Salvataggio estremo in Calabria: i Vigili del Fuoco recuperano quattro caprette precipitate in un crepaccio

L'intervento della squadra di San Giovanni in Fiore in una zona impervia di Verzino mette in luce l'eccellenza e la prontezza del soccorso tecnico urgente sul territorio

La cronaca calabrese si tinge di una storia a lieto fine che arriva direttamente dai boschi della provincia di Crotone, dove la natura selvaggia e le insidie del terreno hanno messo a dura prova la sopravvivenza di alcuni animali. Nelle scorse ore, un delicato e complesso intervento di salvataggio ha visto come protagonisti i Vigili del Fuoco del Distaccamento di San Giovanni in Fiore, impegnati in una missione di soccorso che ha richiesto precisione chirurgica e una profonda conoscenza delle tecniche alpinistiche. Lo scenario dell’operazione è stata la località Fratta, situata nel territorio comunale di Verzino, un’area caratterizzata da una morfologia particolarmente difficile che ha rischiato di trasformarsi in una trappola mortale per quattro esemplari di capra.

Le operazioni hanno preso il via quando è scattato l’allarme per un gruppo di 4 caprette finite accidentalmente in un’area particolarmente dirupata. Gli animali, scivolati lungo il pendio, si sono ritrovati bloccati in un crepaccio di 30 metri, senza alcuna possibilità di risalire la scarpata in autonomia. Il rischio che le caprette potessero morire a causa della posizione precaria e dell’impossibilità di raggiungere cibo o acqua era estremamente elevato. La squadra dei pompieri sangiovannesi, una volta giunta sul posto, ha immediatamente compreso la gravità della situazione, pianificando un recupero tecnico che potesse garantire la sicurezza sia degli operatori che degli animali coinvolti.

Per riuscire a raggiungere il fondo dell’anfratto, i soccorritori hanno dovuto mettere in campo le proprie competenze specialistiche attraverso la cosiddetta manovra SAF (Speleo Alpino Fluviale). Questa tecnica, utilizzata solitamente in contesti urbani o extraurbani dove l’ambiente impervio rende impossibile l’uso di mezzi tradizionali, ha permesso ai professionisti di calarsi nel vuoto con un sistema di corde e carrucole. Il recupero all’interno della profonda fenditura del terreno si è rivelato non facile a causa della conformazione della roccia e della vegetazione circostante, ma la tenacia della squadra ha permesso di imbracare e riportare in superficie ogni singolo animale, restituendoli così al loro ambiente naturale in piene forze.

caprette dirupo calabria

A guidare le operazioni sul campo è stato l’esperto capo reparto Dino Romano, una figura di riferimento per il distaccamento che ha coordinato ogni fase del soccorso con estrema lucidità. La riuscita della missione non è stata frutto del caso, ma della preparazione costante che caratterizza il corpo. Come sottolineato dagli stessi soccorritori, la professionalità dimostrata è lo specchio di un impegno quotidiano che non conosce soste. Infatti, il capo reparto Dino Romano non è nuovo a interventi del genere, la sua grande professionalità ed esperienza di Romano e della sua squadra hanno fatto ancora una volta la differenza in un intervento di soccorso che per i Vigili del Fuoco è di routine, sempre pronti a qualsiasi chiamata d’emergenza e a qualsiasi orario.

Questo episodio riaccende i riflettori sull’importanza dei presidi di sicurezza nelle zone interne e montane della Calabria, dove la presenza dei soccorritori garantisce una tutela costante non solo per la popolazione, ma per l’intero ecosistema. La base operativa silana conferma dunque il suo ruolo di pilastro per la provincia crotonese e per le aree limitrofe, intervenendo prontamente laddove la natura presenta le sue sfide più ardue. In merito al valore di tale presenza sul territorio, è doveroso ribadire come il presidio permanente dei Vigili del Fuoco di San Giovanni in Fiore, negli anni, si è sempre rivelato fondamentale per il soccorso delle persone, dei boschi, dei beni e degli animali, con interventi di soccorso spesso decisivi.

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