Progetto SARCOS, l’innovativo calcestruzzo riciclato per il riutilizzo delle macerie

Il prototipo di solette combinate con acciaio ideato da un gruppo di ricerca dell’Università di Cagliari e del Politecnico di Milano

Solette realizzate con acciaio e calcestruzzo riciclato, capaci di garantire prestazioni equivalenti – e in alcuni casi persino superiori – rispetto alle soluzioni tradizionali. È questo il risultato del progetto SARCOS (Steel And Recycled COncrete Slab), sviluppato da un team congiunto dell’Università di Cagliari e del Politecnico di Milano, con il sostegno del bando PRIN2022 del Ministero dell’Università e della Ricerca. Al centro dell’iniziativa c’è un cambio di paradigma: sostituire gli aggregati naturali del calcestruzzo con materiali provenienti dal recupero di macerie edilizie. Una scelta che riduce il consumo di risorse vergini e si inserisce pienamente nella logica dell’economia circolare. In particolare, la sabbia – componente fondamentale nell’edilizia e spesso estratta da cave fluviali o alluvionali – potrebbe essere progressivamente rimpiazzata grazie a tecniche di riciclo avanzate, contribuendo così alla tutela degli ecosistemi naturali.

Il calcestruzzo riciclato è già una realtà consolidata in diversi Paesi, ma il valore aggiunto del progetto SARCOS risiede nell’integrazione con l’acciaio. I ricercatori hanno infatti combinato le proprietà del conglomerato con quelle della lamiera profilata ad alta resistenza, dando vita a una soluzione strutturale innovativa ed efficiente. Non solo prestazioni: l’intero sistema è stato concepito per essere completamente riciclabile. Oltre al calcestruzzo, anche l’acciaio potrà essere rifuso e riutilizzato in nuovi cantieri, chiudendo il ciclo dei materiali e riducendo ulteriormente l’impatto ambientale del settore delle costruzioni.

Il calcestruzzo ottenuto da materiale riciclato può essere meno performante di quello “standard”, anche in base a come viene realizzato. Con il progetto invece abbiamo dimostrato, con prove in scala reale, che nelle solette composte non solo non cambia la performance, ma anzi in alcuni casi aumenta: abbiamo fatto prove utilizzando calcestruzzo riciclato in varie percentuali, dal 30 al 100%, e il risultato restava invariato“, ha spiegato Flavio Stochino, docente del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari, capofila del progetto. Accanto a Stochino, responsabile di SARCOS, anche altri colleghi dell’ateneo sardo: la docente Monica Valdes e i ricercatori Giovanna Concu e Marco Zucca. 

Nessuno ci pensa, ma la sabbia impiegata nelle costruzioni non proviene dal deserto, ma da cave fluviali o alluvionali; quindi, in questo modo si eviterebbe di andare a scavare ulteriormente, aiutando a preservare gli ambienti naturali d’origine. È noto che la sabbia sia uno dei materiali più impiegati nelle costruzioni e questo ha portato a una vera e propria “crisi della sabbia” nel mondo“, ha commentato Marco Simoncelli, ricercatore del Dipartimento di Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito-DABC e referente del Politecnico di Milano per il progetto. “Con la nostra soluzione si potrebbe dunque sostituire la sabbia nelle costruzioni e utilizzare, invece, le macerie derivanti dalla demolizione di ecomostri, per esempio“, conclude Simoncelli. Per l’università milanese hanno partecipato allo studio anche i docenti Claudio Bernuzzi e Marco Andrea Pisani, sempre di DABC.

Il riconoscimento internazionale alla solidità della ricerca è venuto da diversi articoli pubblicati su riviste specializzate relativi ai risultati ottenuti, l’ultimo dei quali a dicembre 2025 su “Materials and Structures”, periodico sulle performance dei materiali da costruzione del portfolio Springer Nature. Visto il consenso raccolto, i ricercatori stanno lavorando a nuove proposte di finanziamento, come per esempio quella che verrà sottomessa al programma europeo RFCS-Research Fund for Coal and Steel nel settembre 2026.