fine di aprile ed è attesa a Nagoya il 25 maggio. Si tratta della prima spedizione di greggio mediorientale destinata al Giappone attraverso questo punto strategico dall’inizio della guerra con l’Iran, scoppiata il 28 febbraio. La rotta assume particolare rilievo perché lo Stretto di Hormuz resta uno dei passaggi marittimi più sensibili per il trasporto internazionale di petrolio, soprattutto in una fase di forte tensione geopolitica nell’area.

La rotta della Idemitsu Maru da Ras Tanura a Nagoya

Secondo i dati di MarineTraffic, la Idemitsu Maru è partita a metà marzo dal porto di Ras Tanura, in Arabia Saudita, nel Golfo Persico. Dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz alla fine di aprile, la superpetroliera ha proseguito la navigazione verso il Giappone.

Venerdì mattina, la nave si trovava in prossimità delle coste giapponesi, in vista dell’arrivo previsto a Nagoya il 25 maggio. Il carico trasportato è composto da greggio saudita e ammonta a 2 milioni di barili, una quantità rilevante per l’approvvigionamento energetico del Giappone.

Il carico destinato alla raffineria di Aichi

Secondo un documento informativo del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese, citato da Bloomberg, il carico della Vlcc Idemitsu Maru è destinato alla raffineria di Aichi della società locale Idemitsu Kosan.

L’arrivo della nave rappresenterebbe il primo carico proveniente dal Medio Oriente e transitato attraverso lo Stretto di Hormuz a raggiungere il Giappone da quando è scoppiato il conflitto alla fine di febbraio. La destinazione del greggio conferma il ruolo centrale delle raffinerie giapponesi nella gestione dei flussi petroliferi provenienti dall’area del Golfo Persico.

Lo Stretto di Hormuz al centro delle rotte petrolifere

Il passaggio della Idemitsu Maru attraverso lo Stretto di Hormuz evidenzia l’importanza di questo snodo marittimo per le forniture di petrolio mediorientale verso l’Asia. La nave ha attraversato il punto strategico alla fine di aprile, dopo la partenza da Ras Tanura avvenuta a metà marzo.

La notizia assume rilievo anche perché si inserisce nel contesto della guerra con l’Iran, iniziata il 28 febbraio, che ha reso ancora più sensibili le rotte energetiche del Golfo Persico. Il transito di una superpetroliera carica di greggio saudita verso il Giappone indica la ripresa di una spedizione diretta lungo una rotta cruciale per l’approvvigionamento petrolifero giapponese.

In viaggio anche la Eneos Endeavor verso Kiire

Oltre alla Idemitsu Maru, un’altra petroliera diretta in Giappone, la Eneos Endeavor, ha lasciato lo Stretto di Hormuz la scorsa settimana. Secondo i dati di MarineTraffic, la nave si trova attualmente nello Stretto di Malacca ed è attesa a Kiire, in Giappone, il 30 maggio.

La Eneos Endeavor era partita da Mina Al Ahmadi, in Kuwait, il 28 febbraio, lo stesso giorno indicato come inizio della guerra con l’Iran. Anche questa rotta conferma l’attenzione sui movimenti delle petroliere dirette verso il Giappone e provenienti dall’area mediorientale.

Un arrivo osservato con attenzione dal mercato energetico

L’arrivo della superpetroliera Idemitsu Maru a Nagoya rappresenta un evento rilevante per il settore energetico giapponese, perché riguarda il primo carico di greggio mediorientale passato dallo Stretto di Hormuz e diretto in Giappone dall’inizio del conflitto alla fine di febbraio.

Con 2 milioni di barili di greggio saudita destinati alla raffineria di Aichi di Idemitsu Kosan, la spedizione mette in evidenza il peso delle forniture provenienti dal Golfo Persico per il Giappone e la centralità delle rotte marittime che attraversano lo Stretto di Hormuz.