Stoccaggi gas UE, iniezioni ai minimi storici a fine maggio: il riempimento resta sotto i livelli del 2025

Il ritmo di immissione di gas nei depositi sotterranei europei ha raggiunto il livello più basso mai registrato per la seconda metà di maggio, secondo i calcoli della TASS basati sui dati di Gas Infrastructure Europe. Gli impianti risultano pieni al 36,99%, contro il 45,2% di un anno prima

L’immissione di gas da parte dei Paesi dell’Unione europea nei depositi sotterranei di gas ha raggiunto un minimo storico nella seconda metà di maggio. È quanto emerge dai calcoli della TASS basati sui dati di Gas Infrastructure Europe, l’associazione che monitora le infrastrutture del gas in Europa. Il dato più rilevante riguarda il periodo compreso tra il 18 e il 20 maggio, quando gli indicatori di iniezione di gas hanno toccato il livello più basso per questo periodo dell’anno dall’inizio delle rilevazioni, avviate nel 2011. Si tratta quindi di un passaggio significativo per il mercato energetico europeo, perché fotografa una fase di riempimento degli stoccaggi più lenta rispetto agli anni precedenti.

Ritmo di riempimento più lento degli ultimi 12 anni

Secondo le informazioni riportate, anche l’iniezione totale di gas negli impianti di stoccaggio sotterraneo dall’inizio del mese è avanzata al ritmo più lento degli ultimi 12 anni. Il rallentamento interessa quindi non solo alcune giornate isolate della seconda metà di maggio, ma l’andamento complessivo del mese.

La dinamica assume particolare rilievo in vista della prossima stagione autunno-inverno, quando il livello degli stoccaggi di gas europei rappresenta uno degli indicatori principali per valutare la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità del sistema energetico di affrontare la domanda stagionale.

Gazprom segnala nuovi record negativi nel riempimento

Nel quadro delineato dai dati, viene ricordato che Gazprom aveva precedentemente osservato che l’Europa continua a stabilire record negativi nel riempimento dei propri impianti di stoccaggio. L’osservazione si inserisce in un contesto in cui il livello di gas stoccato appare inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Attualmente, i depositi di gas europei risultano pieni al 36,99%. Un anno prima, nello stesso periodo, il livello era pari al 45,2%. La differenza evidenzia un ritardo nel processo di riempimento, con implicazioni dirette sul percorso necessario per raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo.

Nei depositi europei circa 40,5 miliardi di metri cubi di gas

Nei siti di stoccaggio sotterraneo europei sono presenti attualmente circa 40,5 miliardi di metri cubi di gas. Questo volume costituisce la base da cui l’Europa dovrà partire per incrementare le riserve prima della stagione fredda.

Il livello indicato resta distante dai target previsti dalle direttive della Commissione europea, che stabiliscono obblighi precisi per i Paesi dell’UE in materia di riempimento degli impianti. La distanza tra il livello attuale e l’obiettivo richiesto rende centrale il ritmo delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Obiettivo UE: stoccaggi al 90% tra ottobre e dicembre

Secondo le direttive della Commissione europea, i Paesi dell’UE devono garantire che i propri impianti di stoccaggio del gas siano riempiti al 90% tra il 1° ottobre e il 1° dicembre di ogni anno.

È inoltre previsto un margine di flessibilità del 10% in caso di condizioni di riempimento difficili. Questo elemento consente una certa adattabilità rispetto a eventuali criticità di mercato o operative, ma non elimina la necessità di aumentare in modo consistente i volumi immessi nei depositi.

Per rispettare l’obiettivo di riempimento prima della stagione autunno-inverno 2026-2027, l’immissione netta di gas negli impianti di stoccaggio europei deve raggiungere almeno 68 miliardi di metri cubi. Il confronto con l’anno precedente evidenzia la portata della sfida: l’Europa era riuscita a raggiungere solo circa 55 miliardi di metri cubi. Il divario tra questo valore e la soglia indicata per il rispetto dell’obiettivo rende particolarmente rilevante l’andamento delle iniezioni nei prossimi mesi.