Scoperto come la Terra ricicla i continenti nelle sue profondità: lo studio

La ricerca offre nuove prospettive su come i continenti si evolvono nel corso del tempo geologico e potrebbe aiutare gli scienziati a interpretare meglio le registrazioni chimiche conservate nelle rocce antiche di tutto il mondo

Gli scienziati hanno scoperto nuove evidenze che dimostrano come i continenti terrestri vengano continuamente rimodellati nelle profondità della Terra, offrendo una nuova prospettiva su come si siano evoluti nel corso di miliardi di anni. Lo studio si concentra su ciò che accade dopo la collisione di due placche continentali, che dà origine a importanti catene montuose come l’Himalaya e le Alpi. Sebbene i geologi sappiano da tempo che le collisioni continentali creano montagne e deformano la crosta terrestre, la nuova ricerca dimostra che porzioni di crosta continentale possono anche essere trascinate in profondità durante la subduzione, per poi risalire e mescolarsi con le rocce del mantello.

Come le collisioni continentali rimodellano la crosta

Daniel Gómez Frutos, della School of the Environment and Life Sciences dell’Università di Portsmouth, è l’autore principale dello studio, pubblicato su Nature Geoscience. Ha affermato: “i nostri risultati dimostrano che le collisioni continentali fanno molto di più che sollevare montagne. Creano anche profonde zone ibride in cui i materiali della crosta e del mantello si fondono, producendo magmi che costituiscono la base della formazione dei continenti”.

Questo processo, noto come “rilaminazione“, crea una sorgente ibrida crosta-mantello che può successivamente generare magmi post-collisione, rocce plutoniche che si formano milioni di anni dopo le collisioni continentali. Le rocce plutoniche sono un tipo di roccia ignea che si forma quando il magma (roccia fusa) si raffredda e solidifica in profondità sotto la superficie terrestre.

Strumenti, esperimenti e implicazioni chiave

Gómez Frutos, che ha lavorato alla ricerca mentre era al Museo Nazionale di Scienze Naturali di Madrid, in Spagna, ha affermato: “abbiamo utilizzato una combinazione di simulazioni termomeccaniche avanzate al computer ed esperimenti di fusione in laboratorio per dimostrare che i magmi prodotti da questa sorgente ibrida corrispondono strettamente alla composizione chimica delle rocce ignee post-collisione che si trovano in tutto il mondo”.

I risultati potrebbero anche contribuire a risolvere un annoso enigma geologico: perché molte rocce plutoniche post-collisione più recenti assomigliano a rocce antiche note come sanukitoidi, formatesi durante l’Eone Archeano circa 3 miliardi di anni fa. L’origine della tettonica a placche moderna è tuttora oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Secondo i ricercatori, questa somiglianza suggerisce che l’ibridazione crosta-mantello sia stata un processo fondamentale per miliardi di anni, individuando potenzialmente le prime fasi della tettonica a placche sulla Terra.

Ciò implica che complesse interazioni tettoniche a placche, che coinvolgono la subduzione continentale e la miscelazione crosta-mantello, potrebbero essere state attive molto prima nella storia della Terra di quanto si pensasse”, ha aggiunto Gómez Frutos.

La ricerca offre nuove prospettive su come i continenti si evolvono nel corso del tempo geologico e potrebbe aiutare gli scienziati a interpretare meglio le registrazioni chimiche conservate nelle rocce antiche di tutto il mondo.