Quito dall’orbita: il paesaggio vulcanico della capitale ecuadoriana visto dallo Spazio | FOTO

Un'immagine del programma Copernicus Sentinel-2 dell’ESA rivela la straordinaria convivenza tra metropoli, vulcani attivi e biodiversità alle porte della capitale dell’Ecuador

Un mosaico di città, fiumi, foreste e giganti di fuoco: è ciò che emerge dall’ultima immagine realizzata grazie alla missione Copernicus Sentinel-2 e diffusa dell’Agenzia Spaziale Europea, che immortala la capitale dell’Ecuador, Quito, distesa per circa 40 km lungo una stretta valle ad alta quota nel cuore delle Ande. Situata a circa 2.850 metri sul livello del mare, Quito è una delle capitali più elevate del pianeta e, soprattutto, l’unica costruita così vicina a un sistema di vulcani attivi. A dominare il panorama occidentale è il vulcano Pichincha, mentre attorno alla città si ergono alcune delle vette più iconiche del paese: Cotopaxi, Antisana e Cayambe, tutte visibili nella ripresa satellitare con i loro profili innevati. Tra questi, il Cotopaxi spicca per imponenza e per attività: è la 2ª vetta più alta dell’Ecuador (circa 5.900 metri) e uno dei vulcani più attivi dell’intero Paese andino.

Una città tra fiumi, storia e altopiani

Al centro dell’immagine satellitare si riconosce chiaramente l’area urbana di Quito, sviluppata all’interno del bacino del fiume Guayllabamba. La città è attraversata da Sud a Nord dal fiume Machángara, che disegna una linea sinuosa tra i quartieri meridionali. Lungo il suo corso si trova anche il celebre parco del Panecillo, una collina panoramica che offre una delle viste più suggestive sul centro storico della capitale. Proprio il centro storico si distingue dall’alto per la tonalità più rosata dei tetti: un segno distintivo del suo patrimonio architettonico, oggi riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Natura, riserve e biodiversità a ridosso della metropoli

Attorno a Quito si estende un mosaico di ecosistemi di grande valore ambientale: dalle foreste nebulose alle aree protette. A Nord della città è ben visibile la Riserva Geobotanica di Pululahua, una caldera vulcanica oggi ricoperta da una vegetazione densa e più scura rispetto al paesaggio circostante. A Est del bacino del Guayllabamba si trovano inoltre 3 parchi nazionali, parzialmente nascosti da banchi di nubi, che contribuiscono a rendere questa regione una delle più ricche di biodiversità dell’intera area andina.

Incendi e segni del cambiamento climatico

L’immagine, acquisita alla fine del 2025, documenta anche le conseguenze di una stagione segnata da siccità e incendi boschivi. A Est di Quito è visibile una grande colonna di fumo, mentre un secondo pennacchio si alza nei pressi del vulcano Sincholagua. Tra i segni più evidenti, anche un’area bruciata nelle alture orientali della capitale: circa 200 ettari di pascoli d’alta quota, equivalenti a quasi 300 campi da calcio, sono stati devastati dagli incendi nella zona di Oyacachi, all’interno del Parco Nazionale Cayambe Coca.